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Estetica degli impianti elettrici negli edifici storici

L'argomento nasce un po' per caso a dire il vero e purtroppo non ho molti dati alla mano per fare il punto della situazione, nè a livello nezionale nè purtroppo a livello locale.

Le norma CEI 64-15 è dedicata alla realizzazione degli impianti elettrici in presenza di vincoli legati al patrimonio culturale, negli edifici pregevoli per rilevanza storica e/o artistica.
Tuttavia sembra che essa forse non basti per quel poco che ho potuto vedere in giro.


Indice

Anche l'occhio vuole la sua parte

Più che stare a spiegare noiosamente quanto intendo, propongo quel qualcosa che mi ha fatto diverse volte arricciare il naso. Probabilmente spesso si è davanti a problemi economici e di bilancio, ma in questo caso si rischia di andare fuori tema.
Quello che mi chiedo è, per voi tutto ciò è esteticamente accettabile? E se non lo fosse, perchè è permessa questa modalità di operare?
Quanto detto fermo restando che gli impianti, prima che belli devono essere "sicuri".

Castello Normanno

E' un castello medievale del XII secolo, edificato probabilmente dai Normanni in una cittadina (della provincia di Palermo) sorta sulle pendici (520 m s.l.m.) del monte Eurako (o anche San Calogero) attorno a IV - V secolo a.C. presumibilmente dai popoli Cartaginesi.


Scorcio di una torre del castello

Scorcio di una torre del castello

Connessione antipioggia

Connessione antipioggia

Questa è forse l'immagine più emblematica, quì oltre ad essere infastidito l'occhio è infastidito anche il tecnico.
La connessione fatta con cavo FROR o FG7 e presa/spina annegate in nastro isolante, non rappresenta infatti nemmeno lontanamente la regola d'arte, per quella che sembra una posa mobile-provvisoria, ma che in realtà rimane tale a tempo indefinito.

Altri cavi volanti

Altri cavi volanti

Il cavo volante, che ad andar bene sia in gomma G7, non viene nemmeno nascosto o fascettato. Esso è semplicemente posato alla meno peggio tra gli elementi dell'inferriata.

Tubi RK e cavetti

Tubi RK e cavetti

Oltre agli ennesimi cavetti volanti (taluni anche dismessi), c'è spazio lungo tutto il castello per tubi RK di un "cacofonico" grigio RAL 7035.

Probabilmente le amministrazioni locali, si accontentano di questo tipo di lavori, o forse c'era stato da poco un guasto e quelli che ho immortalato erano solo collegamenti provvisori.
Il beneficio del dubbio ogni tanto serve a rasserenare la coscienza.

Santuario della Madonna di Belpasso (CT)

Probabilmente è un sito leggermente fuori tema, non c'è molto di artistico nè di storico (in senso stretto), ma tuttavia si tratta di un luogo di culto molto frequentato, vi immaginate se ciò capitasse a Lourdes o a Fatima? (che poi non essendoci stato non escludo che certe cose possano vedersi anche in quei posti).
In realtà la foto che segue, scattata all'ingresso del santuario, è più da "Ambratheryou" che non da estetica di un impianto in luogo culturale e sacro come in questo caso.

Benvenuti

Benvenuti

Il santuario

Il santuario

Quadro

Quadro

Si tratta di un quadro in resina, presumo con dispositivi di manovra e protezione per circuiti di illuminazione.
Vabbè che siamo in un luogo miracoloso, ma Nostro Signore ci ha insegnato che non bisogna mai mettere alla prova l'esistenza del Divino.

Altro palazzo storico

Chiudo questa brevissima carrellata di installazioni avverse al mio occhio, con quanto recentemente visto in quello che è diventato uno spazio polifunzionale all'interno del cinquecentesco Palazzo Forcella sito nel quartiere Tribunali-Castellammare a Palermo.

Uno scorcio

Uno scorcio


Scalinata

Scalinata


Derivazione

Derivazione

Tubi e guaine da Ø25 e Ø32 mm quasi non si notano lungo le mura cui sono "clippati"

Ma purtroppo, anche qui il problema non è solo estetico, sembra esserci infatti anche scarsa manutenzione...

Raccordo tubo-guaina ben sistemato

Raccordo tubo-guaina ben sistemato

Alimentazione mixer

Alimentazione mixer

Il cavo collegato a questa presa alimenta l'amplificazione e la consolle su cui sono presenti i mixer e i piatti, oltre alcune luci.

Dettaglio

Dettaglio

Qui, lo stesso cavo visto un po' più da vicino. Purtroppo la qualità delle foto non è il massimo, anzi è davvero scarsa, ma sono foto fatte con il telefonino e con scarsissima illuminazione.


Probabilmente gli esempi del castello e del palazzo storico, non bastano a fare un discorso ad ampio respiro, probabilmente se paragonati agli edifici di vero interesse storico artistico, questi mostrati contano davvero poco. Forse come giusto che sia, per potere rientrare in un trattamento realmente "di rispetto", il valore patrimoniale artistico e storico culturale deve essere riconosciuto a livello internazionale, probabilmente la "Cappella Sistina" risulta tutelata, ma quello che mi proponevo di capire in realtà andava oltre e si può sintetizzare nella seguente domanda:
Ma davvero non si può, non si vuole o non si riesce a fare nulla di meglio, in tutti quei luoghi che nascono in epoche in cui l'elettricità non era ancora nata?

Davvero riusciamo a trattare un castello normanno come fosse una comune autorimessa?

E' probabile che io abbia vedute ristrette, auspico quindi in commenti illuminati ed illuminanti, da chi può dire di aver visto trattare luoghi, anche di modesto interesse storico/artistico in maniera migliore di quella da me riportata.

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Commenti e note

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di ,

A parte il caso degli edifici vincolati, in Italia esistono innumerevoli edifici d'epoca, pubblici o privati. Cascine, ville, chiese che dovrebbero essere trattate con un po' di riguardo nel rifacimento dell'impianto elettrico. Un po' di buon senso, un po' di esperienza eviterebbero tanti obbrobri come inutili rotture di pareti e pavimenti. Mi ricordo una visita in uno dei tanti paesi antichi d'Italia. La guida faceva notare la facciata medioevale di una casa che aveva resistito intatta per secoli fin quando un elettricista non trovò nulla di meglio che romperla per fissare scatola e tubo per il campanello (prima il campanello era fissato sulla porta di legno ma, evidentemente, non era a norma).

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di ,

Argomento davvero interessante che condivido appieno, come il commento di elettrodomus. L'Italia ha un un enorme ed inestimabile patrimonio artistico, che non sa valorizzare, non sa mantenere (si sentono spesso di crolli qua e là). Alcuni obbrobri però non possono essere giustificati dalla mancanza di fondi, ma più semplicemente ascrivibili all'incuria, menefreghismo. Peccato

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di ,

Attilio come sempre, ti faccio i miei complimenti. L'argomento è interessante. Giuliomega, se potessi voterei anche il tuo commento (..però era "Cara ti amo", non "Servi della Gleba" :) ). Io voglio se possibile, aggiungere, che il gusto estetico non andrebbe applicato solo per gli edifici storici, anche se in quel caso andrebbe posto l'accento sulle scelte da fare. Vedo spessissimo, anche in strutture di non grande rilevanza storica/artistica, delle brutture che potrebbero tranquillamente essere evitate con un minimo (e dico davvero minimo) criterio. Quello di cui mi accorgo, è che però, gli unici a notare tali brutture (ahimé, anche delle pericolosità di certi impianti), sono solo "quelli del mestiere"; i quali restano spesso relegati a tecnici di non grande caratura, e quindi, non tenuti in grande considerazione. Peccato.

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di ,

E' capitato di recente anche a me di trovarmi in un luogo storicamente importante e riconosiuto come patrimonio dell'umanità, e forse sarà per deformazione professionale, ma oltre il fascino e l'interesse storico e artistico che quei luoghi mi hanno offerto, non ho potuto fare a meno di notare come siano così blandi e fatiscenti gli impianti elettrici o parti che ne interessano le strutture, come se ciò fosse secondario all'immagine che offrono questi luoghi, tralasciando per semplificare l'aspetto sicurezza che a mio avviso dovrebbe essere prioritario.... mah..

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di ,

Grazie del tuo contributo giuliomega. Hai toccato aspetti interessanti. Io per esempio mi sono sempre chiesto perchè non esista (o forse sono io a non conoscerlo) tubo rigido e accessoristica per montaggi a parete con colorazione più camaleontica come ad esempio già esistente per le grondaie o generalmente per i tubi in PVC. Saluti

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di ,

Prendo spunto dal tuo articolo e cerco di portare un mio contributo figlio dell'esperienza su campo, non per dire che sono oramai un matusa che che sono 30 anni che faccio questo lavoro, sarebbe falso, ma per riportare un paio di casi concreti in cui mi sono occupato della ristrutturazione di beni vincolati dalla Sovrintendenza a livello Storico. Faccio una seconda premessa che potrebbe scatenare qualche pesante critica ma me ne assumo la piena responsabilità. La considerazione è che un buon progettista sono convinto che abbia comunque una minima ed accettabile livello di sensibilità anche verso l'aspetto estetico ed il valore storico di un bene. Chiaramente mi comporto in maniera differente se devo rifare l'impianto in un appartamento o in una fortezza Napoleonica all'Elba. Detto questo io ho riscontrato due aspetti principale in questo tipo di lavori, il primo è che si ha a che fare con denaro pubblico. Questo potrebbe voler dire poco, ma vuol dire molto perché tirare giù il capitolato e nel mio caso un computo trovando prodotti che piacciano ad architetti e geometri e che rientrino nei costi stimati per la parte elettrica è pressapoco fantascientifico, sa di miracoloso. Perché scoprire a un certo punto che con tubo a vista è "bruttino" e che sarebbe meglio tubo di rame, quando si parla di 1200 metri di materiale, insomma la cosa cambia un po' sul computo. La seconda è peggiore, l'istituzione della Sovrintendenza dovrebbe chiudere domattina: dico questo perché è un luogo dove accadono due cose importanti. La prima è che vi vanno a lavorare persone pagate con i nostri soldi e che sono la clonazione di quelle stesse che in Comune potrebbero svolgere lo stesso ruolo avendo le mappe dei beni vincolati e un ufficio di urbanistica e di tutela del paesaggio. La seconda cosa importante è che le Loro osservazioni sul tuo elaborato sono di carattere prettamente soggettivo, nel senso che fatte le debite proporzioni, non esiste una Loro norma tecnica che ti dica a, b, c. Ma si va di caso in caso. Questo per dire che se ad esempio devo illuminare l'interno di una cinta muraria e lo faccio secondo i modelli di calcolo delle Norme, i Signori dei suddetti uffici hanno piena facoltà di bocciarti il progetto senza addurre motivazioni plausibili (cit. Elio e Le Storie Tese, Servi della Gleba), tipo i colori delle cassette, l'altezza del faretto, etc.. Al che io gli ho detto: fatemi un disegno di dove volete le luci e io le metto lì, anzi già che ci siete datemi marca e modello, e loro lo hanno fatto (vi ricordo che si tratta di appalto pubblico... in attesa di fare la gara). Insomma imbattersi in questi progetti è bello, fuori dalla quotidianità. Ma per contro uno si va ad imbattere in un apparato incompetente, spocchioso che ti costringe materialmente a fare spesso cose che non faresti in altri casi. Tutto questo conservando, tu progettista dell'impianto elettrico, il saldo principio che un impianto non sicuro non si può progettare e tanto meno si dovrebbe realizzare.

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di ,

l'immagine del quadro con i morsetti a cappuccio in "bella vista" è a dir poco inquietante, e comunque di esempi come questi ce ne sono in giro purtroppo.

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