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PICcoli grandi PICMicro

Tutorial, progetti e tanto altro ancora: per i PIC, ovviamente!


Gli ultimi articoli di Paolino

pubblicato 5 mesi fa, 141 visualizzazioni

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I was just a high school boy, while my father a friend of him designed and built a small wheather station, making an anemometer and anemoscope. In the following years the weather station improved, hosting a thermometer and a hygrometer. Time has passed and meantime, due to various reasons, the weather station moved from its original location and for some years has been switched-off and coverd, until 2015 when my father and his friend decided to reset it. Wind-meter started to work good; hygrometer was abandoned and thermometer measured false temperatures. I thougt about it and decided to redesign the missing partes, using DHT22 digital sensor.

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pubblicato 5 mesi fa, 261 visualizzazioni

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Ero ancora un ragazzo da pochi anni iscritto alle superiori quando mio padre ed un suo caro amico hanno deciso di realizzare una piccola stazione meteorologica, costruendo di fatto un anemometro con anemoscopio. Negli anni poi la stazione meteo si è evoluta, andando ad ospitare un igrometro ed un termometro. Il tempo è trascorso, nel frattempo esigenze famigliari hanno imposto un trasferimento della stazione meteo la quale, per alcuni anni, è rimasta spenta e coperta da un telo antipolvere, fino a che, a fine 2015, mio papà ed il suo amico hanno deciso di ripristinarla. La sezione riguardante il vento ha ripreso bene il suo funzionamento, l'igrometro invece è stato abbandonato ed il termometro purtroppo misurava temperature improponibili. Ci ho pensato su un po' e alla fine ho voluto rimediare alla mancanza della misura di umidità e temperatura dell'aria: ho acquistato il sensore DHT22.

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pubblicato 1 anno fa, 478 visualizzazioni

A fine dicembre 2015 mi sono deciso ad acquistare la mia prima Raspberry PI 2. Dopo di questa ne ho avute per le mani, per ragioni professionali, altre cinque (due sono il modello PI 3). Devo direi che sono piuttosto soddisfatto del prodotto e come me credo molti altri utenti nel mondo. Trascorsi sette mesi ho deciso di acquistare anche il display 7" touch screen, realizzato direttamente dalla fondazione Raspberry per il SBC di loro produzione. Ho scelto di acquistare questo display anziché altri modello (che probabilmente si trovano anche a prezzi inferiori) in quanto questo è un modello che sfrutta la porta DSI per il display e non fa uso di I/O di alcun tipo per il touch screen, cosa che invece accade per altri display che ho trovato in rete. Restano pertanto disponibili sia la porta HDMI sia gli I/O e questo aspetto fa al caso mio, in quanto ho intenzione di destinare questo sistema ad un progetto che ho in mente. Bando alle ciance, si diceva del display, quindi eccolo qui.

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pubblicato 2 anni fa, 497 visualizzazioni

Da quasi un anno ho dismesso gli abiti del pendolare e ritrovarmi in stazione, in attesa del regionale per Milano, risveglia in me alcune sensazioni del tipo "già vissuto", déjà vu: il ritardo del treno, le carrozze a temperatura variabile e stipate all'inverosimile... Ma so già che la percorrenza ferroviaria la vedrò limitata soltanto ad alcuni giorni, pertanto posso sopportare. Come tutti i lunedì mattina, in sala d'attesa i discorsi sulla domenica calcistica (quasi del tutto) conclusa, a meno degli strascichi dell'ennesimo posticipo, non mancano. Anch'io e Giuseppe si commenta il bel gol di quel giocatore e dell'azione magistrale che ha portato quella o quell'altra squadra al vantaggio. Il treno è annunciato, si va in banchina e si attende l'arrivo del convoglio, in questo fredda mattina di gennaio. Intabarrati nelle calde giacche speriamo di poter accedere ad una carrozza calda e soprattutto con qualche posto a sedere. Giuseppe di solito resta in piedi, dopo un paio di fermate smonta dal regionale e salta sul suburbano, così resto da solo e sfilo il tablet dallo zainetto, cercando di ingannare il tempo.

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pubblicato 3 anni fa, 392 visualizzazioni

Il fascino che la Luna ha esercitato ed esercita tutt'ora sull'umanità è qualcosa di unico. Ne sono stati rapiti poeti, scrittori, cantanti, innamorati ma anche tecnici e scienziati. Quel disco pieno o a falce, che si staglia nel cielo scuro, luminoso di un candore particolare, in grado di illuminare la notte, di guidare i passi nella notte, anche per me ha sempre avuto un certo non so che. Amo, in primavera, vedere la Luna riflettersi negli specchi d'acqua delle risaie della mia terra, segno che anche qui la Luna arriva e in qualche modo mi è vicina. Ma la sfida più grande è stata quella che, a cavallo tra gli anni '60 e gli anni '70 del XX secolo, ha coinvolto l'umanità intera, guidata da una Nazione (gli Stati Uniti d'America) mossa da una volontà incredibile nel voler perseguire il risultato che, il 25 maggio del 1961, John F. Kennedy annunciò al Congresso degli Stati Uniti:

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pubblicato 4 anni fa, 504 visualizzazioni

Questo breve articolo mostra il robot finalmente in movimento! L'algoritmo di controllo è ancora piuttosto grezzo, da perfezionare, ma finalmente "i primi passi" vengono mossi.

Il test è stato eseguito su di una superficie bianca di circa 1 metro quadrato, con una pista ad anello realizzata con nastro adesivo nero.L'anello è una sorta di C, con curve tanto a destra quanto a sinistra e con raggi ampi e stretti, per saggiare la capacità del robot nell'adattarsi alle diverse situazioni.

Il video che segue mostra il robot che percorre la pista, swguendo la linea nera tracciata. Una ripresa in soggettiva mostra quello che il robot "vede" davanti a sè.

Seguirà un articolo che illustrerà il modulo di movimentazione con la trazione elettrica ed il comando dei motori in PWM.

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pubblicato 4 anni fa, 618 visualizzazioni

Il robot presentato nella prima puntata è un line follower, pertanto affinché si comporti come tale deve essere dotato di un sensore adatto allo scopo. Indentificare (e seguire) una linea significa creare un percorso, sul quale far scorrere il sensore, dove tra il fondo del terreno e la linea si crei un forte contrasto. Per questo motivo la scelta ricade spesso (sempre?) su linee bianche su pavimenti neri o linee nere su pavimenti bianchi. L'importante è riuscire a creare un percorso con un netto contrasto, così da riuscire ad essere sicuri che la linea non sfugga...

La scelta del sensore è stata dettata da alcune caratteristiche tra le quali quelle meccaniche. Dopo essermi confrontato con la letteratura ho optato per il CNY70, costituito da un foto emettitore ed un foto rilevatore a infrarosso, incapsulati in un contenitore parallelipepdo. Un grosso vantaggio, insomma: è tutto a disposizione in uno spazio, tutto sommato, veramente ridotto. Inoltre la disposizione dei pin agevola anche l'utilizzo di una millefori.

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pubblicato 4 anni fa, 616 visualizzazioni

Avevo sedici anni quando per la prima volta ho sentito parlare del Vajont. Una casualità, decisamente una casualità. Stavamo organizzando la festa di capodanno a casa di una amica e solo allora mi sono accorto che la sua casa aveva l'ingresso carraio in una via trasversale, una stradina a fondo chiuso, la via Vittime del Vajont. Ricordo che allora quel nome, Vajont, con la i-greca, mi suonava molto come nome estero e, ad una mia interrogazione, qualche amico più grande mi disse che le vittime erano una popolazione deceduta a causa di un problema con una diga. La mia curiosità di teen-ager fu allora saziata e non mi preoccupai più di "quelle vittime" da me considerate in Paese straniero.

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pubblicato 4 anni fa, 945 visualizzazioni

Con questo articolo voglio iniziare una rassegna di appuntamenti finalizzati alla progettazione e realizzazione di un semplice robot line follower. Il titolo del progetto, PSRF, indica proprio quello. Di progetti di questo tipo ce ne sono molti, moltissimi, ma credo che questo sia il primo ad essere sviluppato impiegando PIERIN PIC18. Le puntate saranno diverse, illustrando pian piano le varie parti che per il mio progetto ritengo importanti, compreso il sistema di controllo.

Questa prima puntata introduttiva ha come scopo quello di iullustrare il progetto nelle sue linee generali e quello di indicare le specifiche.

Il piccolo robot è illustrato in figura 1 ed è basato, come detto, su PIERIN PIC18. La scheda del Pierin è montata su di una scheda carrier grazie alla quale sono stati portati su connettori a strip le porte di I/O che verranno impiegate. In linea generale, lo schema a blocchi del robot è il seguente:

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pubblicato 4 anni fa, 565 visualizzazioni

Si sa, il tempo è tiranno e a disposizione ne abbiamo sempre poco. Molti di noi (compreso il sottoscritto) abbiamo ricevuto una copia di PIERIN PIC18 e, se siamo stati ai patti, abbiamo un progetto in testa. Anch'io e prima di metirmi a capofitto a disegnare il circuito del mio progetto ho pensato che forse un aiuto sarebbe stato più che utile. E chissà, magari è utile anche ad altri!

Prima di mettersi a progettare è utile disporre di un file di libreria con i componenti da impiegare. Beh, PIERIN PIC18 è talmente nuovo che ragionevolmente non si trova nulla. A meno di non crearsi i file di libreria, ad hoc! Ho pensato che fosse utile proporre le librerie per due CAD, FidoCADJ ed EAGLE, strumenti software diffusi e facili da impiegare.

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Chi sono

Paolino - profilo

Nome: Paolo Rognoni

Reputation: 31.350 8 12 13

Bio: Da sempre con il pallino per l'automazione industriale e non, soprattutto se embedded e se con PICMicro. Playmaker e sciatore per passione. Con chitarra e voce mi diverto un sacco! Grande appassionato di: Star Wars, birre weiss, ElectroYOU!

Web: http://www.picexperience.it

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