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L'Italia è un paese morto?

Topic show: società, politica, economia, filosofia, arte, scienze ecc.

Moderatore: Foto Utenteadmin

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[31] Re: L'Italia è un paese morto?

Messaggioda Foto Utentestefanob70 » 21 gen 2018, 10:27

Buongiorno ragazzi,voglio ribadire il significato dei "Laureati che non salvano L'italia"non lo intendo come inutile,ma che la situazione per loro e' più' precaria di quello che ci vogliono far credere.
Infatti l'eta' minima per un impiego di un Laureato va oltre le aspettative..
Ne conosco tanti che stanno a spasso..e quelli che trovano lavoro,hanno tra i 30 e oltre anni,classico contratto a progetto,da 1200,00 euro al mese.
Per non parlare poi della corruzione che esiste negli Atenei,persone validissime soppiantate da amici compiacenti che hanno la zucca "Vuota"ecco questa e' L'italia.
Ma non voglio concentrarmi su questo punto...

Vi racconto la mia esperienza del perché' bisogna tirare duro:
Nel 2006 finisce la mia storia con un azienda Italiana Leader del broadcasting televisivo.
14 anni di impiego a tempo indeterminato,viaggi all'estero e stipendio di tutto rispetto.
L'azienda fallisce,e vi risparmio la storia penosa..tra sindacati e associati....
Mi trasferisco a bologna,per circa un anno in una azienda simile specializzati in trasmettitori di potenza per FM.
Rimango circa un anno,ma iniziano i primi problemi famigliari...legati alla distanza del lavoro.
Presi una forte decisione e con un certo rimpianto,ma l'idea di rovinare la più' bella cosa che esista,la famiglia e gli affetti ebbero il sopravvento.
Tornai a Roma e nel giro di 5 anni,trovai soltanto contratti precari,e vidi svanire oltre che la mia qualifica tecnica,anche la speranza che in futuro trovassi opportunità' lavorative migliori.
Attenzione pero' sono stato sempre un attento osservatore sul lavoro degli altri,cercando di intravedere sempre
opportunita' di crescita,o di esperienze professionali.
M niente da fare...rimasi un 1 anno fermo (come un autobus al capolinea)..stavo impazzendo..demoralizzato.
L'idea di aprire una partita iva mi spaventava soltanto dal punto di vista contabile tasse irap..Inps..etc etc..
Ma decisi di farlo...
nel 2013 apro la mia attivita' di "serviceelettronica"..acquisto un dominio web e comincio a farmi pubblicita'..etc etc...(I risparmi stavano sempre più' diminuendo...)
i guadagni erano tra alti e bassi...anche i pensieri)
Un giorno mi arriva una telefonata insolita...un azienda di Automazione Partner Faac (sede a Roma)mi contatta (dopo aver visitato il mio sito web)per una proposta di inserimento nell'organico aziendale.
livello e stipendio contrattuale di tutto rispetto.
Che fare?accettare o rifutare?
Dopo attente valutazioni sul futuro,(anche quello pensionistico)ho accettato la proposta.
Nel frattempo chiusi la mia attività' dal punto di vista giuridico/legale,ma non dal punto di vista della clientela.
(ancora me li porto dietro)

Posso dire che ho acquisito nuove competenze anche dal punto di vista meccanico/oleodinamico,l'azienda svolge un ruolo chiave nel ricondizionamento di attuatori,a pistone tuffante,singolo effetto,doppio effetto..etc etc.
oltre a quello elettronico.
Certo non nego che c'e' da sporcarsi un po troppo le mani,e alcune volte passare dall'elettronica alla meccanica non e' sempre facile.Ma sono soddisfatto lo stesso

Quindi ritornando alla nostra situazione,posso dire che l'artigianato svolge ancora un ruolo essenziale in alcuni settori,ed e' giusto che qualcuno faccia anche questo.
Ci sono molte persone che stanno avendo un inversione di tendenza,visto che in giro ci sono molti emulatori di manodopera specializzata(lascio a voi il compito di indovinare)a basso costo,ma i risultati sono quasi sempre deludenti,preferiscono spendere qualcosa in più' ma rivolgersi a ditte competenti.
Vogliamo svendere il nostro Know-how cosi facilmente?
io non ci sto!
Perché' devo andare all'estero?
per me può' ancora aspettare.

p.s.
Se ne avessi il tempo,tornerei volentieri alla scuola universitaria,studiare mi piace molto.
Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa.

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[32] Re: L'Italia è un paese morto?

Messaggioda Foto UtentePiero Azzoni » 21 gen 2018, 11:01

mi permetto di isolare una parte significativ
Foto Utentestefanob70 ha scritto:L'idea di aprire una partita iva mi spaventava soltanto dal punto di vista contabile tasse irap..Inps..etc etc..
non solo, a questo immane problema si aggiunge la colpevole tendenza di darsi da fare a mettere nella testa dei giovani che
"precariato è male"

poi ci si meraviglia che taluni arrivino a non fare nulla

bisognerebbe proprio fare il contrario
da un lato semplificare, burocraticamente prima ancora che economicamente, la problematica fiscale tremenda cui un libero (in tutti i sensi) va incontro
poi bisognerebbe al contrario di quello che si fa diffondere la cultura del
"che palle il posto fisso, molto meglio lavorare in libertà"

poi da persona che si è iscritta alla CCIAA a 25 anni segnalo ai goivani che a parte la necessità di trovarsi un supporto fiscale con le palle sul piano lavorativo puro si sta benissimo
non un solo attimo rimpiangi il cosidetto "posto fesso"
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[33] Re: L'Italia è un paese morto?

Messaggioda Foto UtenteMike » 21 gen 2018, 13:44

Esatto. Ai miei tempi aprire una partita IVA era l'ambizione di ogni giovane che aveva voglia di fare e realizzarsi, chi cercava un lavoro come dipendente lo faceva semplicemente perché aveva altre passioni da coltivare. Nello studio di ingegneria in cui lavoravo negli anni 90, ricordo un giovane ingegnere che non aveva nessuna intenzione di intraprendere la libera professione ma voleva lavorare nel pubblico perché lavorava poco, senza responsabilità e avrebbe avuto tanto tempo libero per andare in bicicletta che era la sua passione. Hanno rovinato per sempre il motore pulsante della nostra economica.
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[34] Re: L'Italia è un paese morto?

Messaggioda Foto UtentePiero Azzoni » 21 gen 2018, 13:53

ti dirò, io arrivo a ipotizzare che questa pubblicità esasperata sul minimalismo non sia dal punto di vista del potere una svista
sia una deliberata scelta per creare un popolo di pecoroni che sono più facilmente manipolabili
sono più buoni, più civili, più ordinati
ma di contro più coglioni

il saggio dice che " un boon l'è boon com'un biscott puccià in da la merda"
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[35] Re: L'Italia è un paese morto?

Messaggioda Foto UtentePiero Azzoni » 21 gen 2018, 14:05

Foto UtenteMike ha scritto: Hanno rovinato per sempre il motore pulsante della nostra economica.
è dura Foto UtenteMike, forte è la tentazione di darti ragione
ma se lo facciamo cosa facciamo poi ?
ci accordiamo ai pecoroni che non parlano d'altro che degli anni che li separano al farsi seghe da pensionati

possibile che non possiamo ostinatamente ipotizzare che un'inversione di tendenza si possa manifestare ?

tra l'altro sei più giovane di me per cui il problema tuo è più grande del mio
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[36] Re: L'Italia è un paese morto?

Messaggioda Foto Utenteelettrodomus » 21 gen 2018, 14:13

Foto UtenteMike, sono d'accordo, ma converrai con me che se voglio aprire una pasticceria, perché è la mia passione, la apro, e mi faccio il mazzo per 10/12 ore al giorno e a fine anno tolte le spese dell'affitto, le tasse, le spese di conduzione, etc... mi restano 8/900 € al mese, e magari mi si dice pure che probabilmente sono un ladro, perché non è una cifra veritiera; la cosa, non ha proprio più senso.
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[37] Re: L'Italia è un paese morto?

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 21 gen 2018, 14:40

stefanob70 ha scritto:Buongiorno ragazzi,voglio ribadire il significato dei "Laureati che non salvano L'italia"non lo intendo come inutile,ma che la situazione per loro e' più' precaria di quello che ci vogliono far credere.
Infatti l'eta' minima per un impiego di un Laureato va oltre le aspettative..
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Ma non voglio concentrarmi su questo punto (...)
io non avevo frainteso, comunque, secondo me, fosse anche "poco importante" in luogo di "inutile", mi pare poco generoso, ma sono quasi convinto che sia solo una questione di termini.

@stefanob70, secondo me metti insieme più argomenti, e ci può stare, ma concentrando l'attenzione sul contributo per categorie, credo resti fondamentale la formazione universitaria, anche se uno lavorando si sporca le mani senza essere quadro di riferimento di un amministratore o dirigente lui stesso.

Le dinamiche hanno origini lontane, poi gli effetti delle conseguenze possono accelerare (precipitare) dando altra percezione.
I presupposti delle nostre attuali difficoltà (come paese) sono stati gettati poco prima della fine degli anni '70 e con gli anni '80, mentre pensavano di decollare per chissà dove, non ci siamo resi conto che iniziavamo a perdere quota.
Siamo un paese complicato, con diversi problemi, ma se non guardiamo indietro per osservare da dove abbiamo cercato di ripartire, pensando sia sufficiente gettare lo sguardo sugli ultimi 15 o 20 anni, credo sia difficile trovare la chiave d'interpretazione dell'attuale situazione.
Sono convinto che da allora ad oggi abbiamo anche sprecato delle opportunità (colpa solo "nostra") ma è altrettanto vero che ci è stato risparmiato ben poco, anzi ...

Saluti
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[38] Re: L'Italia è un paese morto?

Messaggioda Foto Utentestefanob70 » 21 gen 2018, 17:08

Piero Azzoni ha scritto:poi ci si meraviglia che taluni arrivino a non fare nulla
"

Piero io l'ho fatto perché' sicuro della mia esperienza lavorativa precedente e con forte spirito di sacrificio mi sono lanciato.
Oggi quali aziende si prestano per formare i giovani?
sono tutti sfruttati...

Ma ti rendi conto che quasi il 60% delle tasse lo devi allo stato?e cioè' a tutti quei parassiti che con un solo mandato in politica si beccano almeno 4000,00 euro di pensione al mese per tutta la vita?
A me vengono a fare le pulci sui redditi,giacenza media conto corrente,giacenza media libretto di risparmio..spesometro...e via dicendo...e al governo "mangiano tutti a quattro ganasce"
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[39] Re: L'Italia è un paese morto?

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 21 gen 2018, 17:13

Oggi apri la partita IVA solo se:
- Hai sempre lavorato in proprio
- Sei un incosciente
"La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
"Parla soltanto quando sei sicuro che quello che dirai è più bello del silenzio".
Rispondere è cortesia, ma lasciare l'ultima parola ai cretini è arte.
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[40] Re: L'Italia è un paese morto?

Messaggioda Foto Utentestefanob70 » 21 gen 2018, 17:15

TardoFreak ha scritto:Oggi apri la partita IVA solo se:
- Hai sempre lavorato in proprio
- Sei un incosciente


E' bello avere una conferma.... :lol:

sapete alcuni come li definiscono?
i donatori di imposta”. Altri “l’àncora di salvezza dell’Inps”. Altri ancora il “bancomat dell'esecutivo”. E in fondo sono tutte definizioni azzeccate. Le partite Iva sono, e si sentono, l’ultima ruota del carro nelle attenzioni dei vari governi.

Ovviamente, mentre lo Stato può infrangere le regole, se le partite Iva sgarrano sono guai :-x
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