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Seconda tappa
Questo articolo è la continuzaione del precedente I pericoli elettrici in casa - Parte 1
Proporrò altri esempi di situazioni potenzialmente rischiose e pericolose, che vedo ancora oggi in giro.
I pericoli nella stanza da bagno
I bagni ospitanti vasche e piatti doccia, per loro natura, sono considerati ambienti a maggior rischio di elettrocuzione, o per meglio dire, ambienti in cui è necessario prendere le dovute precauzioni affinché si limitino al minimo i rischi connessi e legati alla presenza di acqua, umidità (sotto forma di vapore acqueo) e allo stato di svestito e bagnato del corpo umano (con una resistenza specifica di questo che evidentemente risulta notevolmente inferiore rispetto al corpo asciutto in ambiente secco)
Le zone
La norma CEI EN 64-8/7 dedica diverse pagine ai "locali contenenti bagni o docce" (art. 701), di fatto si parla di ambienti ed applicazioni particolari, ma vediamo cosa indicano le zone di rispetto in questi locali, senza dimenticare che per essere definiti tali è necessario che essi presentino almeno una vasca da bagno o un piatto doccia.
Prendo le definizioni direttamente dalla norma, 6^ edizione in mio possesso, sperando che non vi siano stravolgimenti sostanziali negli ultimi aggiornamenti.
Zona 0
La zona 0 è il volume interno alla vasca da bagno o al piatto doccia.
Per docce senza piatto, l’altezza della zona 0 è di 10 cm e la sua superficie ha la stessa
estensione orizzontale della zona 1.
Zona 1
La zona 1 è delimitata:
a) dal livello del pavimento finito e dal piano orizzontale posto a 2,25 m al di sopra del livello
del pavimento finito; se tuttavia il fondo della vasca da bagno o del piatto doccia si trova a
più di 15 cm al di sopra del pavimento, il piano orizzontale viene situato a 2,25 m al di
sopra di questo fondo.
b) dalla superficie verticale circoscritta alla vasca da bagno o al piatto doccia, oppure, per le
docce senza piatto, dalla superficie verticale posta a 1,20 m dal punto centrale del soffione
agganciato posto sulla parete o sul soffitto.
La zona 1 non include la zona 0.
Lo spazio sotto la vasca da bagno o la doccia è considerato zona 1.
Zona 2
La zona 2 è delimitata:
a) dal livello del pavimento finito e dal piano orizzontale situato a 2,25 m al di sopra del livello
del pavimento finito.
b) dalla superficie verticale al bordo della zona 1 e dalla superficie verticale posta alla
distanza di 0,60 m dalla superficie verticale precedente e parallela ad essa.
Per le docce senza piatto, non esiste una zona 2 ma una zona 1 aumentata a 1,20 m come
indicato in 701.2.3 b).
Zona 3
La zona 3 è delimitata:
a) dal livello del pavimento finito e dal piano situato a 2,25 m sopra il pavimento.
b) dalla superficie verticale al bordo della zona 2, o della zona 1 in caso di mancanza del
piatto doccia, e dalla superficie verticale posta alla distanza di 2,40 m dalla superficie
verticale precedente e parallela ad essa;
Le dimensioni sono misurate tenendo conto della presenza di pareti e di ripari fissi.
N.B.
Le Zone 1, 2 e 3 non si estendono all’esterno del locale attraverso le aperture, se queste
sono munite di serramenti.
Faccio un (grande) salto fino all' art. 701.55 che recita:
[..] Agli effetti della sicurezza delle persone gli apparecchi utilizzatori alimentati da prese a spina della zona 3 devono essere utilizzati in modo che nessuna loro parte entri nelle zone 2, 1 e 0. [..]
e ancora, da 701.53:
Nella zona 0 non devono essere installati dispositivi di protezione, di sezionamento e di comando.
Nella zona 1 non devono essere installati dispositivi di protezione, di sezionamento e di comando, con l’eccezione di interruttori di circuiti SELV alimentati a tensione non superiore a 12 V in c.a. o a 30 V in c.c., e con la sorgente di sicurezza installata al di fuori delle zone 0, 1 e 2.
Nella zona 2 non devono essere installati dispositivi di protezione, di sezionamento e di comando, con l’eccezione di:
- interruttori di circuiti SELV alimentati a tensione non superiore a 12 V in c.a. o a 30 V in c.c. e con la sorgente di sicurezza installata al di fuori delle zone 0, 1 e 2; e di
- prese a spina, alimentate da trasformatori di isolamento di Classe II di bassa potenza incorporati nelle stesse prese a spina, previste per alimentare rasoi elettrici.
Nella zona 3 prese a spina, interruttori ed altri apparecchi di comando sono permessi solo se
la protezione è ottenuta mediante:
- separazione elettrica (art. 413.5), individualmente,
- SELV (art. 411.1); o
- interruzione automatica dell’alimentazione, usando un interruttore differenziale avente corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA.
NOTA Nelle zone 1, 2 e 3 sono ammessi tiranti isolanti per azionare interruttori, e pulsanti, del tipo con
azionamento a mezzo di tiranti, a condizione che tali interruttori soddisfino le prescrizioni (allo studio) della Norma
CEI 23-9.
E per quanto fin qui detto...
...ne consegue che installazioni (datate ma ancora diffuse) come questa che vedete, sono un pericolo oggettivo intollerabile (oggi).
Nelle foto non si vede, ma posizionata proprio sotto allo scalda acqua e al suo interruttore, c'è una bella vasca da bagno.
Questa fino a qualche decennio fa, era una pratica assai diffusa.
Il mio consiglio, per chi dovesse trovarsi in situazioni simili, è di farsi immediatamente spostare tale collegamento.
Se non si può proprio mettere a norma la situazione, si può di certo trovare qualche escamotage, per eliminare almeno l'interruttore e la presa a spina ed arrivare allo scalda acqua con almeno un cavo guainato adatto allo scopo.
Però ricordo e rimarco, rimarrebbe comunque un "accrocco"!
Altri consigli
Sarà banale o forse superfluo ricordarlo, ma oltre alle installazioni errate, ci sono anche comportamenti errati da evitare assolutamente quando ci si trova in bagno.
- Evitare di maneggiare apparecchiature elettriche quando si è completamente bagnati, e ancora di più se si è addirittura ancora immersi o con solo i piedi ammollo nella vasca da bagno.
Sembra demenziale scriverlo, ma i giornali riportano ogni tanto di decessi per folgorazione da phon caduto nella vasca da bagno!
Attenzione che anche ad avere un differenziale da 30 mA a protezione delle condutture del bagno, in determinati casi (come quello sopra descritto) questi potrebbe anche non intervenire, o farlo troppo tardi.
In casi come quello sopra accennato, entrano in gioco molti fattori, sarebbe un argomento che meriterebbe un approfondimento e una trattazione al di fuori di questo articoletto.
- Sezionare (da opportuno interruttore bipolare o magnetotermico) l'eventuale scalda acqua elettrico durante i bagni o le docce (questa è una mia fissa personale!)
- Anche la presenza (ove necessario) dei collegamenti equipotenziali supplementari è un aspetto importante, ma l'utente medio dell' impianto elettrico non può entrare nel merito di questi accorgimenti... purtroppo!
- Come accennato già nel primo articolo, fare attenzione al logoramento del cavo/cordone di alimentazione di phon, piastra o rasoio elettrico nel punto di uscita dall' utilizzatore
Se non si ha il tempo di portare l'apparecchio da un riparatore, si può sempre provvedere (provvisoriamente) autonomamente, nastrando accuratamente (solo con nastro isolante di buona qualità) ed in maniera omogenea e abbondante la parte di guaina deteriorata:

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