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Robinson Crusoe e la crisi

Topic show: società, politica, economia, filosofia, arte, scienze ecc.

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[11] Re: Robinson Crusoe e la crisi

Messaggioda Foto UtentePiero Azzoni » 9 set 2017, 15:19

chiedo umilmente scusa per il mio itagliano nella storia che ho raccontato
se ciavessi più tempo l'avrei scritta una prima volta poi corretta con oculatezza
l'ho scritta e l'ho riletta la prima volta appena è stata provata

accontentatevi O_/
spero che almeno il contenuto sia chiaro :mrgreen:
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[12] Re: Robinson Crusoe e la crisi

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 9 set 2017, 15:21

Piero Azzoni ha scritto:cazzo Walter !!!
hai approvato l'intervento secondario e non quello dove mi ero impegnato di più !?!
ecco, te l'ho approvato, meritava anche solo per la "prolissitudine" ... ma mettimi, per favore, ti prego, mettimi della punteggiatura e le vocali "giuste" così ché pure io, per quanto tonto, riesca a comprendere con l'esborso d'un minore impegno metabolico, grazie.

Saluti
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[13] Re: Robinson Crusoe e la crisi

Messaggioda Foto UtenteMike » 9 set 2017, 17:14

SerTom ha scritto:E altrettanto vero che cercare di ridurre l'enorme massa di evasione e, sopratutto, elusione ... è un obbligo civile oltre che morale !


«La frode fiscale non potrà essere davvero considerata alla stregua degli altri reati finché le leggi tributarie rimarranno vessatorie e pesantissime e finché le sottili arti della frode rimarranno l’unica arma di difesa del contribuente contro le esorbitanze del fisco».

«Non è male che il tentativo della Finanza di costringere tutti a pagare le altissime aliquote italiane incontri una vivace resistenza nei privati. Se questi si acquetassero, e pagassero senza fiatare, anche la Finanza si adagerebbe sulle alte quote, paga dei guadagnati allori. La frode persistente la costringe a riflettere se non le convenga di ridurre le aliquote per indurre i contribuenti a miglior consiglio o per scemare il premio della frode”.»

Luigi Einaudi scriveva queste parole sul Corriere della Sera del 22 settembre 1907
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[14] Re: Robinson Crusoe e la crisi

Messaggioda Foto UtentePiero Azzoni » 9 set 2017, 17:19

chi era luigi einaudi ??
un sovversivo strano che poi hanno messo in galera ??? :oops:

NO !
Luigi Einaudi fu Presidente della Repubblica
forse (non voglio entrare in politica e politicamente esprimere opinioni) IL Migliore !



..... giusto per chiarire .....
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[15] Re: Robinson Crusoe e la crisi

Messaggioda Foto UtenteMike » 9 set 2017, 17:23

Senza ombra di dubbio il migliore e che già nel 1907 aveva visto lungo! Fu l'unico governo liberale, per estrometterlo l'hanno nominato presidente della repubblica. Dopo di lui solo statalsocialismo e parassitismo.
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[16] Re: Robinson Crusoe e la crisi

Messaggioda Foto Utentecicciob90 » 9 set 2017, 19:18

ho letto la divertente storiella di mike, e quattro righe, non me ne voglia, della più fantasiosa versione del mitico piero.

Dovresti fare alcune considerazioni:
1) la realtà è ben più complessa di un isolotto con 4 dispersi. Ci sono società, per azioni ed srl, privati che si fanno il mazzo,braccianti, operai, imprenditori, professionisti, ecc.. ecc... Poi ci sono le fasce "più deboli" tra cui i malati, i bambini, gli anziani, portatori di handicap ecc... e poi ci sono i servizi : sanità (VACCINI OBBLIGATORI (mi dispiace, ma si, fattene una ragione)), strade, porti, ponti, aeroporti, infrastrutture varie, scuola, e aggiungici quello che vuoi. Aggiungici anche che la tassazione non è al 90%, ma prendiamola come un'iperbole, e aggiungi che se non paghi le tasse non puoi usufruire di tutti i servizi che ti ho elencato.
Questi servizi si pagano, si paga il personale, la manutenzione, oltre alla realizzazione. E come si pagano? con le tasse... (potremmo lamentarci sull'enorme sperpero di denaro pubblico, ma quella è un'altra storia)

2) nella storiella si da per assunto che l'unico a produrre e a pagare le tasse sia il povero robinson (che mi pare di capire che sia il tuo alter ego), ma si dimentica di dire che le tasse sono rapportate a quanto a produci.

3) hai citato le parole di un "economista" arthur laffer, che a mio avviso hanno la stessa valenza delle parole di un giulio tremonti qualunque, se non del meno apprezzato sgarbi nazionale.

4) hai anche citato il buon einaudi, in un articolo del 1907, quando ancora non esistevano ospedali, fabbriche, infrastrutture varie, mezzi di trasporto ecc.. (ovviamente dico che non esistevano, perché non si può comparare questo periodo storico con quello di un secolo fa).

Aggiungerei che come un dipendente pubblico paga TUTTO ciò che gli spetta, è giusto che chiunque paghi in egual modo quanto gli tocca.
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[17] Re: Robinson Crusoe e la crisi

Messaggioda Foto Utenteelettroigor » 9 set 2017, 21:20

cicciob90 ha scritto:Aggiungerei che come un dipendente pubblico paga TUTTO ciò che gli spetta, è giusto che chiunque paghi in egual modo quanto gli tocca.


Sei proprio, ma proprio, ma proprio proprio sicuro di voler toccare questo argomento........ O_/
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[18] Re: Robinson Crusoe e la crisi

Messaggioda Foto UtentePiero Azzoni » 9 set 2017, 21:30

Foto Utentecicciob90 ha scritto:2) nella storiella si da per assunto che l'unico a produrre e a pagare le tasse sia il povero robinson ma si dimentica di dire che le tasse sono rapportate a quanto a produci
sei sicuro ?
4) hai anche citato il buon einaudi, in un articolo del 1907, quando ancora non esistevano ospedali, fabbriche, infrastrutture varie, mezzi di trasporto ecc..
dai non essere così esagerato, il fuoco avevano già imparato ad usarlo
Aggiungerei che come un dipendente pubblico paga TUTTO ciò che gli spetta, è giusto che chiunque paghi in egual modo quanto gli tocca.
su questo invece sono d'accordo
ma mi ricorda il concetto base del comunismo
< tutti gli uomini sono uguali, peccato che poi qualcuno è più uguale ancora >
non metto in discussione che tu paghi tutto quello che ti spetta, il problema è che a taluni spetta un po' troppo
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[19] Re: Robinson Crusoe e la crisi

Messaggioda Foto Utentecicciob90 » 9 set 2017, 23:27

elettroigor ha scritto:
Sei proprio, ma proprio, ma proprio proprio sicuro di voler toccare questo argomento........ O_/


Non voglio creare una guerra dipendenti contro artigiani/imprenditori, dico solo che se ognuno pagasse quanto gli spetta, (rapportato a quanto guadagna), l' italia forse sarebbe un posto migliore.
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[20] Re: Robinson Crusoe e la crisi

Messaggioda Foto UtenteMike » 10 set 2017, 16:06

cicciob90 ha scritto:1) la realtà è ben più complessa di un isolotto con 4 dispersi. ...cut...

Ricordo che la storiella non l'ho scritta io ma un certo Arthur Laffer, conosciuto principalmente per la famosa "curva di Laffer". Come le parabole di Gesù Cristo, le storielle servono per semplificare dei concetti complessi per far comprendere la questione di fondo, non sono perfette e non potrebbero mai esserle, vista la complessità dell'azione umana. Infatti l'economia austriaca si basa proprio su questo assunto, al contrario della "scienza economica" tradizionale e del suo riferimento principale: Keynes.

cicciob90 ha scritto:...
Questi servizi si pagano, si paga il personale, la manutenzione, oltre alla realizzazione. E come si pagano? con le tasse... (potremmo lamentarci sull'enorme sperpero di denaro pubblico, ma quella è un'altra storia)

Partiamo da un principio fondamentale: la tassazione non è altro che una rapina. Niente più e niente meno. Per quale motivo si parla di “rapina”? La rapina è, per definizione, l’appropriarsi della proprietà altrui con l’uso della violenza o della minaccia, quindi senza il consenso della vittima. E allora, cos’altro sarebbe mai la tassazione?
Le tasse sono un furto perché sono appropriazione indebita di proprietà privata. Lo sarebbero anche se come dicono gli illuminati ricevessimo in cambio servizi favolosi, in quanto gli unici servizi moralmente accettabili sono quelli richiesti volontariamente e scelti liberamente sul mercato, non quelli imposti per legge e offerti in regime di monopolio. Un Stato che non spende tutti i soldi raccolti attraverso le tasse non è uno Stato virtuoso ma sta sottraendo dalla ricchezza prodotta dai cittadini più di quello che gli serve per pagarsi. Uno Stato che al contrario ha sempre bisogno di più soldi, perché quelli che sottrae ai contribuenti non sono mai sufficienti, è costretto a indebitarsi e ad aumentare la pressione fiscale, ma se gli è consentito farlo non ridurrà mai e poi mai il suo fabbisogno di soldi. L'unico Stato che può contenere i suoi costi è quello dove sono i cittadini ad autorizzare il tipo e il peso delle tasse. Lo fanno in Svizzera attraverso i referendum. Così facendo i cittadini obbligano gli amministratori a realizzare ciò che serve alla cittadinanza coi soldi che gli mettono a disposizione. Se un amministratore non ce la fa, lo cacciano. Se li convince che ci vogliono più soldi, i cittadini decidono di aumentarsi le tasse. Altrimenti niente servizio. Non è un caso che nella costituzione italiana uno dei due argomenti tabù per i referendum siano le leggi fiscali. Ecco perché la spesa pubblica in Italia non ha alcuna possibilità di ridursi, chiunque venga al governo.
Forse è inutile stare lì a spiegare le motivazioni logiche per cui la tassazione è uguale al furto e citare passi di Mises e Rothbard, le storielle sono più efficaci:

tumblr_mqxznzuPJB1r21k4vo1_500.jpg
tumblr_mqxznzuPJB1r21k4vo1_500.jpg (62.54 KiB) Osservato 314 volte


Dammi l'indirizzo di casa che vengo a tagliarti l'erba anche se non ne hai bisogno e se non mi dai i 100 euro che ti chiedo ti mando la polizia :lol:
cicciob90 ha scritto:2) nella storiella si da per assunto che l'unico a produrre e a pagare le tasse sia il povero robinson (che mi pare di capire che sia il tuo alter ego), ma si dimentica di dire che le tasse sono rapportate a quanto a produci.

Robin è l'unico che produce, gli altri non producono nulla ma vivono di quello che estorcono a Robin.
cicciob90 ha scritto:3) hai citato le parole di un "economista" arthur laffer, che a mio avviso hanno la stessa valenza delle parole di un giulio tremonti qualunque, se non del meno apprezzato sgarbi nazionale.

Vabbé, ma che te lo dico a fare...
cicciob90 ha scritto:4) hai anche citato il buon einaudi, in un articolo del 1907, quando ancora non esistevano ospedali, fabbriche, infrastrutture varie, mezzi di trasporto ecc.. (ovviamente dico che non esistevano, perché non si può comparare questo periodo storico con quello di un secolo fa).

Fino al 1913 gli americani si tenevano tutti i loro guadagni. (non pagavano alcuna tassa allo stato). Nonostante questo, l'America aveva scuole, strade, università, una vasta rete ferroviaria, metropolitane un esercito e la marina militare.
In Italia tra il 1951 e il 1963 il prodotto interno lordo (PIL) aumentò in media del 5,9% annuo (con un picco dell’8,3% nel 1961). Nel medesimo periodo il reddito nazionale lordo italiano passò da 14.900 miliardi di lire a 31.261. La crescita media della produttività fu dell’84%, accompagnata da un incremento dei salari del 49 per cento. A dispetto degli idioti che oggi chiedono più inflazione, in questo periodo l’inflazione fu in discesa, e nel 1959 ci fu addirittura una crescita negativa dei prezzi. Il miracolo economico italiano si esaurì in concomitanza con l’accelerazione dei prezzi, durante gli anni Settanta. Le cause principali del miracolo economico furono dunque le tasse basse, la possibilità di evadere il fisco e una moneta relativamente stabile: tutto l’opposto di quello che chiedono all’unanimità i partiti e i commentatori di oggi, secondo cui non è eccessiva l’attuale tassazione al 70% del settore privato, la priorità va data alla lotta all’evasione fiscale, e la soluzione ad ogni problema è la stampa di maggior denaro, attraverso il QE di Draghi o il recupero della mitica “sovranità monetaria”.
Il miracolo economico fu una conseguenza inintenzionale del fatto che, dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale, lo Stato italiano ripartiva quasi da zero. Gli apparati di controllo fiscale, le burocrazie, i titolari di interessi acquisiti non avevano ancora avuto il tempo di organizzarsi e di svilupparsi.
cicciob90 ha scritto:Aggiungerei che come un dipendente pubblico paga TUTTO ciò che gli spetta, è giusto che chiunque paghi in egual modo quanto gli tocca.

:lol: :lol: :lol: :lol: :lol: Un dipendente pubblico non paga le tasse, lo so, ti ho sconvolto troppo, questo te lo spiegherò a parte :mrgreen:
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