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LED alimentato a 230 V

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[71] Re: LED alimentato a 230 V

Messaggioda Foto UtentePietroBaima » 14 nov 2017, 10:53

Lanci ha scritto:Poi c'è sempre la vecchia spia al neon, non dimentichiamocela. :ok:

Con quelle ci facevo gli oscillatori a rilassamento, con la spia che lampeggiava :lol:
Bei tempi, con 1 ponte, una resistenza, un condensatore e la spia al neon...
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[72] Re: LED alimentato a 230 V

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 14 nov 2017, 17:42

SediciAmpere ha scritto:..Invece non metterei il condensatore in parallelo al led, perché se per qualche motivo il led si interrompesse, il condensatore si caricherebbe con la tensione di rete

Direi che invece è necessario, se no si torna al circuito precedente: è grazie a quel condensatore che si elimina il problema della in-rush current dell'altro condensatore che altrimenti circolerebbe nel led, così si può ridurre il valore della resistenza in serie all'ingresso, quindi la dissipazione di potenza.

Non mi pare si caricherebbe alla tensione di rete se si interrompesse il led, se non sbaglio, ipotizzando che uno dei due diodi rimanesse collegato, si caricherebbe ad un valore di tensione che dipenderebbe dal rapporto di quelli dei due condensatori, quindi molto più basso perché, per motivi vari, conviene che quel rapporto non sia basso.
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[73] Re: LED alimentato a 230 V

Messaggioda Foto UtentePietroBaima » 14 nov 2017, 20:10

BrunoValente ha scritto:Non mi pare si caricherebbe alla tensione di rete se si interrompesse il led, se non sbaglio, ipotizzando che uno dei due diodi rimanesse collegato, si caricherebbe ad un valore di tensione che dipenderebbe dal rapporto di quelli dei due condensatori, quindi molto più basso perché, per motivi vari, conviene che quel rapporto non sia basso.


Se si interrompe uno solo dei due diodi e l'altro restasse vivo, ci sarebbe sempre la tensione di zener in inversa di quel diodo, che, ho visto, per un LED rosso (old fashion) è di ben una ottantina di volt...

Ammesso che un LED si guasti in circuito aperto e non in corto circuito, cosa che non so, ma posso sempre fare qualche prova :mrgreen:

A propos, Bruno, tu sai come si comporta un LED quando defunge?
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[74] Re: LED alimentato a 230 V

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 14 nov 2017, 21:17

A livello visivo diventa un DED. :mrgreen:
Nel data sheet si trova tutto. Anche gli errori.
"La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
"Parla soltanto quando sei sicuro che quello che dirai è più bello del silenzio".
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[75] Re: LED alimentato a 230 V

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 15 nov 2017, 22:08

PietroBaima ha scritto:A propos, Bruno, tu sai come si comporta un LED quando defunge?

I led piccoli è raro trovarli defunti, a me è capitato poche volte e sempre per averli trattati male, non per vecchiaia ma mi pare preferiscano morire andando in corto, quelli di qualche watt invece mi è capitato di trovarli aperti.

Credo si possa procedere al dimensionamento del circuito senza tener conto dell'eventuale apertura di uno dei led e comunque sicuramente conviene scegliere un rapporto di partizione dei due condensatori piuttosto alto in modo che, se anche dovesse accadere, la tensione su quello che resta in vita non salga oltre una decina di volt.
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[76] Re: LED alimentato a 230 V

Messaggioda Foto UtenteLanci » 16 nov 2017, 9:51

In un utilizzo come spia 220 V 24/24 un led è più delicato per le scariche di extra tensione (temporali) più che per guasti a se stesso o a componenti eventualmente impiegati.

Molto tempo fa, ero poco più di un bambino a casa dei miei avevo fatto un lampeggiatore a LED, doveva indicare se la luce esterna nel cortile era accesa, una lampadina al neon non ci stava nel frutto e i led lampeggianti erano ancora fantascienza, per cui avevo fatto un semplice circuito con diac, condensatore e classico led rosso di 30 anni fa (In effetti mi sa che sono 10 in più).
Da allora non è mai stato toccato e da allora fino ad oggi viene usato ogni notte, incredibile O_/
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[77] Re: LED alimentato a 230 V

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 16 nov 2017, 10:39

riguardo le rotture, la mia esperienza è che i LED bianchi ultraluminosi (da 20, 50mA o più) quando si rompono quasi sempre diventano un "circuito aperto".

Parlo di rotture per surriscaldamento (abbastanza comuni) o comunque per tensione diretta.

Sono LED che raggiungono potenze elevate parallelando internamente diversi chip, e mi è capitato anche di vederne con bruciature evidenti ma ancora funzionanti: 1 o 2 chip su 3 bruciati, i sopravvissuti continuano a funzionare ma a corrente più elevata e sono destinati a fare una brutta fine in poco tempo
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[78] Re: LED alimentato a 230 V

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 16 nov 2017, 18:02

Così mi pare possa andare



Conti spannometrici: in tutto dovrebbe consumare poco più di 0.1W, dalla rete dovrebbe assorbire circa 16mA quasi completamente reattivi e la corrente complessiva nei due led dovrebbe avere un valore efficace di circa 10mA.

6uF è un valore scomodo ma credo si possano utilizzare senza problemi due elettrolitici da 12uF collegati in anti-serie.

In questo modo la corrente nei led non dovrebbe crescere con la frequenza, anzi dovrebbe diminuire, quindi eventuali fronti di tensione presenti nella rete non dovrebbero essere un problema.
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[79] Re: LED alimentato a 230 V

Messaggioda Foto Utenteabusivo » 16 nov 2017, 18:27

BrunoValente ha scritto:...6uF è un valore scomodo...

Da quanti VL?
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[80] Re: LED alimentato a 230 V

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 16 nov 2017, 20:35

La tensione alternata ai capi del condensatore da 6uF dovrebbe essere di circa 10V di picco, quindi due condensatori da 12uF 25V dovrebbero andare bene.
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