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Periti e ingegneri. Quello che possono o non possono fare.

Forum su argomenti vari, cazzabubbole comprese
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[1] Periti e ingegneri. Quello che possono o non possono fare.

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 26 mag 2012, 11:24

Nei commenti di un articolo, Foto Utentegrigione ha sollevato questo annoso problema che merita di essere approfondito.
Visto che l' argomento interessa molto penso di fare cosa gradita se, una volta per tutte, riusciamo a sapere quali sono i limiti degli uni e degli altri in modo chiaro e puntuale.

Parto dicendo che non è importante dove si sono apprese le conoscenze ma il fatto che queste ci siano e siano state acquisite in modo completo.

Edit: Quello che vorrei dire lo riassumo in un esempio. Un perito che ha studiato da se la materia, progetta un' apparecchiatura, magari RF. Un ingegnere verifica la bontà del progetto. In questo caso chi è il vero progettista?
Nel data sheet si trova tutto. Anche gli errori.
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[2] Re: Periti e ingegneri. Quello che possono o non possono far

Messaggioda Foto UtenteDirtyDeeds » 26 mag 2012, 11:36

Una delle cose belle dell'elettronica è la sua democraticità: le specifiche di un circuito da progettare non chiedono un titolo di studio a chi le sta leggendo, chiedono solo di essere capite bene.

Un perito, dopo il diploma, può continuare a studiare per acquisire le conoscenze necessarie a fare progetti sempre più complessi, senza mai conseguire una laurea. In compenso, ci sono ingegneri che queste conoscenze non le hanno mai acquisite né durante gli studi né dopo. Morale: i progetti li fa chi ha voglia di imparare a progettare.
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[3] Re: Periti e ingegneri. Quello che possono o non possono far

Messaggioda Foto Utentemarcoumegghiu » 26 mag 2012, 11:44

Forse hai fatto una cosa buona aprendo un 3D così si evita di incasinare il grande articolo che hai scritto :D
Il mio professore di "impianti elettrici" (lo so è diverso dall'elettronica ma penso che il suo ragionamento si possa applicare anche in questo caso) diceva sempre: "Potete essere bravi quanto volete a progettare, potete essere i migliori a livello di istruzione e conoscenza della teoria impiantistica, ma finché non avrete maturato la giusta esperienza non potrete mai eccellere" e mi trovo d'accordo con quanto ha detto, perché nel realizzare il progetto ci sarà sempre qualche intoppo che solo l'esperienza potrà risolvere.
Dunque penso si possano mettere sullo stesso piano il perito che sta sul campo col l'ingegnere che progetta: il progettista che non sa tenere in mano il saldatore, o l'attrezzo che sia, serve a poco, con tutta la matematica che può conoscere; col tempo è ovvio che può imparare la pratica e diventare davvero bravo. Ma lo stesso discorso vale per il perito, bravo nella pratica, un po meno con la progettazione, ma che col tempo può imparare, prima magari scopiazzando progetti fatti, poi consolidando le basi, imprando sempre di più la matematica e la teoria del caso e diventare un progettista bravo quanto l'ingegnere.
Poi ovvio che a livello formale la laurea ha un peso maggiore rispetto al diploma di perito, ma ciò non toglie che ci possono essere periti più validi di un ingegnere.
Io non ero ancora diplomato, e di certo non i può dire che fossi tanto btavo, ma ne sapevo più io dell'assistete di laboratorio diplomato come perito elettrotecnico che ci vive fra quelle cose :!: e la cosa si può applicare anche alla "disputa" ingegnere-perito"
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[4] Re: Periti e ingegneri. Quello che possono o non possono far

Messaggioda Foto Utentelillo » 26 mag 2012, 11:56

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[5] Re: Periti e ingegneri. Quello che possono o non possono far

Messaggioda Foto UtenteGuerra » 26 mag 2012, 12:00

Credo sia una delle dispute più antiche, forse seconda solo a quella fede/scienza.
Non credo si possa dimostrare chi è più "bravo" in assoluto, parlando di categorie di persone e non quindi del singolo valutabile singolarmente appunto.
Il perito dovrebbe avere una base pratica, che l'ingegnere non ha; l'ingegnere dovrebbe poter attingere a una serie di conoscenze che il perito non ha. Ma alla fine ciò che conta secondo me è la singola persona che di fronte ad un prodotto/progetto ha fatto un buon lavoro o no. Non è generalizzabile.
La sintesi della pratica e della teoria con una buona dose di esperienza è il giusto mix per ottenere un eccelente lavoro; ovviamente il "di più" sono le capacità dell'individuo, stimolate dallo studio, dalla pratica e dall'esperienza, innate, conseguite, migliorate che siano.
Chi firma il progetto molte volte non è chi lo ha realizzato, se parliamo di grossi impianti e grossi studi di progettazione.
Chi è il progettista in quel caso? Burocraticamente chi ha messo timbro e firma, praticamente...

Diventati periti o diventati ingegneri l'errore più grande per entrambi è ritenersi arrivati.
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[6] Re: Periti e ingegneri. Quello che possono o non possono far

Messaggioda Foto Utenteandreacircuit » 26 mag 2012, 12:22

lillo ha scritto:io cerco di laurearmi per tener contenta mamma.
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ahhaha ben detto...
anche io cerco di laurearmi per tener contenta mamma e per trasformare la mia passione in lavoro, ma nello stesso tempo c'è chi studia per passare gli esami ( trovandosi poi con nudo con la foglia di fico davanti ai primi problemi) e chi studia per cercare di comprendere l'universo dell'elettronica...
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[7] Re: Periti e ingegneri. Quello che possono o non possono far

Messaggioda Foto Utentemarco438 » 26 mag 2012, 12:32

andreacircuit ha scritto: trovandosi poi nudo con la foglia di fico davanti ai primi problemi) e chi studia per cercare di comprendere l'universo dell'elettronica...

Questa non l'avevo mai sentita; li ho sentiti chiamare in mille modi ma "primi problemi" mai :mrgreen:
Chiedo scusa, vista l'importanza del contenuto del thread, ma non ho potuto farne a meno.
marco
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[8] Re: Periti e ingegneri. Quello che possono o non possono far

Messaggioda Foto UtenteGuerra » 26 mag 2012, 12:54

Si studia per svariati motivi spesso legati al momento temporale nel quale si sta vivendo (studente, professionista, etc...).
Non sempre quindi se ne comprende l'importanza. Lo studente è un agricoltore :mrgreen:
Semina molto nella terra ed apparentemente nasconde sotto terra la semente. Molti semi si seccheranno, molti altri germoglieranno diventando col tempo arbusti e poi alberi secolari.

Pazienza e lungimiranza. Perciò periti od ingegneri si deve continuare ad imparare e conoscere; con la mani e con al testa.
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[9] Re: Periti e ingegneri. Quello che possono o non possono far

Messaggioda Foto Utentesimo85 » 26 mag 2012, 13:09

Qualcuno non ha capito che esistono i libri, esiste lo studio autodidatta e non. Sia uno che l'altro possono andar bene o male, e tutti e due richiedono molto sforzo.

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[10] Re: Periti e ingegneri. Quello che possono o non possono far

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 26 mag 2012, 13:25

Infatti.
E in una cosa la penso come Foto UtentePiercarlo: checchè ne dica Foto Utentegrigione lo studio della scienza non è un sacerdozio, la laurea non ti rende "ministro del culto della scienza" ma ti certifica un percorso di studi.
E' chiaro che il corso di laurea è pensato per ottimizzare e guidare lo studio ma non è l' unica via. Ci sono altre vie, sicuramente più difficili da percorrere (ne so qualcosa, porca paletta) ma la scienza è, fortunatamente, fruibile per chiunque lo voglia.
In buona sostanza si può diventare "studiati" anche senza frequentare alcuna scuola.
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