Cos'è ElectroYou | Login Iscriviti

ElectroYou - la comunità dei professionisti del mondo elettrico

Ricerca personalizzata
12
voti

Quando l'isolamento non e` piu` tale: il fenomeno del "tracking"

Indice

Di cosa si tratta?

E` una delle cause principali che determinano, nella peggiore delle ipotesi, il collasso dell'isolamento superficiale tra due o piu` conduttori, con le conseguenze che potete bene immaginare.

Quando si parla di isolamento strutturale, si considerano i tre aspetti fondamentali cui esso e` composto:

  • Isolamento solido
  • Isolamento superficiale
  • Isolamento in aria

Riguardo all'apetto "solido", e` evidente che l'efficienza dell'elemento e` consequenziale alla robustezza e alle caratteristiche di resistenza meccanica, nonche` al grado di invecchiamento e al deterioramento delle caratteristiche dell'elemento stesso.

L'isolamento "in aria" e` rappresentato dalla minima distanza in aria tra le parti in tensione (a diverso potenziale).

Infine, l'isolamento superficiale e` dato dalla minima distanza tra le parti in tensione (a diverso potenziale) misurata lungo l'elemento isolante.

Il fenomeno

Quello che avviene e` sostanzialmente la formazione di un ponte conduttivo lungo l'isolamento superficiale (esterno) dell'elemento isolante, cio` e` dovuto alla concomitanza di due condizioni specifiche:

  • Inquinamento legato all' ambiente di installazione (presenza di sporco, polveri sottili, limatura metallica, ecc.)
  • Umidita` atmosferica

Lo sporco "conduttivo" si deposita sull'elemento isolante e l'umidita` non fa altro che "fissarlo" progressivamente, consensandosi tra isolatore e residui di sporco.
Col passare del tempo, in assenza di interventi mirati, la "patina" conduttiva, innesca delle micro correnti di dispersione localizzate.

Il fenomedo di tracking e` un fenomeno intermittente. L'aumento di temperatura localizzato nel punto di fuga della corrente, crea un surriscaldamento che riduce l'umidita` creando una sorta di loop.
Tutto questo, puo` portare ad un lento degrado dello stato superficiale dell'isolatore, che viene a perdere di efficacia isolante, arrivando al collasso totale, si viene a creare un corto tra i conduttori [punto B] o tra questi e la massa metallica [punto A].

Esempi in BT e in MT

In due vecchi articoli, esponevo senza mai nominarlo, il fenomeno del tracking, che letteralmente potremmo tradurre come "traccia", "puntamento" o ancora "percorso".

Nel primo caso [Una blindosbarra con isolatori poco isolanti], il fenomeno si presentava su isolatori in bachelite a corredo di una blindosbarra.
Nel secondo caso [Principio di incendio in cabina MT/BT], ad essere coinvolti erano sia gli isolatori passanti di un interruttore di manovra sezionatore MT (20 kV), che le stesse teste dei cavi in prossimita` dei punti di ammaraggio.

Curiosita`

Il fenomeno del tracking, non e` esclusivamente legato alla presenza di agenti inquinanti ed umidita` atmosferica, e` implicito che la tensione cui sono sottoposti i conduttori e la corrente stabilita nel circuito, abbiano anch'esse un ruolo importante.

Per definire il comportamento di un elemento isolante al fenomeno del tracking, e` stato studiato un indice che stabilisce il valore massimo di tensione (in volt) per cui, in condizioni prestabilite di sporco accumulato, quel detto materiale, non determina fenomeni di tracking. Questo indice prende il nome di Comparative Tracking Index (CTI).

In relazione a questo indice, e in considerazione dei due esempi di tracking che ho riportato nei precedenti link, e` interessante vedere come gli elementi isolanti a base di poliesteri siano maggiormente soggetti al fenomeno (basso CTI) contrariamente ad elementi a base ceramica (alto CTI).

Il fenomeno di tracking, va tenuto in debita considerazione non solo in situazioni "ordinarie", ma soprattutto laddove l'isolamento debba garantire il sezionamento di parti attive.
Tanto per fare un'esempio, e` uno dei motivi per cui, un contattore non e` l'ideale dispositivo di sezionamento (benche` permesso in varie circostanze) soprattutto laddove le manovre siano frequenti.
Il contattore stesso infatti, tende ad accumulare al suo interno i residui "inquinanti" delle varie interruzioni d'arco cui e` preposto. A chi non e` mai capitato di rendersene conto?

8

Commenti e note

Inserisci un commento

di ,

Una probabile causa di principi di incendio, un effetto molto trascurato, bel articolo!

Rispondi

di ,

Grande, mi è piaciuto. Per onestà intellettiva, devo dire che mi ricorda e affascina il fatto che questo macro aspetto derivi dritto per dritto dalla scienza e tecnologia dei materiali. Dalle ore passate in laboratorio a fare spettroscopie di impedenza su granelli di roba sintetizzata in laboratorio. Forte.

Rispondi

di ,

Grazie anche a te Riccardo.

Rispondi

di ,

Mi associo a quanto detto da Paolo, bravo Attilio; articolo interessante.

Rispondi

di ,

Grazie Paolino.

Rispondi

di ,

Ottimo, hai mostrato un aspetto di sicuro interesse! Bravo.

Rispondi

di ,

Grazie mir. La pulizia periodica e` una delle attivita` di manutenzione preventiva di maggior rilievo ai fini del buon funzionamento dei dispositivi di isolamento.

Rispondi

di ,

Complimenti Attilio hai toccato un fenomeno Interessante,E'un fenomeno noto a chi ha avuto modo di operare in MT.Durante le manutenzioni in SS 1OkV-400V, gli isolatori dei terminali a 10kV sono soggetti a questo fenomeno e solamente una eriodica manutenzione di verifica-controllo-pulizia può evitare spiacevoli problemi. ;)

Rispondi

Inserisci un commento

Per inserire commenti è necessario iscriversi ad ElectroYou. Se sei già iscritto, effettua il login.