- Gli ultimi articoli di carloc
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Opamp: modelli & simulatori I
pubblicato 2 mesi fa, 577 visualizzazioni

Gli opamp sono uno dei componenti più utilizzati per il trattamento di segnali analogici, sorge quindi spesso la necessità di verificare il funzionamento dei nostri progetti. Oggi giorno questa incombenza viene sempre più spesso demandata ad un programma di simulazione. Questa tendenza ha tuttavia aspetti delicati come ad esempio si evince da questo thread. Un simulatore utilizza dei modelli dei componenti ma nessuno di questi potrà mai descrivere esattamente ogni aspetto del comportamento reale di quanto andremo a realizzare.
Quindi trovo indispensabile sapere quali siano gli aspetti modellati, quale sia il grado di approssimazione che dobbiamo attenderci, per leggere criticamente i risultati; come si è visto delle volte la differenza non stà nei decimali approssimati, ma si arriva proprio al limite di avere circuiti che sembrano funzionare perfettamente in simulazione ma che in realtà non potranno mai lavorare, ma anche l'inverso, funzionerebbero correttamente ma invece la simulazione fallisce.
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NUMB3RS: digressione sui razionali
pubblicato 3 mesi fa, 343 visualizzazioni

Tutto questo parlare di paradossi mi riporta in mente una di quelle cose che ancora oggi mi lascia perplesso quando si affaccia all'orizzonte dei miei pensieri. Certo non è una novità, essendo oggetto di discussione sin dai tempi di Pitagora e della sua scuola di matematica ma, vuoi per la semplicità dei ragionamenti che permette di capirli profondamente, di farli propri convincendosi così della loro bontà, vuoi per la stranezza che invece ne discende, mi pare una cosa su cui valga la pena di scrivere due righe.
Parliamo di numeri; sarebbe un argomento veramente vasto e difficile, ma noi invece sfioreremo soltanto l'insieme dei numeri razionali cercando in particolare di dare risposta alla domanda "Ma quanti sono?" o meglio "Quanti ce ne sono in un dato intervallo" o meglio ancora "Ma con i razionali posso rappresentare qualsiasi numero?".
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TBA820 verifica sperimentale
pubblicato 1 anno fa, 456 visualizzazioni

Dopo tutto quello scrivere certo viene la curiosità di verificare sperimentalmente i risultati. Uno può anche essere piuttosto self-confident ma tra assunzioni varie e parti trascurate direi che la voglia di verificare sia legittima.Fatto stà che mi sono procurato un TBA820 ed ho -malamente- assemblato lo schema proposto.
Ora non è che vada fiero di questa realizzazione, ma fà il suo sporco lavoro. Molto spesso faccio pure di peggio, quando voglio verificare un circuito niente mi interessa della forma, bado piuttosto alla sostanza, quindi componenti saldati sì volanti, come in questo caso sopra e sotto la basetta, ma grande attenzione ai ground-loop ed in generale ai collegamenti critici. Poi appena si sale un po' di frequenza il discorso cambia profondamente, basetta tutta ramata e montaggio dead bug, resta ancora brutto a vedersi... ma questa è un'altra storia.
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Indagine su di un TBA820 al di sopra di ogni sospetto
pubblicato 1 anno fa, 740 visualizzazioni

Sarà che se vedo un circuito da strigare non resisto, sarà che la cosa mi ricorda quando -secoli fà su di una nota rivista britannico/olandese-scoprii lo stesso uso anomalo dei TDA2003 e cominciai a farci inverter in tutte le salse, ma comunque voglio scrivere queste due righe a integrare l'ottima intuizione di BrunoValente.
Penso che usare gli IC come black box, senza curarsi di quello che c'è dentro è potenzialmente pericoloso, si può cercare di fargli fare cose che non possono fare, oppure -diametralmente opposto- magari ci perdiamo qualche interessante opportunità. Ed in fondo in fondo è meno divertente.
Lo schema pubblicato dal costruttore del TBA820 è questo
bisogna dire che non sempre vengono inseriti nei datasheet, e a volte sono incompleti in certe parti, a volte mancano completamente di valori e comunque non sono noti i parametri dei componenti attivi integrati.
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GPS III - applicazioni
pubblicato 1 anno fa, 2.336 visualizzazioni

Dopo i due "mattoni" precedenti vorrei concludere con qualcosa di un po' più pratico, qualcosa che possa stimolare idee ed applicazioni del GPS. Come vedremo infatti è piuttosto semplice interfacciare un ricevitore -acquistabile anche piuttosto economicamente- con PC o microcontrollori.
Come accennato prima adesso abbiamo il "motore", un trasduttore che ci indica la nostra posizione e velocità, e dobbiamo "costruirci l'auto intorno" cioè trovare la maniera di rendere le informazioni fornite usabili, magari in modo semplice ed intuitivo...
Farò solo una brevissima carrellata sui "tipi" di apparati sia perchè questo è un forum tecnico e non ho intenzione di sostituirmi al libretto di istruzioni sia perchè mi risulta difficile includere immagini senza pubblicizzare una marca piuttosto che un'altra.
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GPS II - global positioning system
pubblicato 1 anno fa, 2.018 visualizzazioni

Dopo l'introduzione entriamo nel vivo, senza pretesa di essere né rigoroso né esaustivo, cercherò di fare una carrellata sulle basi del funzionamento dei GPS
Una volta compreso il funzionamemto nel caso "piano" il passaggio a 3D è quasi banale:
Due trasmettitori nello spazio mi permettono di determinare una famiglia di iperboloidi
parametrizzata con la differenza di tempo di ricezione degli impulsi.
Con un terzo trasmettitore ottengo un secondo iperboloide, quest'ultimo intersecherà il primo su di una curva nello spazio, la posizione incognita sarà su questa curva.
Infine un quarto trasmettitore determina un terzo iperboloide che interseca la curva nella posizione incognita.
Quindi con almeno quattro trasmettitori siamo in grado di determinare la posizione incognita nell spazio.
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GPS I - storia del posizionamento
pubblicato 1 anno fa, 2.112 visualizzazioni

Il GPS è ormai diventato uno strumento di uso piuttosto comune nella vita di tutti noi. La diminuzione dei costi lo ha lentamente fatto passare da strumento professionale a gadget presente anche in molti telefoni cellulari. Certo che complici molti telefilm pseudo scientifici molte sono le "favole" che si ascoltano su questo apparecchio, nelle righe che seguono cercherò di fare un po' di chiarezza a riguardo. Questo doveva esser un articolo, ma "mi ha un po' preso la mano" e per quanto abbia cercato di sfoltire e ridurre credo che sia necessario almeno una divisione in due parti per evitare malori durante la lettura....
In questa prima parte farò una breve carrellata sui metodi usati prima dell'invenzione del GPS per inquadrare il problema in maniera più generale e anche perché alcuni semplici concetti qui introdotti aiuteranno la comprensione del proseguo....
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Esercizio di elettrotecnica 2
pubblicato 1 anno fa, 2.051 visualizzazioni

Anche stavolta la cosa prende spunto da un breve topic aperto nel forum, un semplice circuito RL che però presenta una particolarità interessante... a regime, nonostante il generatore sia scollegato, continua a scorrere una corrente non nulla.
NO, TRANQUILLI, niente di esoterico, semplice conservazione, delle induttanze rimangono cariche con una certa corrente, dunque niente che possa risolvere i problemi energetici del pianeta.
Il problema duale di quello dato ha forse una soluzione più intuitiva, non farebbe impressione a nessuno se dicessi... questo condensatore è carico con una certa tensione anche se scollegato dal circuito... questo forse perchè i condensatori reali sono un'approssimazione di quelli ideali migliore rispetto a quanto si riesca a fare per le induttanze.
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Esercizio di elettrotecnica 1
pubblicato 1 anno fa, 2.173 visualizzazioni

In recente post ho trattato il comportamento di un circuito con generatore controllato la cui risoluzione sembrava a primo acchito portare ad equazioni indeterminate. Poi il grande RenzoDF mi ha fatto riflettere un po' più attentamente sulla particolarità e criticità della soluzione e sono nate queste righe.
Lo schema è abbastanza semplice, Ig applica un gradino di corrente in [Formula] tipo , le condizioni iniziali sono [Formula] e ed abbiamo un generatore ideale di tensione controllato dalla corrente [Formula] dalla transresistenza .
e la domanda dell'esercizio era "determinare la tensione ai capi di C per [Formula]"... facile! A transitoro finito sostituiamo le induttanze con cortocircuiti ed apriamo i condensatori...
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Pendoli risonanti
pubblicato 2 anni fa, 1.320 visualizzazioni

Era una notte buia e tempestosa -avrebbe scritto il bracco più famoso al mondo- invece no! Era un tiepido pomeriggio di settembre e stavo bighellonando in una di quelle "fiere della scienza" dove si illustrano piccoli esperimenti ad uso di bambini di tutte le età. Così tra un prisma ottico e una FFT su di un PC un esperimento attira la mia attenzione.
Si tratta semplicemente di due pendoli uguali -leggi pezzetto di spago più un peso- sospesi insieme ad uno spago orizzontale. Così l'addetto lancia uno dei pendoli lasciando l'altro a riposo, naturalmente il primo comincia ad oscillare diminuendo pian piano di ampiezza mentre il secondo inizia a muoversi -ed io penso: ovvio lo spago orizzontale lavora come una molla di torsione e trasmette una coppia dal primo al secondo, alla fine oscillerranno tutti e due con la stessa ampiezza.
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I miei ultimi post dal forum
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Problema con vecchio magnetofono.
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Termostato 220V
La sfera di cristallo comunica che mancano queste due tracce in nero [FIDOCAD] FJC A 0.8 MC 150 235 0 0 pcb.bd050100 MC 395 420 1 0 pcb.do35l MC... 20:21
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Termostato 220V
[...]Purtroppo ho riprodotto il pcb da una scheda già esistente quindi non sarei in grado di ricreare lo schema ... e perchè mai? Il lavoro... 20:21
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dispositivi collegati alla porta parallela PC
Sì ok :ok: .... ma come? con quale amplificatore?... direi che -sopratutto per chi leggerà il post e potrebbe voler usare la tua soluzione- lo... 21:09
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Amplificatore differenziale con specchio
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tensione sul source invariata: motivo
Direi che per rispondere si dovrebbe prima fare lo schema per piccoli segnali (i due MOS "di sotto" è sufficiente e già che ci sei dagli... 14:21
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Progetto U.F.O.
....mah secondo me quello cha hai in mente vola solo dall'alto verso il basso :mrgreen: ...cioè si ferma sul pavimento quando ha finito di... 23:47

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