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Modifica ad un impianto esistente - scelta interruttore MTD

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[1] Modifica ad un impianto esistente - scelta interruttore MTD

Messaggioda Foto UtenteFranco012 » 27 ago 2017, 21:42

Nella palazzina condominiale in cui abito (6 appartamenti su tre piani), una ditta abilitata ha recentemente eseguito un lavoro di modifica/ampliamento dell'impianto elettrico esistente, consistente nella realizzazione di 6 linee di alimentazione elettrica (una per ogni appartamento) che, partendo da singoli contatori, portano l'alimentazione a sei locali a piano terra, adibiti a cantina, che inizialmente erano alimentati da un'unica linea attestata al contatore condominiale. La ditta ha pertanto scollegato la linea originale dal contatore condominiale e, aggiungendo i cavi necessari, ha utilizzato i tubi corrugati sotto intonaco/pavimento originali e le scatole di derivazione originali, ponendo a valle di ciascuno dei 6 contatori un interruttore magnetotermico differenziale, posizionato nelle vicinanze dei contatori nell'apposito locale. Da ciascun interruttore MTD si diparte poi una linea che raggiunge il locale cantina di ciascun condòmino. E' stata aggiunta una canaletta esterna in plastica per portare i collegamenti di andata e ritorno ai 6 interruttori MTD in posizione facilmente accessibile per gli utenti.
In particolare:
  • è stato utilizzato cavo da 2,5 mmq di sezione per fase, neutro e terra;
  • la fase e il neutro sono stati collegati direttamente ai morsetti del contatore, dove già sono presenti la fase e il neutro che vanno a ciascun appartamento (1°, 2° e 3° piano);
  • la lunghezza della tratta tra ciascun contatore e il rispettivo interruttore MTD non supera i 3 metri;
  • la distanza tra l'interruttore MTD e la cantina varia da 5 a 15 metri circa, a seconda della distanza dalla cantina;
  • l'interruttore MTD ha potere d'interruzione di 4,5 kA, il magnetotermico è da 10 A, il differenziale è da 30 mA, caratteristica di funzionamento tipo "AC".
  • Il locale non è a maggior rischio in caso di incendio.
E' stata rilasciata la dichiarazione di conformità dell'impianto (non l'ho vista, ma l'amministratore del condominio dice di averla ricevuta).

Leggendo la norma CEI 0-21 (con gli aggiornamenti di settembre 2014) ho rilevato questi due fatti:
  • dal contatore dovrebbero partire un solo filo per la fase ed uno per il neutro, non due coppie collegate insieme (paragrafo 7.4.4);

    Norma CEI 0-21 - paragrafo 7.4.4.png
    Norma CEI 0-21 - paragrafo 7.4.4
  • l'interruttore MTD dovrebbe avere un potere d'interruzione di 6,0 kA, e non di 4,5 kA (paragrafo 5.1.3), trattandosi di impianto realizzato dopo il 2012:

    Norma CEI 0-21 - paragrafo 5.1.3.png
    Norma CEI 0-21 - paragrafo 5.1.3
La protezione dal cortocircuito nel tratto contatore-interruttore MTD dovrebbe invece essere garantita dal fatto che i fili sono tutti sotto traccia, oppure in scatole di derivazione murate, oppure in canaletta isolante, oltre che dal fatto che la lunghezza complessiva del tratto non supera i 3 metri e il luogo non è a maggior rischio d'incendio (paragrafo 7.4.6.1).

Norma CEI 0-21 - paragrafo 7.4.6.1 .png
Norma CEI 0-21 - paragrafo 7.4.6.1

Le domande che pongo sono queste:
  1. sono esatte le considerazioni che ho fatto?
  2. si può dire che l'impianto sia comunque realizzato a regola d'arte, anche se difforme in qualche punto dalla norma tecnica?
  3. posso sostituire il magnetotermico differenziale esistente con uno avente uguali caratteristiche, ma con potere d'interruzione di 6,0 kA senza "invalidare" la DI.CO. rilasciata?
  4. dal punto di vista "pratico" della sicurezza, posso lasciare tutto come sta?
  5. ci sono altri problemi che mi sfuggono? (rilevabili dagli elementi che ho riportato).
Ringrazio chi mi potrà dare qualche risposta.
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[2] Re: Modifica ad un impianto esistente - scelta interruttore

Messaggioda Foto Utenteattilio » 28 ago 2017, 7:01

il mio parere è che seppure non rispettando la normativa il lavoro può considerarsi a regola d'arte

la dichiarazione di conformità non dovrebbe riportare la spunta sulla casella "applicata normativa tecnica etc.."
e sarebbe corretto (anche se utopistico) che l'installatore avesse chiesto ad enel il valore di Icc presunta al PdC

un adeguamento completo avrebbe necessitato dell'installazione di sotto quadri più grossi per ospitare i due DGL aventi caratteristiche idonee alla CEI 0-21

saluti
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[3] Re: Modifica ad un impianto esistente - scelta interruttore

Messaggioda Foto UtenteGeneralsolar » 28 ago 2017, 7:19

Franco012 ha scritto:dal contatore dovrebbero partire un solo filo per la fase ed uno per il neutro, non due coppie collegate insieme (paragrafo 7.4.4)


Condivido.

Franco012 ha scritto:'interruttore MTD dovrebbe avere un potere d'interruzione di 6,0 kA, e non di 4,5 kA (paragrafo 5.1.3), trattandosi di impianto realizzato dopo il 2012


Questa questione fa sempre discutere. A mio parere i valori del potere d'interruzione degli interruttori, leggendo anche vari articoli di TNE, devono essere adeguati alla nuova CEI 0-21 solo in caso di aumento della potenza disponibile in prelievo. Tuttavia, dato la bassa differenza di prezzo degli interruttori da 6kA con quelli da 4,5kA, credo che sia ragionevole adeguarla. Io personalmente, in caso di modifiche o ampliamenti degli impianti elettrici esistenti, prendo sempre in considerazione i nuovi valori della CEI 0-21, ma ti ripeto che è una mia scelta progettuale. Sarebbe interessante conoscere altri pareri a riguardo dei nostri colleghi.

Franco012 ha scritto:La protezione dal cortocircuito nel tratto contatore-interruttore MTD dovrebbe invece essere garantita dal fatto che i fili sono tutti sotto traccia, oppure in scatole di derivazione murate, oppure in canaletta isolante, oltre che dal fatto che la lunghezza complessiva del tratto non supera i 3 metri e il luogo non è a maggior rischio d'incendio (paragrafo 7.4.6.1).


Condivido.

Franco012 ha scritto:si può dire che l'impianto sia comunque realizzato a regola d'arte, anche se difforme in qualche punto dalla norma tecnica?


A mio parere NO, proprio perché DIFFORME ad alcuni punti della norma. Non si può dichiarare la conformità alla norma CEI 0-21 se non è rispettato, per esempio, l'articolo 7.4.4. Tuttavia la regola dell'arte può essere realizzata anche con sistemi o installazioni non conformi alle norme tecniche ma comunque giustificate e dimostrate.

Franco012 ha scritto:posso sostituire il magnetotermico differenziale esistente con uno avente uguali caratteristiche, ma con potere d'interruzione di 6,0 kA senza "invalidare" la DI.CO. rilasciata?

Sostituendolo con uno di caratteristiche uguali, ma potere d'interruzione maggiore fai un intervento migliorativo, quindi credo che non dovrebbero esserci problemi.

Franco012 ha scritto:dal punto di vista "pratico" della sicurezza, posso lasciare tutto come sta?

Personalmente modificherei il collegamento dal contatore agli interruttori in modo da avere una sola coppia di cavi e due DGL sotto contatore come previsto dalla normativa.
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[4] Re: Modifica ad un impianto esistente - scelta interruttore

Messaggioda Foto UtentePiero Azzoni » 28 ago 2017, 7:20

a volte le norme danno ANCHE indicazioni accessorie, in linea di massima è corretto seguirle perché migliorano ANCHE aspetti accessori dell'impianto, a volte perfino solo estetici
ma converrai che ai fini elettrotecnici, ai fini della sicurezza, ai fini ....., non cambia oggettivamente nulla
del resto le norme non dicono che derivandosi con un solo conduttore dai morsetti del contatore sia vietato alimentare due interruttori in parallelo senza mettere un "generale" sopra
ovvio che si deve sempre e comunque rispettare i dimensionamenti
per andare avanti nel discorso si dovrebbe prima spiegare quale sia la differenza tra le due architetture qui ipotizzate
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[5] Re: Modifica ad un impianto esistente - scelta interruttore

Messaggioda Foto Utenteattilio » 28 ago 2017, 8:29

Generalsolar ha scritto: Tuttavia la regola dell'arte può essere realizzata anche con sistemi o installazioni non conformi alle norme tecniche ma comunque giustificate e dimostrate.

infatti non trattandosi di nuova fornitura o aumento di potenza io esporrei in allegato alla conformità la verifica del dimensionamento per la protezione dalle sovracorrenti e il valore presunto di Icc al punto di consegna
altro non è dovuto

si tratterebbe di applicare il ragionamento elettrotecnico senza basarsi sui "dogmi" normativi [ovviamente sto esasperando il concetto]

diverso sarebbe se trattasi di nuovo impianto, in tal caso la CEI 0-21 non è solo una norma ma una Regola Tecnica di Connessione richiesta dal distributore e in quanto tale non derogabile
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[6] Re: Modifica ad un impianto esistente - scelta interruttore

Messaggioda Foto UtenteMike » 28 ago 2017, 8:31

Franco012 ha scritto:... una ditta abilitata ha recentemente eseguito un lavoro di modifica/ampliamento dell'impianto elettrico esistente, ...

La CEI 0-21 si applica a nuovi impianti o a complete ristrutturazioni (ovvero con interventi edilizi).
Ra) Se il riferimento normativo non è applicabile decade tutto quello a cui ci si riferisce.
Rb) Certo, la regola dell'arte è un obbligo di legge (L. 186/68) e la presunzione di conformità deriva dall'applicazione della normativa tecnica che non è obbligatoria. La norma CEI 0-21 è un'eccezione, è una norma tecnica che deriva da una legge e pertanto obbligatoria, infatti è una delle poche norme tecniche gratuite.
Rc) No, qualsiasi intervento che esula dalla manutenzione ordinaria modifica l'impianto esistente e pertanto chi esegue questi interventi ne diventa responsabile; mi spiego meglio, puoi sostituire l'interruttore MTD con uno analogo ma l'intervento annulla la responsabilità della precedente DICO su questo dispositivo e relativi collegamenti.
Rd) [*] dal punto di vista "pratico" della sicurezza, posso lasciare tutto come sta?
Re)
1. è stato utilizzato cavo da 2,5 mmq di sezione per fase, neutro e terra;
Da verificare la portata Iz e la tenuta al cortocircuito.
la fase e il neutro sono stati collegati direttamente ai morsetti del contatore, dove già sono presenti la fase e il neutro che vanno a ciascun appartamento (1°, 2° e 3° piano);

Se era così prima e non si applica la CEI 0-21 è legittimo.
la lunghezza della tratta tra ciascun contatore e il rispettivo interruttore MTD non supera i 3 metri;
Corretto.
la distanza tra l'interruttore MTD e la cantina varia da 5 a 15 metri circa, a seconda della distanza dalla cantina;
Può essere anche 1000 m, se i coordinamenti sono corretti la conduttura è protetta.
l'interruttore MTD ha potere d'interruzione di 4,5 kA, il magnetotermico è da 10 A, il differenziale è da 30 mA, caratteristica di funzionamento tipo "AC".
In teoria è corretto, in pratica lo dichiara l'installatore assumendosene la responsabilità.
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Se non sarebbe stato obbligatorio il progetto e quindi tutti questi problemi sarebbero stati risolti (forse) a monte.
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[7] Re: Modifica ad un impianto esistente - scelta interruttore

Messaggioda Foto UtenteFranco012 » 28 ago 2017, 18:17

Ringrazio per le risposte.
Penso che lascerò tutto com'è ora, anche considerando lo scarsissimo utilizzo del locale cantina, in cui attualmente c'è solo l'impianto di illuminazione (una lampadina che serve solo di notte - di giorno il locale è illuminato) e una presa da 10 A, utilizzata ancora meno della lampadina.
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[8] Re: Modifica ad un impianto esistente - scelta interruttore

Messaggioda Foto UtentePiero Azzoni » 28 ago 2017, 19:49

Foto UtenteGeneralsolar ha scritto:
Foto UtenteFranco012 ha scritto:posso sostituire il magnetotermico differenziale esistente con uno avente uguali caratteristiche, ma con potere d'interruzione di 6,0 kA senza "invalidare" la DI.CO. rilasciata?
Sostituendolo con uno di caratteristiche uguali, ma potere d'interruzione maggiore fai un intervento migliorativo, quindi credo che non dovrebbero esserci problemi
sicuro ???
facciamo il ragionamento
se ragioniamo solo sull'interruttore AVULSO DAL LUOGO OVE E' INSTALLATO si potrebbe dire che un int. con potere di interruzione da 6 kA è meglio di uno da 4,5, si potrebbe anche dire che uno da 35 kA è meglio ancora
ma noi non stiamo parlando di prodotti, stiamo parlando di scelte impiantistiche e, DI CONSEGUENZA, di prodotti specificatamente scelti per essere installati in un loco
ma se così è non possiamo prescindere da [poteri dire verificare, scegliere, ipotizzare, verificare, fai tu] quale sia la scelta migliore in quell'ambito
se la corrente di cto/cto fosse per esempio di 5,24535 kA non potrei parlare di "meglio", devo dire che l'int. da 4,5 kA non va bene
ma analizziamo la diversa ipotesi, immagina che la corrente di cto/cto sia di 3,28657 kA
quale è il miglior interruttore ?
partiamo dal concetto che ambedue genericamente vanno bene se ci accontentiamo
guardiamo le curve e ricordiamo che il cto/cto non è sempre franco, ANZI per la verità spesso non lo è, la sua corrente sarà una certa percentuale del valore che [arbitrariamente] ho ipotizzato
allora devo chiedermi se a fronte di un cto/cto per esempio di 1,0234 kA sia può pronto ad aprire E sia più probabile che apra "in fretta" il primo o il secondo

conclusione [mia personale]
nella mia ipotesi l'installazione di un interruttore con potere di interruzione da 4,5 kA è MEGLIO che non l'installazione di un interruttore da 6 kA
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