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Un gatto tra gli elettroni

Perché l'elettronica è una cosa seria e morbida :)


Gli ultimi articoli di IsidoroKZ

pubblicato 2 anni fa, 1.752 visualizzazioni

Un problema ricorrente che si vede nel forum è la violazione delle limitazioni di tensione di modo comune all'ingresso degli operazionali e relativo non funzionamento del circuito. Un collega mi diceva che talvolta questa svista capita anche in ambiente professionale, vale forse la pena parlarne.

Strettamente collegato al modo comune è la possibilità di usare o non usare l'operazionale a singola alimentazione. In questo primo articolo sarà trattato il problema della tensione di modo comune in ingresso agli operazionali, usati sia come amplificatori che comparatori. In un secondo articolo esaminerò i circuiti amplificatori funzionanti con una tensione singola di alimentazione.

Una splendida presentazione sperimentale delle limitazioni di tensione di modo comune per vari tipi di operazionali è stata fatta da brabus nel suo videoblog, con l'articolo Op Amp Common Mode Voltage Range [8].

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pubblicato 2 anni fa, 987 visualizzazioni

Una recente domanda sul forum riguardava il calcolo dell'impedenza vista guardando dentro l'emettitore di un transistore bipolare in linearità, in particolare si voleva conoscere un modo rigoroso di calcolare questa impedenza.

La mia risposta era stata breve, indicando solo un possibile metodo di calcolo, anche se avevo detto che ve n'erano parecchi possibili.

In questo articoletto saranno presentati vari metodi di calcolo delle impedenze, alcuni ben noti e comuni, mentre altri sono meno diffusi e si spera di contribuire a diffonderli. In realtà questo intervento è solo una scusa per ripassare alcuni metodi per calcolare impedenze varie. Saranno solo presentate le procedure di calcolo, senza approfondire le dimostrazioni.

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pubblicato 3 anni fa, 2.823 visualizzazioni

Abbastanza spesso si sentono espressioni del tipo watt RMS, potenza efficace... che sono espressioni senza senso o usate in modo errato, per non parlare poi dei watt pmpo e altre amenità del genere.

Questo articolo è un compendio dei post che ho scritto sull'argomento, uno dei quali cominciava così:

Avendo problemi a prendere sonno, e non essendoci qui il signor Goldberg, prendetevi questo post, lungo e noioso, con tutti i passaggi fatti (prima o poi lo trasfmormo in un articolo per il portale), e visto che ogni promessa è debito, here we are!

Quanto detto nel seguito è orientato al mondo audiofilo, cercando però di rimanere nella correttezza formale.

In campo professionale audio (e anche non audio) ci sono molti aspetti ulteriori da considerare, che vanno dal carico non puramente resistivo, al carico non lineare, ai segnali con distribuzioni di ampiezza e distribuzioni spettrali le più varie. Mi limiterò però solo ai watt RMS o poco più.

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pubblicato 3 anni fa, 1.056 visualizzazioni

In questo secondo articolo si esaminano i retroscena teorici sulla stima della potenza e degli altri parametri di un trasformatore sconosciuto. Fra le varie possibili teorie, la mia preferita per il dimensionamento dei trasformatori e quindi anche per l'analisi, è quella che fa uso del prodotto delle aree, che sarà definito nella sezione successiva.

Con questo approccio sarà derivato anche il metodo di stima della potenza che fa uso della massa o del diametro dei toroidali. Infine sarà mostrato il metodo usato per ricavare coefficienti ed esponenti.

Il prodotto delle aree [Formula] è un parametro usato nel progetto dei trasformatori ad alta frequenza, per "mettere in ordine" i nuclei di diverso tipo e poterne confrontare le caratteristiche. Il prodotto delle aree può anche essere usato, per scopi di analisi, nei trasformatori a bassa frequenza, anche se non viene di frequente usato per il progetto. La ragione è che mentre con i nuclei di ferrite le dimensioni di ogni singolo nucleo sono definite e non si possono cambiare, nei trasformatori a bassa frequenza fatti a lamierini si può variare lo spessore del nucleo cambiando il numero di lamierini utilizzati, anche se di solito non ci si scosta molto da un valore ottimale di spessore.

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pubblicato 3 anni fa, 1.861 visualizzazioni

Cenni pratici per la ricostruzione della carta d'identità del trasformatore ferromagnetico.

Capita abbastanza spesso qui sul forum che utenti chiedano istruzioni per ricavare le caratteristiche di un trasformatore anonimo trovato o recuperato da qualche vecchio dispositivo inutilizzato e del tutto anonimo. Con questo articoletto illustriamo quindi una procedura abbastanza valida per avere un primo riferimento sensato sulle caratteristiche di un vecchio trasformatore magari utile per realizzare il primo alimentatore. Il trasformatore ferromagnetico che lavora a bassa frequenza, tipicamente 50 Hz o 60 Hz, è una macchina elettrica tutto sommato semplice, statica, che se usata bene ha una lunga vita.

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pubblicato 3 anni fa, 494 visualizzazioni

In questa appendice provo a rispondere a dimaios che nei commenti dell'articolo [1] chiedeva di vedere anche i circuiti che sono finiti nel cestino . Comincerò a mostrare alcuni circuiti che potrebbero funzionare, ma che per svariati motivi non sono stati utilizzati, seguiti poi da circuiti che proprio non funzionano o che non sono riuscito a far funzionare neanche il fase di progetto.

[1] IsidoroKZ - Milliamperometro a led per loop di corrente 4mA-20mA, ElectroYou Gen. 2015

Un progetto industriale richiede una organizzazione molto ben curata che il tipico "progettista elettronico" talvolta manco immagina. L'organizzazione e la gestione di un programma per la definizione di un prodotto è un lavoro immane che richiede personale specializzato e montagne di carta prodotta, fin da prima che venga pensato il primo transistor.

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pubblicato 3 anni fa, 1.229 visualizzazioni

Il circuito descritto in questo articolo deriva da una richiesta fatta sul forum tanto tempo fa. In modo molto confuso un utente voleva un circuito per realizzare un milliamperometro da usare per monitorare la corrente di un loop 4mA-20mA, consistente in 4 led che si accendessero in cascata a seconda dell'intensità corrente lo attraversava.

L'utente non riusciva a specificare le condizioni di uso e di alimentazione, per cui si è pensato un milliamperometro flottante (due soli fili) e alimentato direttamente dal loop di corrente. Infatti al valore minimo di corrente del loop, 4mA, non si deve accendere nessun led, c'è abbastanza corrente per alimentare un circuito elettronico.

Quando scorre la corrente massima di 20mA si possono accendere 4 led, con 4mA ciascuno, quindi non a piena luminosità, ma usando led ad alta efficienza si riesce a ottenere lo strumento richiesto senza complicarsi troppo la vita. Parlando un pomeriggio su Skype con carloc, abbiamo cominciato a fare considerazioni varie su come si potesse realizzare un circuito del genere, proponendo soluzioni, cercando migliorie varie... Carlo ha buttato subito sul piatto il circuito per l'alimentazione, e questo ha dato la spinta a proseguire nel progetto. Come risultato delle nostre chiacchierate abbiamo deciso di fare due versioni del circuito, io mi sarei occupato di una soluzione analogica, mentre Carlo avrebbe sviluppato una soluzione digitale con microcontrollore. In questo articolo racconto la soluzione analogica che garantisce le prestazioni minime richieste, anzi anche qualcosa di più.

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pubblicato 5 anni fa, 1.149 visualizzazioni

In questa serie di articoli si sta esaminando il problema di alimentare da tensione di rete una stringa di 80 led bianchi ad alta corrente, 350mA. Il problema dei led e` che devono essere alimentati in corrente mentre quasi tutti gli alimentatori escono in tensione.

Un circuito simile, a tensione piu` bassa, e` stato esaminato da Ste75 nei suoi articoli [1] e poi completata da un modello del buck [2]

Negli articoli precedenti, si e` dimensionato lo stadio di potenza [3] realizzato con un Buck, e discusso le complicazioni del controllo in peak current mode [4], ora si tratta di mettere insieme i risultati trovati in un circuito.

In questo articolo si guardera` come utilizzare un integrato di controllo per pilotare tutto il circuito. Come gia` detto in precedenza, si scegliera` un derivato della famiglia 3842 che dovra` soddisfare la specifica di poter lavorare con duty cycle molto maggiore del 50% e con tensione di alimentazione non superiore a 15V, in modo da non stressare troppo il mos pilotato.

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pubblicato 5 anni fa, 1.087 visualizzazioni

In questo articolo si progettera` il controllo del convertitore sviluppato nell'articolo precedente [1]. Partendo dalla tensione di rete raddrizzata, si deve controllare il buck in modo che eroghi una corrente controllata, variabile da 0mA a 350mA su un carico formato da 80 led bianchi ad alta potenza.

Al solito questo articolo e` solo una scusa per parlare di controllori current mode e relative caratteristiche, in particolare il controllo della corrente media e il problema dell'instabilita` subarmonica. Essendo necessaria una uscita in corrente, sara` analizzato solo il loop di corrente, non sara` presente invece il loop di controllo della tensione che invece c'e` nei normali alimentatori che, anche se fatti in current mode, devono erogare una tensione di uscita costante e stabile.

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pubblicato 5 anni fa, 1.412 visualizzazioni

Questo terzo articolo della serie natalizia riguarda l'alimentazione da rete di lunghe stringhe di led ad elevata corrente. Mentre nei primi due articoli [1] e [2] si erano esaminati i circuiti per alimentare led che richiedono correnti dell'ordine delle decine di milliampere, in questo articolo sara` esaminato un circuito per alimentare led con correnti piu` elevate, dell'ordine delle centinaia di milliampere.

L'esempio di progetto, dopo qualche divagazione sulla descrizione di funzionamento dello switching, riguardera` una serie di 80 led bianchi con una corrente di 350mA e una caduta di tensione su ciascun led di 3.2V. Il circuito esaminato in questo articolo puo` anche essere usato per controllare l'alimentazione di stringhe in serie per illuminazione, con possibilita` di dimmering. Nella descrizione del progetto sara` indicato come variare il numero dei led e la corrente di alimentazione.

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Chi sono

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Nome: Isidoro KZ

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Bio: Professione: piccione viaggiatore sulla tratta Francoforte - Los Angeles, qualche volta anche Monaco-LA. Interessi: linguistica, fonetica, musica barocca, elettronica analogica. Specializzato nella legge di Grimm e in quella Ohm, ma solo in continua!

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