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Sistema educativo britannico

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[11] Re: Sistema educativo britannico

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 5 feb 2017, 13:55

Ianero ha scritto:Infatti secondo me (ripeto, la mia piccola opinione) dovrebbe essere:

insegnamento = scrivere buoni libri e saper indirizzare verso la scelta di buoni libri + rispondere alle domande post studio personale

e non parlare ad una classe.
lo puoi ritenere un approccio più che idoneo a te stesso, ma non lo puoi caratterizzare come insegnamento, perché non lo è.

Saluti
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[12] Re: Sistema educativo britannico

Messaggioda Foto UtenteIanero » 5 feb 2017, 15:44

Capisco :)
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[13] Re: Sistema educativo britannico

Messaggioda Foto Utentedeltax » 10 mar 2017, 10:13

cicciob90 ha scritto:Sarò l'unico ad andare contro corrente ma ... il nostro sistema è uno dei migliori... O_/

non voglio dubitare di quello che dici, ma secondo me sei stati "fortunato" o hai preso casi limitati.
Generalmente, cinesi e indiani spaccano i culi. Magari non tutti hanno un intelligenza laterale spiccata, ma conmpensano lavorando 20 ore al giorno di fila (per lavorare in questo frangente intendo a livello intellettuale). Senza considerare tutti gli americani, inglesi, svizzeri e nord europei che si trovano a studiare nelle migliori università del mondo e a fare lezioni con premi nobel. Da noi, giusto per fare un esempio, ti mettono a imparare a memoria le euqazioni di Maxwell scritte 150 anni fa e a fine corso non sai fare un matching. Sai a menadito le equazioni del mosfet ma non sai progettare un amplificatore.
Secondo me la questione dell'intelligenza degli italiani è AMPIAMENTE sopravvalutata. Se avesse un fondamento, avremmo un numero relativamente alto di premi nobel e di scienziato, magari anche all'estero (volendo imputare la colpa a bassi finanziamenti di ricerca in Italia). E infatti i pochi scienziati validi che abbiamo stanno altrove. Il problema è che se guardi il rapporto Nobel/popolazione siamo dietro a praticamente tutti i paesi civilizzati: lontani anni luce da USA e UK, dietro anche a Germania e Francia. E parlo di Nobel di italiani, indipendentemente da quale università lavorano.
Quindi smettiamola co sta menata che il nostro sistema scolastico/universitario, per quanto universalmente considerato anacronistico, genera buoni professionisti e scienziati. Dal lato professionale, un inglese qualsiasi che entra a 23 anni nell'industria spacca il culo a un 30enne italiano che esce dall'università senza la minima idea del mondo del lavoro; e c'è sempre un cinese o un indiano che è cresciuto nell'ultracompetizione e nella povertà che ha fame di emanciparsi. Insieme quei popoli fanno quasi metà della popolazione mondiale. Dal lato scientifico, troverai gli americani con le loro top university che ti spaccano il culo. Nella mia università le slide di microelettronica sono uguale da 15 anni.
Ho capito che siamo italiani, ma smettiamola di attribuirci meriti che non abbiamo...al massimo continuiamo a vantarci della cucina e della moda, cosa in cui siamo veramente i primi.
Ultima modifica di Foto UtenteWALTERmwp il 10 mar 2017, 12:07, modificato 1 volta in totale.
Motivazione: Ridotta citazione, la sua completa integrazione è inutile.
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[14] Re: Sistema educativo britannico

Messaggioda Foto Utentecicciob90 » 10 mar 2017, 17:07

deltax ha scritto:Generalmente, cinesi e indiani spaccano i culi.

Stiamo parlando di popolazioni che assieme passano i 2 miliardi e 500 milioni di abitanti contro i 60 mln di italiani. Fatta queste breve premessa, spesso frequento un gruppetto di ragazzi indiani che studiano qui, nella mia stessa facoltà, sono una quindicina, e non se ne salva uno. Il migliore dei loro è come il peggiore dei nostri (didatticamente parlando). Vuoi la lontananza, vuoi la differenza culturale,vuoi la differenza nella didattica o la difficoltà nell'integrarsi, ma non sanno niente. "Lacune che se applichi una minima ddp creano correnti mostruose" e bada bene che non è una mia impressione, ma i professori rimangono basiti dalle loro carenze! mi hanno spiegato che lì da loro è tutto differente, esami a crocette, caos, professori disinteressati, da come mi hanno descritto sembrano classi di scuole superiori con un professore ogni 300 alunni, quelli che emergono è perché sono delle vere menti, gli altri sono persone normali... Poi hai considerato americani, svizzeri nord europei che studiano nelle migliori università europee, secondo me sbagli proprio termine di paragone, io sono un laureando medio-basso livello, comparandomi con uno del mio stesso livello nord europeo, svizzero, americano o cinese gli spacco il culo, non perché mi sento figo, ma perché le eq. di Maxwell per imparare a dimostrarle probabilmente mi hanno insegnato cosa significhi sbatterci, affrontare un problema, fare un'analisi complessa... Mi piace pensare che tutte quelle menate sull'eq di continuità, sui diodi, sulla giunzione pn, sui flussi concatenati, sulle fem indotte, lenz , ampere, gauss, eq differenziali, sistemi del secondo ordine, serie di fourier, trasformate di Laplace, piccolo segnale, risonanza ecc... ecc... ecc... ecc... alla fine servano a qualcosa! Altrimenti abbiamo sbagliato tutto. Il discorso diciamo che si è allontanato dal tema centrale. Io volevo dire che mediamente il laureato medio italiano spacca il culo al laureato medio estero. Tornando al discorso di prima, quanto costa studiare negli states o nelle università più blasonate, e quanto costa studiare in italia? e poi non ho dati alla mano, ma ti assicuro che nonostante i tagli alla ricerca l'italia si difende bene, ma guardiamoci dal fatto di non mischiare ricerca e didattica. Nella ricerca paghiamo pegno a causa di politiche sbagliate, nella didattica ancora comandiamo, spero!
Secondo me la questione dell'intelligenza degli italiani è AMPIAMENTE sopravvalutata. Se avesse un fondamento, avremmo un numero relativamente alto di premi nobel e di scienziato, magari anche all'estero (volendo imputare la colpa a bassi finanziamenti di ricerca in Italia). E infatti i pochi scienziati validi che abbiamo stanno altrove. Il problema è che se guardi il rapporto Nobel/popolazione siamo dietro a praticamente tutti i paesi civilizzati: lontani anni luce da USA e UK, dietro anche a Germania e Francia. E parlo di Nobel di italiani, indipendentemente da quale università lavorano.
potresti darmi le fonti di ciò che affermi? Sarei interessato.
Sul fatto che ci fanno studiare cose inutili mi trovi d'accordo solo in parte, quando usciremo dall'università non spremo fare nulla, e in compenso avremo dimenticato anche le equazioni di Maxwell... Ma forse e sottolineo forse ci avranno insegnato a studiare, imparare a progettare un amplificatore credo che sarà un giochetto da ragazzi, considerando che siamo riusciti ad imparare a dimostrare tutte quelle cose che ho elencato prima. Poi boh.... quel mio amico in irlanda dice che sono una decina di ingegneri, tutti italiani, persino il capo!
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[15] Re: Sistema educativo britannico

Messaggioda Foto Utentedeltax » 10 mar 2017, 17:29

cicciob90 ha scritto:
Stiamo parlando di popolazioni che assieme passano i 2 miliardie e 500 milioni di abitanti contro i 60 mln di italiani. Fatta queste breve premessa, spesso frequento un gruppetto di ragazzi indiani che studiano qui, nella mia stessa facoltà, sono una quindicina, e non se ne salva uno, il migliore dei loro, è come il peggiore dei nostri (didatticamente parlando). Vuoi che sia la lontananza, la differenza culturale, la differenza nella didattica, la difficoltà nell'integrarsi, mettiamoci quello che vuoi... Ma mi hanno spiegato che lì da loro è tutto differente, esami a crocette, caos, metodi di studio inesistenti, professori disinteressati, da come mi hanno descritto, quelli che emergono è perché sono delle vere menti, gli altri sono persone normali...

l'ho anche detto io che cinesi e indiano insieme fanno quasi mezza popolazione mondiale. Ed è proprio per questo che spaccano i culi: probabilisticamente, troverai sempre un indiano o un cinese che ti fotterà nello STEM. Di sicuro però non verrà a fotterti il lavoro in Italia, al massimo appunto se ne va in USA , UK o altrove dove, se può sostenere le rette, una volta assunto avrà uno stipendio dieci volte quello italiano. Lo sapevi che in alcune università USA hanno dovuti mettere un tetto più alto ai test di ingresso per gli stranieri altrimenti gli studenti sarebbe stati a maggioranza cinese? Facciamo due domande sul perché. Poi a parte che sono tanti, come dicevo prima hanno fame...già i genitori gli inculcano la cultura di studiare come matti per empanciparsi, e sanno anche che puntare sullo STEM conviene. In Italia abbiamo ancora genitori convinti che fare Giurisprudenza o ingegneria civile sia una buona scelta. Lungimiranza 0! (anzi direi semplice visione della realtà dei fatti).
cicciob90 ha scritto: Poi hai considerato americani, svizzeri nord europei che studiano nelle migliori università europee, secondo me sbagli proprio termine di paragone,

il caso USA è un caso a parte, con il debit loan e tutto il resto, ma per esempio in Germania e nei paesi del nord europa l'università è gratis. E con gratis non in senso lato come in italia, dove le borse di studio poi coprono meno della metà dei beneficiari.

cicciob90 ha scritto: io sono un laureando medio-basso livello, comparandomi con uno del mio stesso livello nord europeo, svizzero, americano gli spacco il culo, non perché mi sento figo, ma perché le eq. di Maxwell per imparare a dimostrarle probabilmente mi hanno insegnato cosa significhi sbatterci, affrontare un problema, fare un'analisi complessa... Mi piace pensare che tutte quelle menate sull'eq di continuità, sui diodi, sulla giunzione pn, sui flussi concatenati, sulle fem indotte, lenz , ampere, gauss, eq differenziali, sistemi del secondo ordine, serie di fourier, trasformate di Laplace, piccolo segnale, risonanza ecc... ecc... ecc... ecc... alla fine servano a qualcosa! Altrimenti abbiamo sbagliato tutto. Il discorso diciamo che si è allontanato dal tema centrale. Io volevo dire che mediamente il laureato medio italiano spacca il culo al laureato medio estero.

non ti conosco, potresti essere tranquillamente più bravo dello studente medio che studia nelle top universities europee. Ma permettimi di dire che l'affermazione ha valenza statistica 0. Devi andare a confrontare quanto è perfomante lo studente italiano medio e confrontarlo con gli altri. Come si misura la performance? Credo non si possa misurare. Si possono misurare però altre cose, che purtroppo da sole non danno un indicazione sulla performance, perché tengono conto di altri fattori. Ad esempio il ranking delle università mondiale, dove l'Italia suca di brutto (ai primo posto tra le europee abbiamo Cambridge, Oxofrd e l'ETH); abbiamo poi gli stipendi impietosi, ma per quello esistono altri fattori da tenere in considerazione. Infine, puoi considerare anche l'orario lavorativo: in germania si lavora mediamente 28 ore settimanali, in italia 41. Questo è sicuramente un indice di produttività.
Quel tuo "mi piace pensare che..." è dovuto solo all'immane sforzo che tu (ed io, e gli altri) abbiamo fatto per imparare quelle cose in QUEL modo. Il tuo cervello si sforza, non accetta di pensare che quel metodo è inutile e inefficiente. Ciò non toglie che possano esistere metodi migliori per imparare le stesse cose, meglio, nello stesso tempo. Qui non si tratta di dire che chi fa più teoria alla fine ha più pensiero laterale di chi non la fa; paradossalmente, perdere moltissimo tempo a memorizzare informazioni priva il tempo di cercare di capirne davvero il senso di tali informazioni. Teoricamente i professori dovrebbero bocciare chi non capisce il senso delle nozioni, ma in realtà così ci troveremmo un decimo dei laureati attuali (che già è il più basso d'europa).
cicciob90 ha scritto: Tornando al discorso di prima, quanto costa studiare negli states o nelle università più blasonate, e quanto costa studiare in italia? e poi non ho dati alla mano, ma ti assicuro che nonostante i tagli alla ricerca l'italia si difende bene, ma guardiamoci dal fatto di non mischiare ricerca e didattica. Nella ricerca paghiamo pegno a causa di politiche sbagliate, nella didattica ancora comandiamo, spero!

secondo quali dati, secondo quali confronti nella didattica comandiamo? Come dicevo prima, studiare è gratis nella maggior parte delle nazioni del nord europa. In america esiste il debit loan che se azzecchi carriera lo estingui rapidamente (in ogni caso non li difendo, per me è un sistema orribile come tante cose USA, ma questo è un altro discorso).
cicciob90 ha scritto:potresti darmi le fonti di ciò che affermi? Sarei interessato.
Sul fatto che ci fanno studiare cose inutili mi trovi d'accordo solo in parte, quando usciremo dall'università non spremo fare nulla, e in compenso avremo dimenticato anche le equazioni di Maxwell... Ma forse e sottolineo forse ci avranno insegnato a studiare, imparare a progettare un amplificatore credo che sarà un giochetto da ragazzi, considerando che siamo riusciti ad imparare a dimostrare tutte quelle cose che ho elencato prima. Poi boh.... quel mio amico in irlanda dice che sono una decina di ingegneri, tutti italiani, persino il capo!

la fonte la trovi dapertutto, cerca il numero di Nobel per nazione e fai il rapporto con la popolazione di tale nazione. Per un confronto veloce, considera per esempio che la popolazione italiana è simile a quella UK e Francese ed è circa 1/5 di quella Americana. Cerca il numero dei nobel e fai le proporzioni.
La tua assunzione che chi ingurgita milioni di dimostrazioni a memoria sarà poi anche un buon progettista la trovo completamente senza fondamento. E' da anni che posti migliori affermano di lavorare in maniera più intelligente, non di più.
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[16] Re: Sistema educativo britannico

Messaggioda Foto UtenteSven » 10 mar 2017, 18:16

Ianero ha scritto:Sarà, ma io ho sempre pensato e continuo a pensare che studiare da soli per i fatti propri è il massimo, sia come apprendimento reale che come soddisfazione.
Secondo la mia piccola opinione i professori dovrebbero esistere solo per rispondere a domande che sorgono post studio personale.

Quoto: il più possibile autodidatti, in una libera rete di saperi condivisi e solidali... :cool: :idea:

Poi, IMHO (YMMV), la mente umana dovrebbe essere molto più una RAM che un hard disk: quindi, non accumulare per forza nozioni fini a se stesse, ma fare le cose "al volo", se e quando possibile. (Lo diceva anche Einstein, sebbene in termini leggermente diversi...)
Ultima modifica di Foto UtenteSven il 10 mar 2017, 18:59, modificato 4 volte in totale.
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[17] Re: Sistema educativo britannico

Messaggioda Foto Utentelillo » 10 mar 2017, 18:41

Sven ha scritto:Quoto: il più possibile autodidatti, in una libera rete di saperi condivisi e solidali...

io quoto meno, e sono d'accordo con Foto UtenteDirtyDeeds.
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[18] Re: Sistema educativo britannico

Messaggioda Foto UtenteDirtyDeeds » 10 mar 2017, 21:47

Foto Utentedeltax, non mi ricordo se te l'ho già detto in altre occasioni, ma tu hai un'idea veramente distorta dell'educazione mondiale, in tutti i sensi. E l'unico a rimetterci da questa visione distorta sarai tu stesso.
It's a sin to write sin instead of \sin (Anonimo).
...'cos you know that cos ain't \cos, right?
You won't get a sexy tan if you write tan in lieu of \tan.
Take a log for a fireplace, but don't take log for \logarithm.
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[19] Re: Sistema educativo britannico

Messaggioda Foto UtentePietroBaima » 10 mar 2017, 22:04

DirtyDeeds ha scritto:Foto Utentedeltaxtu hai un'idea veramente distorta dell'educazione mondiale, in tutti i sensi. E l'unico a rimetterci da questa visione distorta sarai tu stesso.


Foto Utentedeltax, tu non hai la più pallida idea di quanto le parole che ho citato qui sopra siano importanti per te.
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[20] Re: Sistema educativo britannico

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 11 mar 2017, 1:00

@deltax, avevo già espresso la mia opinione sull'esternazione delle tue e, anche in questa circostanza, non scriverei qualcosa di diverso.
Comunque, per quant'io sia abbastanza ignorante, nel [15] colgo contraddizioni e affermazioni ad effetto più provocatorie che circostanziate, ma è un mio parere.
Il contesto italiano, sopratutto quello didattico, credo meriterebbe altre considerazioni, in verso positivo.

Saluti
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