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Direttive per la sicurezza

Sul lavoro, dei prodotti e per l'ambiente


Gli ultimi articoli di ErnestoCappelletti

pubblicato 1 mese fa, 118 visualizzazioni

L'utilizzatore delle macchine deve conoscere tutte le informazioni necessarie perla corretta installazione, l'uso e la manutenzione delle SRP/CS (Safety-related part of a control system, ovvero parte di un sistema di comando legata alla sicurezza). Tali informazioni devono essere contenute all'interno delle istruzioni per l'uso della macchina della quale le SRP/CS fanno parte, redatte secondo i requisiti della direttiva 2006/42/CE. Secondo quanto richiesto dal punto 11 della norma UNI EN ISO 13849-1:2008, il contenuto delle istruzioni per l'uso deve comprendere, ove appropriato:

- la destinazione d'uso del sistema;

- la descrizione delle funzioni di sicurezza;

- l'indicazione dei PL e delle categorie;

[...]

pubblicato 1 anno fa, 424 visualizzazioni

L'obbligo di mantenere una macchina in servizio conforme alle disposizioni legislative vigenti in materia di sicurezza e salute sul lavoro è responsabilità del datore di lavoro dell'azienda proprietaria della macchina: tale obbligo è ben chiarito nelD.Lgs. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni che sancisce:

Articolo 18 - Obblighi del datore di lavoro e del dirigente

1. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all'articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono:

[…]

z) aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione;

[...]

pubblicato 1 anno fa, 437 visualizzazioni

1. Requisiti per la scrittura del software secondo la norma UNI EN ISO 13849-1:2008

I requisiti per la scrittura del software sono tesi ad evitare la presenza di errori. I requisiti sono più severi per funzioni aventi PLr maggiori. Se il software controlla funzioni di sicurezza aventi differenti PLr, devono essere soddisfatti i requisiti per il PLr maggiore. Un metodo per cercare di evitare errori nel software è fare in modo che le attività di verifica vengano effettuate da persone diverse, ed il più possibile indipendenti, da chi ha scritto il software.

1.1. Requisiti della norma UNI EN ISO 13849-1:2008 per SRASW

SRASW scritti in LVL e compilati secondo le seguenti prescrizioni possono raggiungere PL da a a e.

[...]

pubblicato 1 anno fa, 902 visualizzazioni

La creazione di un software è in generale “difficile”: l’affidabilità dei software non va di pari passo con l’aumento di affidabilità dei componenti hardware. Quante volte si è obbligati a riavviare il PC per ripristinarne le funzionalità? Quante volte la mancanza di funzionalità deriva dalla incompatibilità di versioni? Quanti aggiornamenti vengono emessi ogni giorno per i sistemi operativi?

1. Errori nel software

Non esiste un software privo di errori: è però necessario che in base all’utilizzo che ne viene fatto — quindi al livello di prestazione richiesto (PLr) della funzione di sicurezza — il software rispetti determinati requisiti stabiliti dalla norma UNI EN ISO 13849-1:2008.

[...]

pubblicato 1 anno fa, 425 visualizzazioni

Un'esigenza di alcuni utilizzatori è quella di potere collegare le macchine alla loro rete aziendale per scopi di supervisione e raccolta dati (fermi macchina, produzione, ecc.).

Dai supervisori di reparto (postazioni di «comando remoto») l'esigenza degli utilizzatori è quella di poter modificare i parametri di funzionamento della macchina (velocità, ecc.) e di potere tacitare gli allarmi; attualmente non viene però consentito l'avviamento di elementi della macchina da postazioni di comando remoto.

Non deve essere possibile comandare il ripristino dei circuiti di comando della macchina a seguito dell'intervento dei dispositivi di sicurezza da postazioni di comando remoto,in quanto questa funzione è considerata critica per la sicurezza (vedi punti 5.1 e 5.2.2 della norma UNI EN ISO 13849-1:2008) e come tale deve essere gestita nell'ambito del circuito dicomando della macchina; inoltre l'operatore che aziona il comando di ripristino dovrebbe trovarsi in una posizione dalla quale può vedere la zona protetta equindi accertarsi dell'assenza di persone esposte.

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pubblicato 1 anno fa, 650 visualizzazioni

La norma UNI EN ISO 10218-2:2011 specifica i requisiti di sicurezza per l'integrazione di robot; tale norma descrive i pericoli di base e le situazioni pericolose identificate con questi sistemi e fornisce i requisiti per eliminare o ridurre adeguatamente i rischi associati a questi pericoli.

Con riferimento ai possibili movimenti del robot ed ai relativi spazi, la norma UNI EN ISO 10218-2:2011 (paragrafo 3) riporta le seguenti definizioni:

Maximum space: space which can be swept by the moving parts of the robot as defined by the manufacturer, plus the space which can be swept by the end-effector and the workpiece.

Safeguarded space: space defined by the perimeter safeguarding devices.

[...]

pubblicato 2 anni fa, 1.164 visualizzazioni

Le barriere fotoelettriche rientrano nei componenti di sicurezza elencati nell'allegato IV della direttiva 2006/42/CE (direttiva macchine) in quanto “Dispositivi di protezione progettati per il rilevamento delle persone”.

Le barriere fotoelettriche devono essere conformi al tipo 4 o 2 della norma CEI EN 61496-1:2005.

La norma UNI EN ISO 13855:2010 riporta i criteri da rispettare per il posizionamento dei dispositivi di protezione (dispositivi elettrosensibili, dispositivi sensibili alla pressione, comandi a due mani, dispositivi di interblocco senza blocco del riparo) in funzione delle velocità di avvicinamento di parti del corpo umano.

La distanza minima tra la barriera fotoelettrica e l'elemento mobile pericoloso protetto deve soddisfare la seguente relazione:

[...]

pubblicato 2 anni fa, 1.279 visualizzazioni

L'arresto di emergenza è una misura di protezione supplementare, che può essere utilizzata in aggiunta alle misure di protezione adottate sulla macchina per fermarla quando il suo mantenimento in funzione può essere pericoloso per le persone.

Quindi, l'arresto di emergenza non è un dispositivo di comando da utilizzare in caso di problemi di funzionamento della macchina: l'uso improprio del comando di arresto di emergenza deve essere scoraggiato, per esempio dotando la macchina di comandi di arresto rapido con attuatori di comando sufficientemente comodi da azionare per gli operatori (per esempio, realizzati mediante pulsanti sporgenti), ma nettamente distinti dai comandi di arresto di emergenza (per esempio, utilizzando pulsanti di colore nero).

[...]

pubblicato 3 anni fa, 1.100 visualizzazioni

In accordo con quanto previsto dalle norme UNI EN ISO 13849-1:2008 e UNI EN ISO 13849-2:2008, al fine di stimare i livelli di prestazione (PL) dei circuiti di comando che svolgono funzioni di sicurezza, è possibile escludere alcuni guasti a condizione che vengano soddisfatti alcuni requisiti. Nello specifico, la norma UNI EN ISO 13849-2:2008 riporta un elenco dei guasti che è possibile escludere suddivisi a seconda della tecnologia (meccanica, pneumatica, idraulica ed elettrica). Ad esempio, il prospetto D.4 della norma UNI EN ISO 13849-2:2008 riporta l'esclusione dei guasti per conduttori/cavi; nello specifico è riportato che il guasto “Cortocircuito tra due conduttori qualsiasi” può essere escluso a condizione che sia i conduttori che l'involucro soddisfino i requisiti di cui alla norma CEI EN 60204-1:2006.

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pubblicato 3 anni fa, 1.213 visualizzazioni

Le norme1 sono documenti emessi da organismi di diritto privato nazionali o sovranazionali allo scopo di definire determinate caratteristiche dei prodotti che ne consentano un'uniformazione sotto vari punti di vista (dimensionale, prestazionale, di sicurezza, ecc.).

Questi documenti possono, quindi, essere utilizzati dai costruttori per avere indicazioni su possibili modalità da utilizzare per proteggere le macchine e ridurne i rischi a livelli accettabili; le norme definiscono un “livello comune” di sicurezza che consente ai fabbricanti di orientarsi nel determinare se le misure adottate siano sufficienti o meno. È però importante sottolineare la volontarietà dell'applicazione delle norme; questi documenti sono infatti un'“opportunità” che il progettista ha per aiutarsi nella scelta delle migliori soluzioni per la protezione delle macchine, ma non costituiscono in alcun modo un “vincolo” che possa limitare in qualsiasi modo la libera progettazione della macchina.

[...]

Chi sono

ErnestoCappelletti - profilo

Nome: Ernesto Cappelletti

Reputation: 2.270 5 8

Bio: Nato a Monza (MI) nel 1965. Laurea in Ingegneria Elettronica presso il Politecnico di Milano nel 1990. Dal 1995 è responsabile tecnico di Quadra s.r.l., una società di consulenza tecnica che opera nei settori qualità, ambiente, sicurezza, qualità del prodotto. È tecnico competente nel campo dell'acustica ambientale, riconosciuto dalla regione Lombardia, dal 1999. Svolge attività di ispezioni di macchine comprese in allegato IV per conto di TUV PS. E' docente nei corsi organizzati da UNI sulla sicurezza delle macchine ed impianti. E' membro del comitato tecnico CEN TC 145 per le norme sulle macchine per gomma e materie plastiche. Pubblicazioni: La nuova Direttiva Macchine – Guida pratica all'applicazione della Direttiva 2006/42/CE, Edizioni UNI – Il Sole 24 Ore, 2008. La nuova Direttiva Macchine – Guida pratica all'applicazione della Direttiva 2006/42/CE e norme tecniche correlate, Edizioni UNI – Il Sole 24 Ore, 2009. La Direttiva Macchine ed i Circuiti di comando con funzione di Sicurezza - Applicazione pratica della norma UNI EN ISO 13849-1, aggiornata con la norma EN ISO 13849-2:2012 - Il Sole 24 Ore, 2013

Web: http://www.quadrasrl.net

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