Il supporto PIC verso Linux è sempre stato molto scarso, ora è leggermente cambiato ma non è minimamente paragonabile a tutto quello che c'è per gli Atmel.
Domanda rivolte ai neofiti (o quasi) dei microcontrollori.
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Io ho scelto gli AVR8 Atmel per un semplice motivo, ho tutto sotto Linux, dai sorgenti dei compilatori (assembler, C/C++) ai sorgenti delle librerie standard e molte altre.
Il supporto PIC verso Linux è sempre stato molto scarso, ora è leggermente cambiato ma non è minimamente paragonabile a tutto quello che c'è per gli Atmel.
fairyvilje Arduino è una semplice board con un AVR8, se non ti piace IDE ufficiale puoi sempre programmarlo direttamente.
Il supporto PIC verso Linux è sempre stato molto scarso, ora è leggermente cambiato ma non è minimamente paragonabile a tutto quello che c'è per gli Atmel.
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Io ho scelto gli AVR8 Atmel per un semplice motivo, ho tutto sotto Linux, dai sorgenti dei compilatori (assembler, C/C++) ai sorgenti delle librerie standard e molte altre.
Io ho sempre saputo che ATMel Studio è solo per Windows, poi ho trovato la variante Mac qui:
http://www.obdev.at/products/crosspack/index-de.html
Per Linux cosa c'è?
fairyvilje Arduino è una semplice board con un AVR8, se non ti piace IDE ufficiale puoi sempre programmarlo direttamente.
Concordo, è quello che ho scritto anche io prima.

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TardoFreak ha scritto:....
Le aziende che producono microcontrollori si fanno in quattro per offrire schede di valutazione a basso costo, programmatori ed emulatori per tutte le tasche al solo scopo di invogliare i potenziali clienti ad utilizzare i micro che producono.
Questi sforzi sono evidenti, i prezzi delle schede di valutazione sono interessanti, le attrezzature, gli IDE sono gratuiti, le librerie complete, i programmatori e gli emulatori partono sempre da un entry level a costi irrisori.
Tuttavia i neofiti pare che adottino strade alternative.
...
Interessante che a questo 3D rispondano prevalentemente gli esperti.
Forse i giovani non hanno neanche capito la comanda....
Allora in questo sabato pomeriggio (con bimbi e moglie al mare, ed i lavori in giardino che mi aspettano... ma fa troppo caldo) provo a fare alcune riflessioni.
Semplice: perché quelle schede e relativi IDE sono troppo complessi. Sono destinati all'industria (cioè a chi è cliente diretto dei produttori di silicio) ed il cui scopo è permettere al progettista di turno di riuscire a terminare il progetto nel più breve tempo possibile e sopratutto ad usare quel tal micro piuttosto che quello della concorrenza.
I giovani non producono guadagni, almeno non immediati. Loro interessano solo a quella fette
di produttori di oggetti per studenti/hobbisti.
D'altra parte il percorso per diventare un progettista non è semplice. Servono conoscenze di fisica (in fondo parte tutto da un elettrone che se ne va a spasso per gli atomi ...) elettrotecnica, elettronica, informatica, e l'onnipresente matematica (ho dimenticato qualcosa ?).
Non è che uno impara ad usare un microprocessore leggendo la Gazzetta ...
servono anni e poi anni di studio ...
Ogni tanto leggo di qualcuno che chiede di un libro che spieghi tutto ...
UN LIBRO ? Ma per spiegare tutto non basterebbero nemmeno 1000 libri. Gli argomenti sono tanti e tali che forse solo la Terccani li supera.
E la scuola è secondo me la vera nota dolente. Partendo purtroppo dalle medie (con la riforma Gelmini si dovrebbe partire dalle Elementari) i ragazzi sono indirizzati MALE !
Sei bravo: allora vai al Classico, al Linguistico, Ragioneria, e, (se hai culo) allo Scentifico ...
Sei un incapace: vai a lavorare ! = Vai all'Istituto Tecnico.
Ho proprio raccolto personalmente lo sconforto di un ottimo professore di ITIS che si lamentava del pessimo materiale umano in cui doveva lavorare: gente bocciata per 3 anni consecutivi (andava a scuola per dormire) che si ripresenta perché i genitori altrimenti con saprebbero a chi affidare il figlio minorenne. 2 Esseri così (sopratutto con 3 anni di età in più) ti rovinano non solo la classe ma anche tutto l'istituto.
Naturamente co sono casi eccellenti ... ma rimangono casi, appunto.
Poi il baldo giovanotto fresco di Latino Greco e Prussiano (con tutto rispetto per i Greci che se la stanno vedendo veramente dura ... Forza Greci, di questo passo il futuro sarà anche peggio!) si presenta alla Facoltà di ELETTRONICA (togliere il cappello, Grazie).
qui gli fanno una testa tanto così con Formule che alla lavagna (oops adesso si usano le Slide) che occupano 25 slide. All'ultima non ti ricordi neanche qual era il problema iniziale ...
Infine il DOTTORE (cappello, Grazie); con la sua bella Laurea ancora fresca di stampa va a cercare lavoro ... (di questi tempi, se sta a casa è meglio, almeno risparmia la benzina).
Alla fine della barzelletta (anche se purtroppo è la realtà) se chiedi ad uno così cos'è la resistenza ... secondo voi cita Ohm o forse vi parla della seconda guerra mondiale ?
Allora accade che uno così, raccolta una cerca dose di umiltà scopre che i suoi molti anni di scuola gli hanno insegnato si e no il 10% di quello che serve nella vita lavorativa (per assurdo neanche a scrivere correttamente); e secondo voi come fa a recuperare 10 anni buttati via ?
E' inevitabile che parta dalle cose semplici (basta vedere la gran parte dei 3D di questo Forum); dal calcolo della resistenza per accendere un Led. Dal perché una tensione positiva ed una negativa NON fanno una tensione alternata !
Chi inizia ha bisogno di cose semplici, di partire da quell'elettrone che se ne va a spasso e dal capire intanto perché lo fa! Poi iniziare a capire che se va a spasso produce dei cambiamenti (in primis l'ENERGIA (cappello, grazie) di cui tutti abbiamo affamato bisogno); magari anche qualche casino di cui dobbiamo limitare i danni; magari controllandolo questo elettrone. Prima lo ficchiamo nel Silicio così se ne sta un po' fermo, Magari poi lo mettiamo assieme a 2 drogati (spero capiate di cosa parlo) e forse così riusciamo a farlo vagabondare solo quando serve.
Chi inizia ha Bisogno di capire la differenza fra VOLTa AMPERE e WATT; 3 grandi uomini; che insieme agli amici Edison e Tesla (per la verità sti 2 si odiavano) Ohm, Culomb, Henry, Siemens (chi ho dimenticato) e del perché moltiplicando volt per Ampere ottieni Watt (ma non sempre, ogni tanto c'è di mezzo il Cosfi (che non era un grande personaggio ma un intruglio matematico)....
Insomma non voglio farla troppo lunga ma sapete strada che c'è per arrivare a capire che se "ruoti" a destra un numero lo dividi per 2 ?
E sono solo all'assembler ...
A coloro cui manca l'istituto tecnico, mancano 5 anni di insegnamento....
E volete che vada a prendere l'MPLAB, o i'IDE di Atmel ?
La formazione, MANCA la formazione! ...
E se permettete (senza non si va da nessuna parte) la PASSIONE per questo meraviglioso mondo che ruota attorno all'elettrone (altro cappello, grazie)
Passione, ragazzi, PASSIONE ! E tanta BUONA VOLONTA'
Bye
Ser.Tom1
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Ianero ha scritto:Io ho sempre saputo che ATMel Studio è solo per Windows,
Parli di IDE ? Come utente LInux mi basta un un ottimo editor di testo come Vim e delle complesse regole per i Makefile per fare praticamente tutto.
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La mia opinione,
TardoFreak, è che molti degli interventi precedenti hanno ribadito la stessa cosa. Molti giovani non sanno da dove iniziare. A volte, un tutorial o una guida ben fatta potrebbero indirizzare bene chi inizia ma spesso, forse per pigrizia, forse perché è la moda o chissà.
Riporto la mia esperienza. Ho iniziato con i PIC perché per lavoro mi ci sono trovato a doverli programmare. O meglio, mi dovevo limitare (all'inizio) a caricare dei file hex sui target (cheppalle!).
Poi è giunta la curiosità. Pur esistendo le demo board (non son poi così vecchio
) ho iniziato a progettarmi qualcosa di mio, di "finito" e non di generico, qualcosa che avesse un senso, un'applicazione, insomma! Avevo la fortuna che il programmatore era presente in azienda e per almeno un annetto ho potuto usare il mitito PicStartPlus "a scrocco", nella pausa pranzo, insieme al mio collega Marco (anche se lui aveva a casa il suo PicStartPlus, preso dalla scrivania del padre
). Nel 2003 in azienda abbiamo acquistato ICD2 perché iniziavamo a migrare ai PIC16F con programmazione ICSP. Viste le potenzialità, non ho esitato: me lo sono acquistato, nel dicembre 2003. Il mio primo ICD2! Una vera goduria! Me lo sono tenuto, come compagno di lavoro, fino al 2010, quando sono passato a ICD3..
Oggi è forse troppo facile, con arduino et simila. Ma tant'è!
Ciao.
Paolo.
P.S. Grazie
matteoDL per la citazione 
Riporto la mia esperienza. Ho iniziato con i PIC perché per lavoro mi ci sono trovato a doverli programmare. O meglio, mi dovevo limitare (all'inizio) a caricare dei file hex sui target (cheppalle!).
Poi è giunta la curiosità. Pur esistendo le demo board (non son poi così vecchio
Oggi è forse troppo facile, con arduino et simila. Ma tant'è!
Ciao.
Paolo.
P.S. Grazie
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Paolino
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Mi vien da aggiungere a quanto già detto che forse quello che manca a molti è una VERA curiosità che è quella che poi spinge a fare le cose per proprio conto per vedere dove si va a finire. E' una condizione che capisco perfettamente in quanto anch'io tutto sommato, mi trovo alle volte a "subire" della tecnologia di cui non me ne frega un beneamato ma che, anche sotto la spinta dell'ambiente sono costretto a usare. Un esempio per tuttI, il cellulare che io tendo a usare (e userò fin che campo) esattamente come un telefonastro qualsiasi con in più la possibilità di mandare messaggini che è l'unica novità rispetto al telefono solo audio "antico" di cui me ne frega qualcosa.
Con i "giovani arduinisti" non c'entra molto ma al fondo l'atteggiamento mentale è lo stesso: i ragazzi forse se ne interessano perché è l'ambiente che gli chiede di interessarsene e non perché li attiri veramente. Un po' come a me, ai tempi in cui mi sono fatto la patente: non me ne fregava un tubo di guidare ma mi son sforzato di prenderla perché, in quel momento, mi sarebbe potuta servire. Stop.
Ci sono delle cose che si fanno per dovere (e si fanno alla bell'é meglio) e cose che si fanno perché ci si diverte da matti a farle. Ed è qui che la gente si scatena sul serio: il lavoro in questo caso diventa solo una scusa per giocare!
Ciao
Piercarlo
Con i "giovani arduinisti" non c'entra molto ma al fondo l'atteggiamento mentale è lo stesso: i ragazzi forse se ne interessano perché è l'ambiente che gli chiede di interessarsene e non perché li attiri veramente. Un po' come a me, ai tempi in cui mi sono fatto la patente: non me ne fregava un tubo di guidare ma mi son sforzato di prenderla perché, in quel momento, mi sarebbe potuta servire. Stop.
Ci sono delle cose che si fanno per dovere (e si fanno alla bell'é meglio) e cose che si fanno perché ci si diverte da matti a farle. Ed è qui che la gente si scatena sul serio: il lavoro in questo caso diventa solo una scusa per giocare!
Ciao
Piercarlo
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Ringrazio tutti per gli interventi, sono molto illuminanti e mi fanno pensare.
A questo punto sarebbe interessante sapere quale sarebbe l' ipotetico micro ideale,il meglio per chi si avvicina per la prima volta a questo modo.
Poi proseguirà con quello che c' è sulla piazza ma sarebbe interessante sapere quali dovrebbero essere le caratteristiche dell' entry level.
Voglio dire: ad un neofita interessa veramente che il micro si possa programmare in ANSI-C oppure gli basterebbe anche solo un assembly semplificato ma di facile comprensione?
E' meglio un micro con quattro periferiche delle balle piuttosto che una bestiolina con più o meno tutto?
Preferirebbe un IDE potente od un qualcosa che gli permetta di accendere un LED senza troppi casini?
Nel neolitico superiore i personal computer si programmavano in BASIC intepretato, non compilato, avevano l' interprete che funzionava subito all' accensione (ricordo il PET, il NASCOM, APPLE II, il TRS-80 e compagnia cantante).
Era forse un buon inizio?
Sarebbe oggi ancora un buon inizio perché improntato sulla semplicità?
Lo chiedo a voi perché, per una serie di motivi, dopo tanti anni di lavoro su questo oggetti mi mi riesce difficile immaginare.
Paolino ha scritto:... molti degli interventi precedenti hanno ribadito la stessa cosa. Molti giovani non sanno da dove iniziare...
A questo punto sarebbe interessante sapere quale sarebbe l' ipotetico micro ideale,il meglio per chi si avvicina per la prima volta a questo modo.
Poi proseguirà con quello che c' è sulla piazza ma sarebbe interessante sapere quali dovrebbero essere le caratteristiche dell' entry level.
Voglio dire: ad un neofita interessa veramente che il micro si possa programmare in ANSI-C oppure gli basterebbe anche solo un assembly semplificato ma di facile comprensione?
E' meglio un micro con quattro periferiche delle balle piuttosto che una bestiolina con più o meno tutto?
Preferirebbe un IDE potente od un qualcosa che gli permetta di accendere un LED senza troppi casini?
Nel neolitico superiore i personal computer si programmavano in BASIC intepretato, non compilato, avevano l' interprete che funzionava subito all' accensione (ricordo il PET, il NASCOM, APPLE II, il TRS-80 e compagnia cantante).
Era forse un buon inizio?
Sarebbe oggi ancora un buon inizio perché improntato sulla semplicità?
Lo chiedo a voi perché, per una serie di motivi, dopo tanti anni di lavoro su questo oggetti mi mi riesce difficile immaginare.
Nel data sheet si trova tutto. Anche gli errori.
"La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
"Parla soltanto quando sei sicuro che quello che dirai è più bello del silenzio".
SANGON
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"Parla soltanto quando sei sicuro che quello che dirai è più bello del silenzio".
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TardoFreak
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TardoFreak ha scritto:A questo punto sarebbe interessante sapere quale sarebbe l' ipotetico micro ideale,il meglio per chi si avvicina per la prima volta a questo modo.
Se parliamo di PIC, io ho cominciato con il 16F887A, in Assembly. OK che è quello che il nostro professore di digitale ci mise in mano con tanto di demo board costruita da lui, però devo dire che mi sono trovato veramente bene. Ha abbastanza periferiche interne per mettere mano e fare la giusta pratica..
Per gli AVR direi anche un ATmega328 o simili, diciamo non troppo complessi da configurare etc..
L'importante infine è, a mio parere, capire come usarli e poi da lì, si ingrana la quarta. Il datasheet è poi sempre sacro.. :)

RTFDS
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