Ancora non ci siamo: non si tratta di contrapporre un elenco dei pro e contro dell'una energia all'elenco dei pro e contro di un'altra energia. Si tratta di discutere DI PREZZI, tenendo conto di TUTTE le voci e non solo di quelle più spettacoliari. A me, come privato cittadino, non me ne frega un tubo di quanto il gas possa essere sfruttato efficientemente in una centrale piuttosto che a casa mia: mi frega piuttosto il costo spicciolo dell'uno o dell'altro nel momento in cui mi vado a fare la doccia o mi vado a cuocere una pentola di pastasciutta. Così come, da privato cittadiino (soprattutto SINGOLO cittadino), non me ne importa nulla della possibilità, peraltro abbastanza teorica in città (i tetti sono molto pochi rispetto ai possibili utilizzatori di fotovoltaico...) di potermi generare energia elettrica per i fatti miei, ammesso che, in termini economici, la toppa non finisca per eessere peggio dello sbrego (e cioè, in soldoni, finisca per costarmi più di quello che mi rende).
Non vorrei essere cattivo ma dare questo tipo di prospettive energetiche per scontate, come se la loro attuazione non costasse nulla e il loro utilizzo fosse tutto rose e fiori non ha molto senso se, prima o poi, non si comincia a parlare seriamente di prezzi e di conti da pagare che finiscono sul gobbo del singolo.
I singoli NON sono industrie e la loro capacità di fare qualunque tipo di investimento che vada oltre il contingente è sempre e comunque molto limitata. E lo testimonia la stessa crisi economica in cui siamo andati a finire che, al di là di tutte le chiacchiere che si sono fatte, è iniziata da un fatto molto semplice: che la gente messa alle strette e obbligata a comprarsi la casa in cui vivere, a un certo momento non è stata più in grado di pagare nulla, mandando da qui in poi in vacca tutto quanto. E ristrutturare una casa per migliorare il suo rendimento e la sua efficienza non è, alla fine dei conti, molto meno costoso che ricomprarla nuova. Cosa che la gente peraltrato favrebbe volentieri se potesse... ma semplicemente non può. E allora chi è che paga tutto questo gran bel magnifico "futuro"? Il buon Dio?
Ciao
Piercarlo
Considerazioni sull'energia elettrica da fissione nucleare
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mi frega piuttosto il costo spicciolo dell'uno o dell'altro nel momento in cui mi vado a fare la doccia o mi vado a cuocere una pentola di pastasciutta
Appunto è quello che cercavo di dire.
Oggi, con le nuove tecnologie, è probabile che con l'energia elettrica ti costi meno che col gas.... comunque molto meno che con le tecnolgie elttriche tradizionali.
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Ma che fisica tecnica
se lo metti sulle pareti esterne il calore dei tubi e del radiatore va sulla parete e da li sull'esterno, come minimo bisognerebbe isolare per bene il radiatore dal lato del muro, restando comunque con una tecnologia sprecona alla grande
C. America: Sei grosso con l'armatura; senza quella cosa sei?
Tony Stark: Un genio, miliardario playboy filantropo
Sfodera un autocompiacimento da manuale... Concordo
Se i miei calcoli non sono errati, e non lo sono mai, 3 Giga Joule al secondo
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lo metti sulle pareti esterne il calore dei tubi e del radiatore
Buona parte del calore è trasferito all'ambiente per convezione naturale e in parte minore per irraggiamento.
Comunque, sì, è bene che il calorifero sia isolato dala parete con uno schermo riflettente.
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6367 ha scritto: Anche tu soffri della sindrome " elettrico = brutto e cattivo".
Questa è una sindrome che ti sei inventato tu. Io non ne ho MAI sentito parlare in giro da nessuno, mi spiace (anzi, è forse una delle poche forme di energia di cui ho sentito in genere parlare più bene che male da TUTTI!). L'unica cosa che ho detto contro l'elettricità (usata per scaldare, cioè per un USO BEN DEFINITO) è che essa è un controsenso economico sia perché alla fine non fa altro che spostare (non gratuitamente) il posto in cui viene consumato il combustibile, sia perché semplicemente a me, come singolo, mi costa inutilmente di più (e nemmeno poco!) per ottenere un qualcosa (il calore) che ottengo già direttamente e in modo ragionevolmente conveniente consumando il combustibile in loco nella quantità che mi serve.
Non mi sembra difficile da capire... Devo farti i disegnini?
Ciao
Piercarlo
PS - Che le nuove tecnologie elettriche possono rendermi più conveniente l'uso dell'elettricità rispetto ai consumi delle VECCHIE tecnologie a gas ci può anche stare. Ma anche per le vecchie tecnologie a gas non sta scritto da nessuna parte che debbano rimanere per forza vecchie... E questo riporta la palla al centro: se, fatti tutti i conti, usare il gas come fonte di una data quantità di energia mi costa comunque meno che spendere la stessa energia sotto forma di corrente elettrica, quest'ultima ha semplicemente ZERO possibilità di affermarsi a lungo termine, a meno che una qualche (iimprobabile) "magata" tecnologica non la renda praticamente gratuita: altrimenti questa resterà conveniente esattamente dove lo è già, ovvero dove non ha alternative vallide: dove le ha continuerà semplicemnete a non venire neppure presa in considerazione a meno che non siano imposti dei vincoli di legge che obblighino a farlo.
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Io ci metteri pure che in Italia l'energia elettrica costa MOLTO cara... più di quanto in realtà lo sia grazie ad una lunga serie di imposte che vi gravano sopra. Ma a mio avviso la cosa fondamentale, non ora, non per il singolo, ma con un occhio più amplio; è il discorso che l'energia elettrica la posso turare fuori in molti modi, mentre, produrre il metano in grandi quantità resta impossibile per ora almeno.
C. America: Sei grosso con l'armatura; senza quella cosa sei?
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Se posso permettermi una critica salace: secondo me lamentarsi delle "tecnologie sprecone" ha più o meno lo stesso senso che lamentarsi dell'esistenza delle prostitute: queste ultime esistono perché hanno un mercato sempre ben florido, mentre le prime continuano a venire richieste per il semplice fatto che, a livello di utenti spiccioli, convengono di più o, quando si tratta di costruire case da vendere, le fa costare di meno e permette di proporle a prezzi di vendita più sostenibili. Altre ragioni semplicemente non ve ne sono.
Ora si può benissimo pensare di rendere obbligatorio l'uso di tecnologie e tecniche di costruzione che massimizzino l'efficienza e il risparmio energetico ma a patto di essere pronti a tamponare i relativi contraccolpi economici: una casa proposta tra i 200 e i 300 mila euro può ancora trovare (a fatica) un mercato e pertanto una motivazione ad essere costruita. Una casa che per far fronte a queste nuove esigenze costerebbe con tutta probabilità almeno un centomila euro in più, avrebbe molte più difficoltà a trovare un mercato e, con tutta probabilità, non verrebbe neppure costruita. Fine della storia.
Se si vuole REALMENTE introdurre in tempi ragionevoli (magari un filino più celeri delle ere geologiche), questo sforzo di riconversione NON PUO' essere lasciato a carico del singolo perché altrimenti, semplicemente, non avverrà alcuna riconversione degna di questo nome, punto e basta. E non può nemmeno essere lasciata alla "regole del mercato" proprio perché queste, in questi frangenti, lavorano massimamente contro ogni cambiamento. Se non si risolve questo nodo possiamo anche tranquillamente smettere di parlarne perché tanto non cambierà nulla: qui non si tratta di sostituire un tipo di lampadina con un'altra più efficiente ma di sostituire intere tecniche e consuetudini di costruzione con altre completamente nuove, più costose e da cui non possa in alcun modo consentito derogare, altrimenti siamo di nuovo punto e a capo. E in un paese in cui si sostituisce il cemento dei pilastri con la sabbia di mare penso non vi sia bisogno di dire altro...
Insomma non è esattamente una passeggiata e non è tantomeno solo una questione di volontà più o meno buona da parte della gente - questa può anche avere tutte le buone intenzioni del mondo ma se il suo "buon cuore" non è sostenuto da un altrettanto "buon portafoglio" (o anche buon sostegno finanziario pubblico) le buone intenzioni rimarranno soltanto tali senza tradursi in niente di concreto.
Ciao
Piercarlo
Ora si può benissimo pensare di rendere obbligatorio l'uso di tecnologie e tecniche di costruzione che massimizzino l'efficienza e il risparmio energetico ma a patto di essere pronti a tamponare i relativi contraccolpi economici: una casa proposta tra i 200 e i 300 mila euro può ancora trovare (a fatica) un mercato e pertanto una motivazione ad essere costruita. Una casa che per far fronte a queste nuove esigenze costerebbe con tutta probabilità almeno un centomila euro in più, avrebbe molte più difficoltà a trovare un mercato e, con tutta probabilità, non verrebbe neppure costruita. Fine della storia.
Se si vuole REALMENTE introdurre in tempi ragionevoli (magari un filino più celeri delle ere geologiche), questo sforzo di riconversione NON PUO' essere lasciato a carico del singolo perché altrimenti, semplicemente, non avverrà alcuna riconversione degna di questo nome, punto e basta. E non può nemmeno essere lasciata alla "regole del mercato" proprio perché queste, in questi frangenti, lavorano massimamente contro ogni cambiamento. Se non si risolve questo nodo possiamo anche tranquillamente smettere di parlarne perché tanto non cambierà nulla: qui non si tratta di sostituire un tipo di lampadina con un'altra più efficiente ma di sostituire intere tecniche e consuetudini di costruzione con altre completamente nuove, più costose e da cui non possa in alcun modo consentito derogare, altrimenti siamo di nuovo punto e a capo. E in un paese in cui si sostituisce il cemento dei pilastri con la sabbia di mare penso non vi sia bisogno di dire altro...
Insomma non è esattamente una passeggiata e non è tantomeno solo una questione di volontà più o meno buona da parte della gente - questa può anche avere tutte le buone intenzioni del mondo ma se il suo "buon cuore" non è sostenuto da un altrettanto "buon portafoglio" (o anche buon sostegno finanziario pubblico) le buone intenzioni rimarranno soltanto tali senza tradursi in niente di concreto.
Ciao
Piercarlo
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Piercarlo ha scritto:Questa è una sindrome che ti sei inventato tu. Io non ne ho MAI sentito parlare in giro da nessuno, mi spiace (anzi, è forse una delle poche forme di energia di cui ho sentito in genere parlare più bene che male da TUTTI!).
Sono i numeri che lo dicono.
In Italia il grosso dei consumi domestici è metano.
Cucina elettrica e riscaldamento elettrico in Italia sono quasi sconosciuti.
Se ne partlerà bene dell'energia elettrica ma non la si usa.
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Non mi sembra difficile da capire... Devo farti i disegnini?
Allora: il trasporto dell'energia per via elettrica è efficientissimo e versatilissimo.
Il riscaldamento, utilizzando irraggiamento e pompe di calore, è pure efficientissimo.
Al contrario sono inefficentissime le infinite caldaiette e fiammelle sparse nelle abitazioni, mentre una grande centrale termica è di gran lunga più efficiente.
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6367 ha scritto: Se ne partlerà bene dell'energia elettrica ma non la si usa.
Non la si usa perché costa, non perché la si vede come "brutta e cattiva". Tutt'altro.
Ciao
Piercarlo
Per l'altro quesito, siamo sempre daccapo allo stesso punto: sarà tutto efficientissmo e versatilissimo.... ma costa di più. Ed è questo che alla fine orienta le scelte della gente. Non vi sono altre ragioni.
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