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Criptovalute

Topic show: società, politica, economia, filosofia, arte, scienze ecc.

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[91] Re: Criptovalute

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 13 feb 2018, 21:32

Se qualcuno, per convinzione o ingenuità, avesse auspicato in futuro uno scambio monetario esente da mediazioni, forse potrebbe guardare le cose per come sono.
La popolarità della criptovaluta spinge ad azzardi speculativi e, di pari passo, molto probabilmente, i passaggi di mano cominceranno a incidere: la mediazione c'è, non la si elimina e chi la pratica ci vuole guadagnare, che siano banche o altri soggetti, ci si trova a rendere conto, a dipendere da altri, che non sono benefattori.

Mike ha scritto:
clavicordo ha scritto: Nessuno però risponde alla mia domanda: qual è il valore aggiunto delle criptovalute? Che vantaggi danno rispetto alle valute normali?

- riserva di valore inattaccabile dagli stati
- sei il proprietario del tuo denaro
- disintermediazione, non hai bisogno della banca, la banca sei tu
- immunità all'inflazione pilotata dalle banche centrali e dagli stati (...)
Prendere atto del fianco speculativo esposto senza pudore dal "sistema" bitcoin, fenomeno del tutto palese che non necessita la certificazione di nessuno, non conferisce maggiore credibilità all'enumerazione di presunti vantaggi, tali da un punto di vista soggettivo e non oggettivo, come già ha evidenziato @richiurci.

Poi, certamente, chi magari anche un pochino ingenuo, può decidere di farsi fregare dal sistema di scambio che preferisce ma forse(forse) sarebbe il caso di sollevare il velo con il quale non ostante tutto s'ammanta la criptovaluta facendole intravedere come strumento di rivalsa rispetto a un sistema bancario, statalista o come lo si voglia definire: il binomio tecnologia e connotazione ideologica non è stato sponsorizzato da chi manifesta un pensiero più scettico.
E la confusione dei valori può trarre in inganno.

Saluti
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[92] Re: Criptovalute

Messaggioda Foto Utenteclavicordo » 14 feb 2018, 0:41

Leggo ogni tanto su questo argomento toni trionfalistici, aspirazioni libertarie, illusioni anarchizzanti. Beh,
- riserva di valore inattaccabile dagli stati
tutte le opinioni hanno diritto di cittadinanza, ci mancherebbe.
L'idea di fare a meno dello stato, ad esempio, ha sempre affascinato molte menti, che, non sopportando le regole imposte dall'organizzazione statale (e le loro trasgressioni da parte di chi dovrebbe tutelarne l'applicazione), pensano di "fare da soli", scavalcando il principio di autorità.
Così, il bitcoin sarebbe una garanzia di imparzialità, di onestà, di integrità, di stabilità. Mah. Come se non fluttuasse anche lui.
Poi:
- immunità all'inflazione pilotata dalle banche centrali e dagli stati

Questa mi sembra la migliore. Va bene, carissimi, buonanotte.
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[93] Re: Criptovalute

Messaggioda Foto Utentem_dalpra » 14 feb 2018, 22:34

clavicordo ha scritto:i.
Poi:
- immunità all'inflazione pilotata dalle banche centrali e dagli stati

Questa mi sembra la migliore. Va bene, carissimi, buonanotte.


Caro Foto Utenteclavicordo,
se si vogliono capire le criptovalute non è sufficiente "studiare" informatica.
Bisogna studiare anche economia.

Inflazione, ad esempio, non significa aumento dei prezzi, significa che ci sono troppe banconote in circolazione.
E' perché si stampano banconote ? oppure Euro elettronici ?
L'inflazione serve ai governi semplicemente per diminuire l'impatto dei debiti pubblici.
In pratica agisce come una tassa perché diminuisce il potere d'acquisto del nostro stipendio.
Il 2...3% è un compromesso semplicemente per non creare agitazioni sindacali.
Gli economisti queste cose le calcolano.

Mario Draghi lo chiama QUANTITATIVE EASING.
Stampano 50 Miliardi di Euro al mese che di certo non versano nei nostri conti correnti.
Vanno prima di tutto per acquistare titoli che hanno le Banche.
Che sono quindi i primi PRENDITORI (da non confondere con gli IMPRENDITORI).

Qui sta la scelta: le criptovalute permettono alle persone di uscire da questo schema.
Se vogliono.
Ogni persona è libera di fare quello che vuole.
Naturalmente le criptovalute sono sotto attacco speculativo ma, come ho già detto altre volte, è una conseguenza normale. Basta non farci caso. C'è anche nell'Euro e nel Dollaro.

Io penso che i vantaggi di una criptovaluta siano superiori a quelli di un Euro o di un Dollaro.
Ma resta una opinione.
Se tu ritieni che l'economia basata sulle criptovalute sia fallace, puoi semplicemente ignorarla, non sei costretto ad utilizzarla o ad adottarla.
Al contrario, i fautori dell'economia basate su Banche e Banche Centrali sono prodighi di interviste per additare le criptovalute come la fonte di ogni male.
Su Libero Tecnologia scrivono persino che esploderanno le batterie dei telefonini Android.

Ormai a leggere i giornali le Criptovalute al 99% servono ai terroristi-ISIS-Spacciatori-Evasori, che evidente sono tutti esperti informatici ed anche di crittografia.

Ma pongo per finire una domanda.
Ma tutta questa gente che spara contro le criptovalute nei massi-media, lo fa per il bene dell'umanità ?
Oppure cela i suoi banali interessi di difendere la propria rendita di posizione da una una rivoluzione che avanza e farà saltare il suo ormai inutile posto ?
Marco

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[94] Re: Criptovalute

Messaggioda Foto UtentePiero Azzoni » 14 feb 2018, 22:42

scelgo la due !


cosa ho vinto ? :mrgreen:
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[95] Re: Criptovalute

Messaggioda Foto Utenteclavicordo » 14 feb 2018, 23:03

Caro Foto Utentem_dalpra
In sintesi la mia opinione è questa:
è vero che le banche sono cattive, come dici tu, e che cercano di condizionare l'economia e anche la politica a loro vantaggio. Ma viviamo in un mondo sempre più globalizzato e interconnesso. Se gli Stati creano inflazione perché stampano monete etc., non è che la criptovaluta ne sarà immune, semplicemente perché è soggetta alle fluttuazioni del mercato, il quale a sua volta, risente anche dell'inflazione di uno Stato. Ammiro l'entusiasmo indipendentista e libertario ma temo che sia velleitario e illusorio. Come minimo, come dici tu, le criptovalute sono sotto attacco speculativo e questo, insieme all'interdipendenza globalizzata di tutto con tutto, le rende simili alle altre monete, con certe ovvie differenze. Le quali per te sono significative, per me al momento no. Certo che posso ignorarle, dal tuo punto di vista. Ma dal mio no: proprio perché costituiscono una variabile in più nel complesso economico. Quindi uno le può ignorare, ma, in qualche modo indiretto, lontano e complesso quanto vuoi, loro non ignorano lui.
Da questo puoi dedurre che io non ce l'ho con le criptovalute. Sto solo osservando e criticando il fenomeno. Finora, i vantaggi che vedi tu, io proprio non li vedo. Sicuramente dipenderà da me.
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[96] Re: Criptovalute

Messaggioda Foto UtentePiero Azzoni » 14 feb 2018, 23:13

interessante il tuo discorso

dovrebbero leggerlo quelli che vedono le criptovalute come il demonio

leggere che accanto a posizioni preconcette che vogliono a tutti i costi danneggiare la novità c'è chi essendo critico dice che "è la stessa cosa"

ma se è la stessa cosa non può essere peggio
allora, nella peggiore delle ipotesi, è un'evoluzione

ad un certo punto le banconote presero il posto delle monete perché altrimenti ci saremmo ridotti ad andare in giro con autocarri (alla faccia dei verdisti)

ora che le transazioni divengono sempre più virtuali, per merito delle carte di credito prima ancora che delle criptovalute
le criptovalute divengo semplicemente, banalmente, l'ovvio futuro

né meglio né peggio
usabili male allo stesso modo
allo stesso modo usabili bene

ma se ragioni in questa ottica allora cominci a vedere i vantaggi
I VANTAGGI PRATICI !
le ideologie ci hanno rotto i coglioni
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[97] Re: Criptovalute

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 15 feb 2018, 0:36

m_dalpra ha scritto:(...) Ma pongo per finire una domanda.
Ma tutta questa gente che spara contro le criptovalute nei massi-media, lo fa per il bene dell'umanità ?
Oppure cela i suoi banali interessi di difendere la propria rendita di posizione da una una rivoluzione che avanza e farà saltare il suo ormai inutile posto ?
ora, chi scredita le criptovalute non so chi sia ne, nel caso lo faccia, se lo fa per chissà quale recondito motivo, certo(mi pare) è che continuare ad alimentare il dubbio che questo sistema verrebbe osteggiato quale salvifico portatore dall'affrancamento del giogo bancario statalista, bieco e vetusto contrapposto al nuovo e innovativo che "avanza", può anche sembrare pura retorica propagandista, affascinante, ma sempre retorica che, a sua volta, potrebbe celare altri banali interessi, allo stesso modo di chi imputato nella difesa d'una rendita di posizione al preesistente.

Io non ho velleità nei confronti ma, forse come altri, cerco di capire, interpretare un fenomeno e, magari, provare ad immaginare quali potrebbero essere gli sviluppi futuri, neanche tanto in là, ma da qui a poco.
Ma, come ha scritto @clavicordo, non si può(magari è solo soggettivo) semplicemente ignorare un fatto che invece, poco o tanto, influisce nelle dinamiche sociali.

In ogni caso, l'accenno ad un'esposizione potrebbe poi essere completata diversamente oppure libera da certe allusioni: mettere in relazione diretta l'inflazione con le agitazioni sindacali non so se rappresenti informazione incompleta o distorta, se poi scrivi che i miliardi di euro sono necessari all'acquisto di titoli che hanno le banche, si potrebbe anche esplicitare di cosa si tratta, ovvero anche di quelli statali.
Ma dovremmo ricordarci perché questi sono stati emessi e periodicamente proposti al mercato, oppure dipingiamo tutto come se celassero chissà quali sotterfugi ?

Altrimenti, posso anche anche pensare che chi perora l'espansione del fenomeno delle criptovalute, per entusiasmo o ingenuità, offre un'ottica d'osservazione distorta.
Questo a mio parere.

Saluti
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[98] Re: Criptovalute

Messaggioda Foto UtenteMike » 15 feb 2018, 9:06

clavicordo ha scritto:Se gli Stati creano inflazione perché stampano monete etc., non è che la criptovaluta ne sarà immune, semplicemente perché è soggetta alle fluttuazioni del mercato, il quale a sua volta, risente anche dell'inflazione di uno Stato.

Bitcoin non può essere inflazionato proprio perché non può essere prodotto dal nulla o stampato all'infinito da una banca centrale. Le fluttuazioni del mercato sono dovute dalla domanda e dall'offerta. Lo stato centra moltissimo in queste fluttuazioni, se gli stati non fossero rapinatori fiscali e oppressori delle libertà individuali il Bitcoin non sarebbe nemmeno nato.
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[99] Re: Criptovalute

Messaggioda Foto UtenteMike » 15 feb 2018, 9:27

Ho appena letto questo articolo che riassume bene la genesi del Bitcoin. Potete leggerlo perché è stato pubblicato da un giornale mainstream che non ha nulla a che fare con il mondo libertario :mrgreen:

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L’anti-politica afferma di rappresentare la gente comune, contro il sistema. Le anti-valute sono definite (dalla Bce) monete accettate dalla gente comune, non emesse dal sistema. Due sfide convergenti, oppure due raggiri? Bitcoin, l’anti-valuta più nota, è l’arma segreta dell’anti-politica, oppure uno strumento di speculazione?

Per giudicare, partiamo da lontano nel tempo e nello spazio – dalla Mesopotamia (odierno Iraq), cinquemila anni fa. Usando tavolette e simboli cuneiformi, i Sumeri creano la contabilità a partita semplice: Erishki mi deve 2 shekel, io devo 3 shekel a Enki. La prima rivoluzione avviene nel Rinascimento, quando mercanti genovesi e banchieri fiorentini introducono la contabilità a partita doppia: dare/avere, costi/ricavi sono registrati congiuntamente, poi certificati da notai, revisori, catasto, agenzie delle entrate. Un sistema oggi complesso e costoso, soprattutto per le istituzioni finanziarie che gestiscono milioni di transazioni quotidiane.

Nel 1989 la seconda rivoluzione. Il giapponese Yuji Ijiri inventa la partita tripla che combina contabilità, criptografia e certificazione – tutto nelle mani della gente comune, a costo zero. Un’alternativa a intermediari parassitari? Una sfida al potere costituito? Questo e ben altro: è una minaccia al capitalismo tecnologico di Google, Facebook, Amazon & Co.

Per capire, risaliamo al 1989, quando Tim Berners-Lee inventa la rete (internet). Sfruttando sperimentazioni accademiche e finanziamento pubblico, fa interagire molteplici calcolatori sulla base di protocolli computerizzati aperti: nessuno è proprietario della lingua franca che le macchine parlano l’una l’altra. Nascono lingue informatiche accessibili gratuitamente per gestire posta elettronica (Pop e Smtp), accesso alla rete (Htpp), e la geo-posizione (Gps).

Col passare degli anni «l’umanità commette un grave errore» (afferma l’analista Steven Johnson). Dopo avere creato linguaggi aperti (=gratuiti) per posta elettronica, internet e Gps, non protegge l’identità sociale degli utenti: indirizzi, agenda, foto, video, canzoni, viaggi, letture, studi – e anche dati riservati come Iban, codice fiscale, Dna, genoma, diagnosi medica, ecc. In un attimo, il settore privato vede l’opportunità. Sviluppa procedure chiuse (=a pagamento) per appropriarsi della nostra identità individuale nella sua totalità e funzionalità. Amazon ed eBay accumulano dati bancari e criteri di spesa; Facebook conosce famiglia e amici; Instagram ha le foto; WhatsApp e Skype possiedono indirizzi e telefoni; Google sa cosa leggi, acquisti, bevi, regali, studi, ricerchi; Spotify e Netflix marcano i tuoi divertimenti; Apple offre applicazioni conformi alla tua persona. Quando accedi ai servizi di questi giganti tecnologici, in effetti chiedi l’uso temporaneo dell’informazione che estraggono da te a costo zero, per rivenderla a caro prezzo (a te come tariffa, a terzi come pubblicità).

Come sfuggire al cappio che le multinazionali dell’informatica hanno stretto al collo dell’umanità? Risponde alla sfida Satoshi Nakamoto (un ignoto lui? lei? loro?) che nel 2008 costruisce sul concetto contabile sviluppato da Yuji Ijiri vent’anni prima: propone un meccanismo per generare la prima anti-valuta al mondo, bitcoin. Successo o raggiro? Non importa. L’intuizione di Nakamoto si rivela rivoluzionaria anche se bitcoin risultasse un fallimento. Vediamo in pratica come questo funziona, e in termini logici come interagisce con l’anti-politica.

Primo passo. Un’applicazione specializzata (MetaMask, ma ne esistono dozzine) sceglie per me 12 vocaboli nel dizionario. Eccoli: mela nulla pace polemica vaso cotone minestra fusione cameriera galera vento auto. Roba senza senso? Nient’affatto. Nella parlata delle cripto valute, questa filastrocca è la mia frase seme, che MetaMask istantaneamente trasforma in un codice alfa-numerico di 32 caratteri: 2d0ope7ehx6sllk6ms6698kam300ksol23. Questa è la chiave elettronica, unica, criptata e irreversibile che protegge la mia identità e mi apre al mondo. Non c’è contraddizione: rimango ignoto e interagisco con tutti.

Secondo passo: uso la chiave ogni volta che compro, vendo, voto, viaggio, scarico musica, studio, ecc. La mia identità rimane segreta, protetta dal mio codice alfa-numerico incorruttibile. Ogni mia operazione invece è pubblica, condivisa istantaneamente con una rete di calcolatori che usano la stessa procedura. Questo blocco di computers incatenati (block-chain) diventa un registro pubblico nel quale ogni falsificazione, manipolazione o distruzione sono impossibili. Altro beneficio: questo registro informatico non è di proprietà privata, appartiene agli utenti. I suoi sostenitori lo considerano una rivoluzione tecnologica che protegge dal furto d’identità e annulla i costi di certificazione. Per l’anti-politica è un passo verso un mondo ugualitario, una difesa contro Google, Amazon & Co.

Chi fa il lavoro? Nakamoto propone una prova di lavoro: chiunque dedica parte del proprio calcolatore per mantenere il sistema e impedire interferenze, è pagato. È a questo punto che nasce bitcoin, concepito come remunerazione – un gettone, non un’anti-moneta. La stessa creazione di bitcoins è un processo complesso: si chiama estrazione, analogo a quanto succede per esempio col rame. Come il prezzo del rame è il risultato di sforzi crescenti di prospezione ed estrazione in località remote nelle viscere della terra, la creazione di un minerale virtuale come bitcoin richiede sempre maggiore potenza di calcolo, alimentata da crescenti quantità di energia in località remote in Europa e Asia. Questa difficoltà, anche ambientale, genera critiche – che non riducono il potere dirompente dell’intuizione di Nakamoto. Non è la specifica anti-moneta (bitcoin) a minacciare il potere costituito, ma la logica (l’algoritmo) che la genera.

Esistono alternative. Secondo Silvio Micali del Mit, uno dei migliori criptografi, alla base di tutte le cripto-valute (che sono associative per definizione, cioè non imposte dall’alto) c’è un algoritmo di natura consensuale. Bitcoin gestisce il consenso sulla base di prova di lavoro. Altre monete preferiscono la prova di partecipazione al processo costitutivo. Concetti diversi, che convergono nel riconoscere la capacità innovativa del registro pubblico.

Per concludere, l’anti-politica vede nelle anti-valute la ribellione contro le istituzioni, un modo per rafforzare il controllo sulla moneta da parte del cittadino. In effetti, qualcosa di più importante è in gioco. Accantonando le inevitabili speculazioni che altalenano il valore di mercato di bitcoin, ritengo che la partita tripla e la catena di blocchi potrebbero riuscire proprio nei comparti dove la politica, vecchia e nuova, fallisce: ridurre il divario sociale, moderare la demarcazione tra investitori e utenti, abbassare i costi di gestione, contenere il potere dei monopoli informatici. Se questo accade, l’umanità avrà un grosso debito verso Yuji Ijiri e Satoshi Nakamoto.

autore@scaccomatto-all-occidente.com – TRATTO DA “LA STAMPA”
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[100] Re: Criptovalute

Messaggioda Foto Utentexyz » 15 feb 2018, 15:44

Il SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence) non aggiorna il proprio hardware perché le GPU costano troppo per colpa dei miners delle crypto currency:

http://www.bbc.com/news/technology-43056744
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