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Tutorial sul Timer 555

Indice

I Multivibratori

Si dice multivibratore un circuito in grado di generare in uscita una forma d'onda di tipo rettangolare.

Vi sono tre tipi di multivibratori: BISTABILE, MONOSTABILE e ASTABILE

  • Un multivibratore si dice BISTABILE quando ha due stati stabili, cioè l'uscita si può trovare a livello alto oppure basso per un tempo indefinito. Ha due ingressi esterni, uno di Set e uno di Reset, utilizzati come dice il loro nome per portare alta o bassa l’uscita. Tali ingressi non devono essere attivati contemporaneamente. Corrisponde quindi da un punto di vista funzionale ad un normale flip-flop di tipo SR. Come esempio pratico si può pensare ad una macchina utensile con due tasti, uno di Start e uno di Stop.
  • Un multivibratore si dice MONOSTABILE quando ha un solo stato stabile, cioè normalmente l'uscita si trova a livello basso. Ha un solo ingresso esterno; quando su di esso arriva un impulso il monostabile commuta, cioè va a livello alto, tornando però, dopo un certo tempo, nello stato iniziale. A provocare l’accensione è quindi un segnale esterno, mentre lo spegnimento è provocato dal trascorrere di un certo tempo. Come esempio pratico si può pensare alla luce delle scale di un condominio: viene accesa con un pulsante e si spegne dopo un tempo definito.
  • Un multivibratore si dice ASTABILE quando non ha nessuno stato stabile. Non ha bisogno di impulsi dall’esterno e commuta continuamente dallo stato alto a quello basso, a tempi prefissati. E’ cioè caratterizzato da due tempi, quello di accensione e quello di spegnimento. Come esempio pratico si può pensare ad un semaforo lampeggiante o alle frecce dell’auto.

Il Timer 555

Il Timer 555 è un circuito integrato progettato allo scopo di realizzare multivibratori, di tutti e tre i tipi.

Nonostante la Signetics lo abbia lanciato sul mercato fin dal 1972 (con la sigla originale NE555), il Timer 555 viene ancora oggi largamente utilizzato grazie alla sua grande versatilità.

Lo schema a blocchi del circuito integrato “Timer 555” è illustrato in figura; analizziamone i componenti principali.
Figura_1.JPG

Figura_1.JPG

Possiamo subito notare tre resistori uguali da 5K (che per la cronaca hanno dato origine al nome 555), aventi lo scopo di dividere la tensione di alimentazione Vcc in tre parti uguali e generare due tensioni di riferimento pari a 1/3Vcc e 2/3Vcc.

Tali tensioni sono applicate a due comparatori di tensione, nel diagramma schematizzati con due triangoli. Un comparatore, semplificando al massimo, è un dispositivo che confronta le due tensioni applicate in ingresso ai due terminali “+” e“-”, fornendo in uscita una risposta di tipo binario, 0 o 1. Se il terminale “+” è a tensione più alta del terminale “-”, allora l’uscita va alta, cioè a 1 logico.

Le uscite dei due comparatori sono applicate ad un flip-flop di tipo S-R, schematizzato nel diagramma con un rettangolo. Esso è un circuito logico con due ingressi e due uscite (in realtà l’unica uscita utilizzata è quella in forma negata). L'ingresso S (Set), posto a 1 obbliga l'uscita Q a portarsi a 1; l'ingresso R (Reset), posto a livello logico 1, porta l'uscita Q a zero, cioè l'azzera. I due ingressi non devono mai essere attivati contemporaneamente.

L’uscita vera del 555, sul piedino 3, è ottenuta da Q negato tramite un ulteriore invertitore che rende disponibile una elevata corrente di uscita (200mA). Dal punto di vista logico, l’uscita (piedino 3) corrisponde cioè al Q del flip-flop.

Vi è infine un transistor in configurazione on-off, collegato a Q negato. Semplificando, esso equivale ad un interruttore posto tra il piedino 7 e massa. Tale interruttore è chiuso quando l’uscita è a 0, mentre è aperto quando l’uscita è a 1; vedremo che il piedino 7 serve a scaricare un eventuale condensatore esterno, per cui prende il nome di Discharge.


La piedinatura del Timer 555 può così essere riassunta:


Pin Nome: Note

  1. Massa: Da collegare al negativo dell’alimentazione
  2. Trigger: Terminale di “start”, tramite il quale si può mandare alta l’uscita
  3. Output: Uscita, può erogare o assorbire una corrente massima di 200mA
  4. Reset: Attivo basso, normalmente non usato, da collegare a Vcc
  5. Control: Normalmente da collegare a massa tramite una capacità da 10nF
  6. Threshold: Terminale di “stop”, tramite il quale si può mandare bassa l’uscita
  7. Discharge: Usato per scaricare un eventuale condensatore esterno
  8. Vcc: Positivo dell’alimentazione, può funzionare da 4,5V a 18V


Vediamo di analizzare adesso il funzionamento del dispositivo nel suo complesso, individuando le situazioni di particolare importanza.

  • Il comparatore inferiore è collegato con l'ingresso “+” a 1/3Vcc, mentre il “-” è disponibile all'esterno (piedino 2) ed è chiamato Trigger. In pratica quando la tensione sul piedino 2 è minore di 1/3Vcc l'uscita del comparatore si porta a livello logico alto (1) e genera un impulso di Set, che accende il flip-flop e porta alta l’uscita (3) del 555.
  • Il comparatore superiore è collegato con l'ingresso “-” a 2/3Vcc, mentre l'ingresso “+” è disponibile all'esterno (piedino 6) ed è chiamato Soglia o Threshold. In pratica quando la tensione sul piedino 6 è maggiore di 2/3Vcc l'uscita del primo comparatore si porta a livello logico alto (1) e genera un impulso di Reset, che spegne il flip-flop e porta bassa l’uscita (3) del 555.


Quanto appena detto può essere riassunto nelle tre affermazioni seguenti:


  • 1. L’Uscita (3) del 555 va alta quando il Trigger (2) è inferiore a 1/3Vcc.
  • 2. L’Uscita (3) del 555 va bassa quando Threshold (6) è superiore a 2/3Vcc.
  • 3. Quando l’Uscita (3) è bassa, l’interruttore interno sul Discharge (7) è chiuso.

Tramite esse è possibile capire il funzionamento del 555 nelle varie configurazioni circuitali.



Multivibratore BISTABILE con Timer 555

In figura è riportato un esempio di BISTABILE realizzato con il Timer 555.

Il Led ha il solo scopo di visualizzare in modo immediato lo stato dell’uscita.

Il pin 7 non è connesso perché non vi sono condensatori da scaricare.

Figura_2.JPG

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Funzionamento

Nel circuito si può notare la presenza di due tasti, START e STOP, collegati rispettivamente ai terminali Trigger (2) e Threshold (6) del 555.

Quando i due tasti non sono premuti, il pin 2 è a livello alto mentre il pin 6 è basso, quindi sono entrambi disattivi. Il 555 si mantiene nello stato in cui si trova, per un tempo indefinito.

  • Quando viene premuto START, il pin 2 si porta a massa, cioè ad un livello minore di 1/3Vcc, diviene vera l’affermazione n.1 e l’uscita 3 va alta. Quando START viene rilasciato l’uscita rimane alta, stabile, per un tempo indefinito.
  • L’uscita torna bassa solo quando viene premuto il tasto STOP, che porta il pin 6 a Vcc, cioè ad un livello più alto di 2/3Vcc e rende vera l’affermazione n.2 Anche in questo caso, se STOP viene rilasciato, l'uscita risulta stabile e può durare un tempo indefinito.

Il circuito risulta quindi stabile in entrambe le situazioni, di uscita alta o bassa, e cambia stato solo tramite la pressione del tasto START o del tasto STOP.

Questo è il tipico comportamento del BISTABILE.



Multivibratore MONOSTABILE con Timer 555

In figura è riportato un esempio di MONOSTABILE realizzato con il Timer 555. Anche qui il Led ha il solo scopo di visualizzare in modo immediato lo stato dell’uscita.

Da notare la presenza del solo tasto di START, in quanto il precedente tasto di stop è qui sostituito da un gruppo RC.

Risultano ben evidenziati i due componenti R e C, determinanti per il funzionamento. Da notare che C è collegato ai pin 6 e 7 del 555.

Figura_3.JPG

Figura_3.JPG

Funzionamento

Quando il tasto di START non è premuto, il pin 2 è a livello alto e risulta quindi disattivo.

Per semplicità, supponiamo che il condensatore C sia inizialmente scarico e l’uscita bassa.

  • L’uscita bassa rende vera l’affermazione n.3, quindi l’interruttore interno risulta chiuso a massa. Il condensatore viene quindi tenuto scarico, in quanto i suoi terminali sono entrambi a massa. Anche la corrente che scorre attraverso R va direttamente a massa tramite il pin 7.
    La situazione di uscita bassa risulta quindi stabile, per un tempo indefinito.
  • L’uscita va alta solo quando viene premuto START: in questo caso il pin 2 va a massa, ad un livello inferiore a 1/3Vcc e quindi risulta vera l’affermazione n.1

L’uscita alta provoca l’apertura dell’interruttore interno, che quindi non tiene più cortocircuitato C. La corrente proveniente da R comincia quindi a caricare C, la cui tensione comincia a salire.

La tensione di C continua a salire e tenderebbe ad arrivare al valore Vcc, come in un normale ciclo di carica capacitiva. Tale tensione è però applicata al pin 6 del 555: quando essa supera i 2/3Vcc diviene vera l’affermazione n.2 e l’uscita torna bassa.

  • L’interruttore interno si richiude a massa e provoca la rapida scarica di C, riportando il circuito nelle condizioni iniziali di stabilità con uscita bassa.

Lo stato di uscita alta risulta quindi instabile, di durata dipendente dal valore di R e di C, cioè proporzionale alla costante di tempo RC.

Chiameremo Ton il tempo in cui l’uscita rimane alta:

Ton = 1,1·R·C

Il valore 1,1 va preso per buono, perché deriva da un calcolo matematico che non si ritiene opportuno riportare in questa sede.

I grafici sotto riportati mostrano l’andamento della tensione sul pin 2, in uscita sul pin 3 e sul condensatore pin 6.

Figura_4.JPG

Figura_4.JPG

Esempi di Calcolo

  • Se si conoscono i valori di R e C, per calcolare il tempo di accensione Ton basta applicare la formula sopra riportata.
  • Se invece si conosce il Ton desiderato e da esso si devono ricavare i due valori di R e C, la situazione si fa un po’ più complessa, come sempre accade quando si deve progettare. In pratica occorre fissare “a caso” uno dei due valori (di solito C) e ricavare poi l’altro valore (R).

Bisogna poi verificare che i valori trovati siano accettabili, cioè rientrino in un campo di valori normalmente utilizzabili. Per il 555 il costruttore suggerisce valori di resistenza compresi tra 1K e 10M, e valori di capacità tra 1nF e 100uF.

Viene fornito anche un diagramma rapido di calcolo, riportato sotto, dove RA corrisponde a quella che abbiamo chiamato semplicemente R. In esso si possono ritrovale i limiti di accettabilità appena detti. E’ bene lavorare il più possibile al centro del diagramma.

Figura_5.JPG

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Vediamo come si usa: supponiamo di volere un Ton di 1/100s, quindi 10-2s. Va individuato tale tempo nell’asse verticale e poi bisogna andare a cercare una coppia di valori R e C (R sulle linee oblique, C sull’asse orizzontale).

  • Per l’esempio fatto, si potrebbe prendere la coppia R=10M C=1nF, ma anche R=1M C=10nF, ma anche R=100K C=100nF, ma anche R=10K C=1uF, o infine R=1K C=10uF. Quale è la scelta più opportuna? Direi quella intermedia R=100K C=100nF.

Se invece il Ton è molto breve (10-5s) o molto lungo (10s) la possibilità di scelta si riduce. Il consiglio è sempre quello di preferire un valore intermedio.

Una volta individuato un valore accettabile di C (nel nostro esempio 100nF) si perfeziona il calcolo di R, ricavandolo dalla formula Ton=1,1 R C, per cui R=Ton/(1,1 C), cioè R=90K.

  • Facciamo un altro esempio: Ton= 2/10s. Scelgo un C intermedio, C=1uF, poi R=180K.
  • Un ultimo esempio: Ton=30us. Scelgo un C intermedio, C=5,6nF , poi R=4,8K.

E’ importante notare che non vi è una sola risposta possibile, sono tante, molte accettabili, altre meno. Vi sono più vie per ottenere lo stesso risultato. E’ normale nella progettazione.



Multivibratore ASTABILE con Timer 555

In figura è riportato un esempio di ASTABILE realizzato con il Timer 555. Anche qui il Led ha il solo scopo di visualizzare in modo immediato lo stato dell’uscita. Da notare che non vi è più alcun tasto di comando esterno.

Risultano ben evidenziati tre componenti R1 R2 e C, determinanti per il funzionamento. Da notare che C è collegato questa volta ai pin 2 e 6 del 555.

Figura_6.JPG

Figura_6.JPG

Funzionamento

Per semplicità, supponiamo che il condensatore C sia inizialmente scarico e l’uscita bassa.

  • Il pin 2 è collegato a C e si trova a livello inferiore a 1/3Vcc, quindi risulta vera l’affermazione n.1 e l’uscita diventa subito alta.

L’interruttore interno si apre e permette la carica del condensatore attraverso la serie delle due resistenze R1 e R2. La tensione su C cresce tendendo a Vcc, ma (essendo collegata anche al pin 6) quando supera 2/3Vcc rende vera l’affermazione n.2 e riporta basso il livello di uscita.

  • L’interruttore interno si chiude nuovamente portando a massa il pin 7 e quindi il terminale superiore di R2. Si ha quindi la scarica del condensatore, che avviene attraverso la sola R2.

Quando però la tensione su C (collegata anche al pin 2) scende sotto 1/3Vcc l’uscita torna alta e il ciclo si ripete di continuo.

Si nota quindi che i due stati alto e basso dell’uscita sono entrambi instabili, per cui siamo in presenza di un ASTABILE, con continui passaggi alto-basso, senza alcun intervento dall’esterno.

In figura sono riportati gli andamenti dei segnali in Uscita (3) e sul Condensatore C (2 e 6).

Figura_7.JPG

Figura_7.JPG

Si possono individuare due fasi distinte: uno stato di uscita alta corrispondente alla fase di carica e uno stato con uscita bassa corrispondente alla fase di scarica del condensatore.

  • La fase di carica avviene attraverso R1 ed R2 ed ha una durata proporzionale alla costante di tempo (R1+R2)·C, precisamente pari a:
Ton = 0,69 (R1 + R2)·C
  • La fase di scarica avviene invece solo attraverso R2 ed ha durata proporzionale alla costante di tempo R2·C, precisamente pari a:
Toff = 0,69 R2·C

La costante di proporzionalità 0,69 va presa per buona, anche se sarebbe dimostrabile matematicamente.

Il ciclo completo si ripete periodicamente nel tempo, con periodo complessivo pari a:

T = Ton + Toff = 0,69 (R1 + 2R2)·C

Trattandosi di un segnale periodico, si può parlare di frequenza del segnale in uscita, pari all’inverso del periodo, e cioè:

f = 1/T = 1,44 / [(R1 + 2R2)·C]

Come si vede, il Ton è sempre più lungo del Toff e l’onda non potrà mai essere perfettamente simmetrica. Viene definito Duty Cycle (D.C.) il rapporto Ton/T. Esso esprime numericamente, in percentuale, tale dissimetria:

D.C. (%) = Ton / T · 100

Ad esempio, dire che il D.C. di un segnale è pari all’80%, equivale a dire che il Ton è pari all’80% del T complessivo.

Esempio di Calcolo

  • Se si conoscono i valori di R1 R2 e C, trovare periodo, frequenza e D.C. del segnale in uscita equivale semplicemente ad applicare le formule appena riportate.
  • Se invece siamo in fase progettuale e si conoscono frequenza e D.C. desiderate, bisogna calcolare i relativi valori R1 R2 e C, e la situazione risulta più complessa. Come nel caso del monostabile, si tratta di fissare “a caso” il valore di C e ricavare poi i valori di R2 ed R1, controllando poi l’accettabilità dei risultati.

Anche per l’astabile il costruttore fornisce un diagramma rapido di calcolo, riportato sotto. L’uso è simile a quello descritto per il monostabile. In esso RA corrisponde alla nostra R1, ed RB ad R2.

Figura_8.JPG

Figura_8.JPG

  • Facciamo un esempio: si vuole progettare un oscillatore con frequenza 1KHz e D.C. 80%.

Per prima cosa da tali valori vanno ricavati T, Ton e Toff:

T= 1/f = 1ms
Ton = 80% T = 0,8ms
Toff = T - Ton = 0,2ms

Si individua poi sull’asse verticale la frequenza e si sceglie un valore di C accettabile: nell’esempio si può scegliere C=1nF, ma anche C=10nF, oppure C=100nF o C=1uF. Scegliamo un valore intermedio, C=100nF.

Se la frequenza fosse stata intorno a 0,1Hz, un C accettabile avrebbe potuto essere 10uF, mentre per una frequenza alta, intorno a 100KHz, la scelta potrebbe essere C=1nF.

Usiamo poi le due formule Ton e Toff, partendo dalla più semplice: Toff = 0,69 R2·C

Da essa si ricava:

R2 = Toff / (0,69·C) = nel nostro esempio: 2,9K

Usiamo poi la formula di Ton = 0,69 (R1+R2)·C per ricavare:

(R1+R2) = Ton / (0,69·C) = nel nostro esempio: 11,6K

Da essa è facile ricavare:

R1 = (R1+R2) - R2 = nel nostro esempio: 11,6K - 2,9K = 8,7K

I valori ottenuti nell’esempio sono quindi: R1=8,7K ; R2=2,9K ; C=100nF.

Conviene infine fare una rapida verifica ed applicare la formula della frequenza, per verificare appunto che la frequenza sia vicina a quella desiderata in partenza:

f = 1,44 / [(R1 + 2R2)·C] = nel nostro esempio: 993 Hz, una precisione accettabile

Ovviamente nella realizzazione pratica i valori dei componenti andranno arrotondati ai valori della scala commerciale E12, con un po’ di criterio.

  • Un altro esempio: si vuole realizzare un lampeggiatore che stia acceso per 3s e spento per 1s.

In questo caso sono già noti Ton=3s e Toff=1s, per cui il periodo complessivo risulta pari a T=4s, e la frequenza f=1/T= 0,25Hz

Dal diagramma è possibile scegliere un valore accettabile per C, ad esempio C=10uF.

Da Toff=0,69·R2·C si ricava:

R2 = Toff/(0,69·C) = 145K

Da Ton=0,69·(R1+R2)·C si ricava poi:

(R1+R2) = Ton/(0,69·C) = 435K

Quindi:

R1 = (R1+R2) - R2 = 290K

Riassumendo:

R1=290K ; R2=145K ; C=10uF

Verifica finale:

f = 1,44/[(R1+2R2)·C] = 0,248 Hz

con precisione di calcolo più che accettabile.

f.b.2008
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Commenti e note

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di ,

Ciao, ottima spiegazione complimenti. Da quello che ho capito (per quanto riguarda la configurazione MONOSTABILE) l'uscita (pin 3) va ad 1 solo quando il trigger (pin 2) scende al di sotto di 1/3 Vcc. Io vorrei che l'uscita (pin 3) andasse ad 1 quando sul trigger (pin 2) la tensione scende al di sotto dei 6V quindi dovrei alimentare il 555 con una tensione di 18V. C'è la possibilita di ottenere quello che desidero alimentando il tutto con una Vcc = 12V invece che a 18V? Grazie in anticipo. Buona giornata. Guido

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di ,

Ha ragione wdog. Riporto il link di come fare diminuire il duty cicle del ne555 http://www.tecnics.it/it/news/v_guide-e-approfondimenti/elettronica/oscillatore-astabile-con-timer-555. Breve descrizione da come l'ho capita io: per caricare il condensatore C (pin 6+2 e gnd) la corrente passa attraversa la R1(pin 6 e 7) e il diodo (in parallelo alla resistenza R2) perché la R2 risulta in corto; quando il condensatore é carico, il diodo risulta interdetto (blocca il passaggio della corrente) e la corrente é "costretta" a passare attraverso R2 per cui le formule cambiano da cosí t1(ton) = 0,69 (R1 + R2) *C a cosí t1(ton) = 0,69 (R1*C) , e il Duty Cycle è dato come DC = R1 / (R1 + R2).

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di ,

il mio scopo é (sarebbe) costruirmi un mega torcione (ho aperto un post con questo titolo) e l'idea sarebbe quella di fare oscillare l'ne555 a 1000 Hz con un Ton di 20ms. ciao a tutti.

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di ,

Ancora per [simtryx]: dipende poi qual è lo scopo da raggiungere. Ad esempio, se vuoi realizzare un generatore a frequenza fissa, ma con duty variabile da 0 a 100%, potresti usare lo schema per generare un PWM con il 555. Un'altra cosa che si può fare semplicemente è mettere un BJT dopo l'uscita del 555, in configurazione invertente, ma in quel caso si sta sempre sotto il 50%. PS: "bagolaro" è solo uno pseudonimo! E' il nome di un albero che viene spesso usato nei viali alberati, detto anche "spaccasassi".

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di ,

Risposta a [simtryx]: mettere un diodo come descrivi non va bene, perché quando il 7 va a massa, il diodo mette in corto l'alimentazione. Il fatto è che per ottenere un duty<50% bisogna fare artifici strani (con diodi) per far caricare attraverso una resistenza e scaricare attraverso l'altra, come accenna [wdog]. La presenza di questi diodi cambia però in modo non lineare le equazioni, per cui è difficile prevedere con formule come varia il Ton e il Toff. Direi che la cosa migliore e armarsi di breadboard e provare!

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di ,

si carica attraverso una resistenza e di scarica attraver l'altra, quindi nelle formule devi indicare solo R1 e R2 ( ma potrei anche sbagliare :D )

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di ,

Dottor BAGOLARO vorrei chiedere una cosa: come faccio a cambiare il duty cicle sotto al 50%? da una rapida ricerca su internet e dall handbook di NUOVA ELETTRONICA ho capito che bisogna mettere un diodo (anodo sul pin 4+8, il catodo sul pin 7 del ne555) ma non ho capito che formule usare per il Ton e il Toff. Grazie e complimenti per l'articolo ben fatto.

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di ,

Complimenti per l'articolo, molto chiaro, professionale,...di esperienza. Grazie!

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di ,

grazie di cuore.

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di ,

per Chuckles: 1- Si, si può senz'altro mettere una resistenza variabile al posto di R1. 2- In teoria la frequenza rimane costante al variare della tensione di alimentazione. Però l'esperienza insegna che delle piccole variazioni ci possono essere...

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di ,

Grazie per questo articolo, se posso fare un paio di domande: 1 - in modalità astabile, posso impostare la frequenza dinamicamente? Ad esempio, usando come r1 una resistenza regolabile? 2 - è possibile alimentare questo timer con qualsiasi tensione fino a 18v (lm555)? se si, avrei sempre la stessa frequenza, a prescindere dalla tensione in ingresso, giusto?

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di ,

però quello in foto è un oscillatore astabile

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di ,

Ciao da Cosimo Vai qui, http://www.solchiere.it/Elettronica/progetto9/progetto9.aspx cè un aricolo simile, così puoi confrontare i circuiti, ma sopratutto cè un programmino che ti fa i calcoli delle frequenze in gioco. Se non ci riesci così.... :)

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di ,

io sono 20 volte che riprovo, rifaccio tutto il circuito da zero, ho provato con 3 555 diversi comprati nuovi, ma niente, nessuno dei 3 si spegne. non mi èmai successa una cosa del genere. col tester se misuro la tensione tra il pin 6 e massa, mi da circa 4V se alimento a 5V, e circa 10V se alimento a 12V. il circuito è semplicissimo, non capisco proprio dove sbaglio

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di ,

per Ezio, tranquillo, aver collegato male il 6 7 o 2 del 555 non provoca alcun danno, visto che il 6 e 2 sono input ad alta impedenza e il 7 un driver. L'unica cosa che può fare danno è collegare il 7 verso il vcc. Per quanto riguarda la formula, si, R è in ohm e F in Farad. Ma ti faccio notare che se fosse stato in uF come credevi, il tuo tempo sarebbe venuto 11000 secondi! In elettronica bisogna stare molto attenti all'ordine di grandezza! Rifai qualche prova: quando porti giù il 2 con il tasto, il 555 si accende e comincia la carica di C. Per tempi lunghi come il tuo, la puoi vedere anche con un tester, mentre per tempi veloci ci vuole un oscilloscopio. Quando la tensione su C raggiunge 2/3 vella Vcc, essendo attaccato al 6, il 555 si rispegne. Come in un celebre film bisogna: provare, provare, provare...

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di ,

ciò mi fa pensare che nella formula 1,1 x R x C, il valore di C è espresso in Farad e non microfarad. resta il fatto, come giustamente hai detto, che il led si dovrebbe comunque spegnere. controllando il circuito mi accorsi che avevo commesso un errore. ovvero il pin 2, nel disegno credevo fosse collegato insieme al 6 e 7, perchè zoommando l'immagine non mi ero accorto della mancanza del puntino che sta a significare che le piste si incrociano e si toccano. poi mi sono accorto che la pista del pin 2 non interseca il collegamento tra R e C. ho corretto l'errore, ma il risultato è sempre lo stesso. è possibile che tale errore abbia fatto bruciare il 555? stamane per sicurezza ne ho comprato un altro, ma prima di bruciarne un altro vorrei capire prima quale errore ho commesso.

Rispondi

di ,

per Ezio: intanto un piccolo errore di calcolo, usando 1K e 10uF si ottengono 10ms e non 10s, quindi puoi cambiare e mettere 100K e 100uF. Questo però non spiega il fatto che rimanga sempre acceso, semmai dovrebbe accendersi solo per un tempo brevissimo. Se il 555 rimane acceso, vuol dire che non sta andando il circuito di spegnimento, cioè il pin 6. Dopo aver cambiato i componenti, controlla (anche con un banale tester) la tensione tra pin 6 e massa: dovrebbe salire (impiegando circa 10s) fino a 2/3 della Vcc, per poi tornare bruscamente a zero. Controlla e fammi sapere...

Rispondi

di ,

ho provato a costruire uno strobo, un regolatore di tensione, e un timer. con lo strobo tutto ok; mentre con il regolatore di tensione e il timer ho riscontrato sempre lo stesso problema; anche rifacendo mille volte il circuito sulla bradboard e controllando se ci sono errori, in entrambi i casi ottengo lo stesso risultato, ovvero appena do alimentazione, sul pin 3 c'è sempre vcc. quindi il regolatore di tensione da sempre il massimo (Vcc) e il timer non si spegne mai. quale potrebbe essere il problema? sto impazzendo! per il timer ho utilizzato il circuito presente qui sopra, e ho usato una resistenza da 1K e un condensatore da 10 uF, per avere un timer da 10 secondi circa

Rispondi

di ,

Ciao, sto utilizzando il 555 per ottenere un clock da usare in una scheda di acquisizione di segnali esponenzialmente smorzati. Vorrei sapere se posso utilizzare il timer 555 in modalità astabile, solo dopo aver dato uno start (configurazione bistabile), mentre disattivarlo durante la fase di stop. Non so se si può fare. datemi indicazioni... Vi ringrazio anticipatamnete.Naoto85

Rispondi

di ,

Una semplice e magistrale esposizione di questo articolo che ha dato informazioni mancanti -forse non soltanto alla mia "esile preparazione"- in questa branca culturale. Congratulazioni a Fabio Becherini per il suo articolo, ma anche all'Admin del sito, che lo gestisce in maniera esemplare, così da consentire a cotanto utente di elargire, senza ritrosia, importanti lezioni.

Rispondi

di ,

Salve vorrei assemblare un oscillatore astabile con dei tempi ben precisi, in particolare a me servirebbe che il tempo Toff fosse maggiore di Ton, è possibile? Lo chiedo perchè facendo 2 calcoli sono rimasto un po' perplesso: es: Toff=2 Ton=1 con C=10uF viene fuori R2=290k R1=-145K, cioè una resistenza negativa... com'è possibile? l'NE555 non è adatto per questo genere di impulsi? Grazie mille!

Rispondi

di ,

E' vero! Grazie per aver notato la svista, si è probabilmente trattato di un errore di copia-incolla con la parte successiva. Ho già provveduto a correggere l'errore. Grazie ancora!

Rispondi

di ,

"Il comparatore inferiore è collegato con l'ingresso “-” a 1/3Vcc, mentre il “+” è disponibile all'esterno (piedino 2) ed è chiamato Trigger." Mi sbaglio o dovrebbe essere il contrario? L'ingresso '+' è connesso a 1/3 Vcc, mentre il '-' è il Trigger.

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Buon giorno professore Da Cosimo... si sempre io... Dopo aver fatto emettere un suono ad un 555, e variato con un potenziometro, vorrei andare avanti con la complessità. Se permette, ho da chiederle un disegno di un circuito, con i relativi valori. Vorrei fare una piccola batteria elettronica. Mando in oscillazione un ne555 astabile a 2 Hz al secondo. Si sentirebbe : clic clic clic clic clic ecc..... Ora, considerando 8 "battute", devo poter decidere quali voglio udire e quali no ciclicamente, tramite un banco da 8 microinterrutori (dispongo di un cts 206-8 t718). La mia idea è quella di "sventagliare" il banco tramite un 74HC164. In pratica vorrei sentire (per esempio): clic , clic, niente, clic, niente , clic, niente, clic, e poi tutto da capo fin che si modificano gli interruttori. Si puo' fare ? Grazie, Prof. ps. dispongo di piccolo altoparlante, le cui caratteristiche sono proprio idonee al 555, non c'e' bisogno di amplificazione, e dispongo di un alimentatore stabilizzato 5V 1 A. Di nuovo Grazie, rimango in attesa Ciao da Cosimo

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Secondo me, bisognerebbe parlare in diretta. Serebbe troppo più semplice spiegarci! Possiamo usare skype (il mio nome è fabio_becherini) oppure la più snella email: la mia è bagolaro@gmail.com Senza paura di disturbare, faccio l'insegnante da più di 30 anni...

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Ciao da Cosimo. Sig Bagolaro grazie per il chiarimento sugli elettrolitici. Ho realizzato ieri sera il bistabile proposto sul tutorial, su una basetta per esperimenti . E ovvio che doveva funzionare, ma anche se ho 52 anni, quasi piangevo dalla gioia. Sono un novizio incallito dall'eta di 15 anni, haime, e solo adesso sto iniziando a capirci qualcosa, forse perche non ho avuto fin ora un buon approccio. Ma veniamo ad una domanda, se mi è consentita. Invece di premere il tasto per dare lo start al bistabile, vorrei inserire un transistor (come relais) e comandarlo tramite il pic di una piattaforma robotica. Cioe' mandare alta una porta (5v) per un secondo sulla base, per avviare il circuito invece del tasto start. che resistenze devo usare per non fare il classico flambè ? posso usare un bc337 ?..... quello ho :-( ... ! Magari oltre alla zuppa pronta, sarebbe utile per me capire come si ragiona in questo caso. Ma mi dovrebbe usare la cortesia di essere per ora semplice, se possibile. Grazie ps devo specificare che il bistabile lo alimento a 5 v, tramite la stessa piattaforma robotica.

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Si usa un elettrolitico (non più di 100 o 220uF) quando si vogliono raggiungere tempi lunghi, sia nel monostabile che nell'astabile, mentre un ceramico o poliestere (mai meno di 1nF) va bene per tempi brevi.

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Ciao da Cosimo, grazie per questo articolo, finalmente ho capito la differenza che intercorre nei tre circuiti. Domanda : a volte, nel web, vedendo i circuiti proposti riguardanti quest'argomento, noto che il condensatore c incognito è elettrolitico. Quando si usa l'elettrolitico e quando quello normale ?

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Buona, Grazie mille, questo chiarisce molte cose... Grazie ancora e complimenti.

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di Denis,

ottimo articolo , grazie

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di Bistabile con impulso in alternata, come fare?,

Salve, sono un appassionato di ferro-modellismo e vorrei realizzare dei semafori collegati alla posizione dello scambio. Gli scambi sono comandati da un impulso di 14v della durata di un quarto di secondo. Avrei pensato di utilizzare uno dei vostri bistabili ma non so come accoppiarlo all'alternata.

Grazie

Saluti

Guido

========= TESTO PER LA NOTA==========

Come realizzare un bistabile (alimentato a 12 V) che comandi due led di segnalazione dello stato ma con impulsi derivanti pressione di interruttori in 14 V in alternata? Cioè come si accoppiano un interruttore che comanda uno scambio (appunto tramite un impulso in alternata di 14 V della durata di un quarto di secondo) ed un bistabile?

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Esposizione chiara e sicuramente utile per tutti gli appassionati dell'elettronica, su un componente intramontabile, alla base di migliaia di circuiti amatoriali e non.

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