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LA TERMOGRAFIA parte II: termografia applicata all'edilizia

In questa seconda parte delle mie considerazioni sulla termografia riporto le immagini e alcune considerazioni relative a quello che più mi premeva valutare con l'aiuto della termocamera: l'efficacia dei lavori effettuati nel mio appartamento per ridurre i consumi energetici, lavori effettuati interamente in fai da te e descritti in questo mio articolo di qualche tempo fa:Risparmio energetico diy: dalla classe G alla classe D In realtà, come vedremo, il tipo di fotocamera non mi ha permesso di valutare in maniera inequivocabile tutti gli interventi effettuati. Comunque le immagini sono molto interessanti e significative.Per informazioni sulla termocamera e altre misure rimando alla prima parte dell'articolo: http://www.electroyou.it/richiurci/wiki/la-termografia-una-giornata-da-termografo-dilettante-parte-i

Rilevazioni esterne

Queste misure, essendo state effettuate con temperatura esterna prossima agli 0°C, servono ad identificare le dispersioni anomale dovute a ponti termici, pareti non isolate e altre difettosità molto comuni in costruzioni antecedenti al 2000-2005.

Nelle immagini le zone più chiare sono quelle a temperatura più elevata a causa di queste dispersioni.

La prima immagine riprende il porticato sottostante il mio appartamento.

androne_12feb_h13.jpg

androne_12feb_h13.jpg

Sono evidenti i ponti termici (travetti del cemento armato) più chiari perché esternamente più caldi delle parti circostanti (estraggono calore dall'interno). Le due frecce indicano la superficie corrispondente al bagno, unico locale dove non ho applicato il parquet con isolamento sottostante (sughero) e dove quindi la dispersione è maggiore.Le riprese della facciata Sud richiedono qualche osservazione sui possibili errori di misura e interpretazione.

facciata_sud.jpg

facciata_sud.jpg

Alle h19 è ancora evidente l'effetto dell'irraggiamento solare (giornata serena anche se fredda): a destra è visibile l'angolo di una facciata orientata a ovest, e quindi calda non per le dispersioni ma per l'irraggiamento. Anche i pilastri scuri (quindi freddi) sono una anomalia: il colore scuro potrebbe far dedurre che siano meno disperdenti del muro circostante, mentre si sono solo scaldati in maniera minore sotto i raggi del sole. Infatti alle 24 (T=-4°C) la situazione si è normalizzata e i ponti termici risultano correttamente più chiari. Restano come “anomalie” i balconi incassati, più caldi probabilmente non per le dispersioni ma perchè incassati nella facciata e perchè ospitano le caldaie individuali (si veda dopo).

La rilevazione della facciata Nord è più significativa perché non risente dell'irraggiamento solare.

facciata_nord_h19.jpg

facciata_nord_h19.jpg

In questa immagine delle 19 sono evidenti, oltre ai classici ponti termici, anche le dispersioni legate ai tubi dei caloriferi nei bagni (frecce nere, assente nel mio) e quelle relative ai classici caloriferi in sottofinestra al 3o piano (frecce rosse), amplificate dal ponte termico costituito dallo spiovente realizzato a protezione della facciata.

Più ingrandita e quindi più significativa (anche per la temperatura esterna più bassa) la ripresa alle 24, nella quale ho riportato anche due temperature rilevate con termometro a infrarossi Fluke.

facciata_nord_h24_a.jpg

facciata_nord_h24_a.jpg

In questa immagine sono visibili (solo con un po' di fantasia...viste le caratteristiche della termocamera) gli effetti dei miei lavori di isolamento termico descritti qui: http://www.electroyou.it/richiurci/wiki/funghi-velenosi-caldi-cappotti-ponti-invisibili-e-sfere-di-cristallo In particolare la parete insufflata e la parete sottofinestra del bagno (con 4cm di lana di roccia) sono più scure e con la trama dei mattoni meno visibile rispetto al piano superiore. Sono invece ben visibili tutti i ponti termici non corretti dai miei interventi di isolamento dall'interno: pilastri, travi e anche (linee chiare tratteggiate) i ponti termici dovuti al classico uso "di testa" dei forati intorno agli infissi o per delimitare le pareti sottofinestra. La soletta (pavimento) del mio appartamento risulta più fredda; all' infradosso è sicuramente dovuto all'androne sottostante, mentre all' estradosso (lato superiore caldo perché verso l'interno) le dispersioni sono contenute dall'applicazione di parquet flottante da 1.5cm con 1cm di isolamento aggiuntivo (sughero).

In questa immagine sono anche ben visibili due classici "crimini contro l'umanità" (e contro il portafogli): il calorifero in nicchia su parete esterna al 3o piano, e la ventolina senza recupero di calore nel mio bagno al 1o piano, che in quel momento era in funzione dopo una doccia appena fatta.

Un'altra immagine esterna interessante è la successiva relativa alla classica caldaia termoautonoma sul balcone (ottenuta sovrapponendo manualmente 3 immagini separate).

caldaia_h8.jpg

caldaia_h8.jpg

La caldaia è nuova quindi ben isolata, quindi le dispersioni dal mantello sono limitate. Restano però elevate le dispersioni di calore sia dallo scarico (riducibili solo passando a caldaie a condensazione) sia dalle tubazioni evidentemente poco isolate.

Evidente quindi che le caldaie termoautonome istallate internamente, al prezzo di un notevole ingombro, sono molto più efficienti e con le moderne tecnologie turbo anche totalmente sicure.

Rilevazioni interne

Nelle immagini interne i ponti termici, abbassando la temperatura delle aree interessante, risultano più scuri delle aree circostanti (il contrario delle immagini esterne).

La prima immagine, relativa al classico termosifone su parete esterna, rende evidente la prevalenza della trasmissione del calore mediante moti convettivi sul totale.

termo_cucina.jpg

termo_cucina.jpg

L'estensione in altezza della zona calda, oltre ad evidenziare il ponte termico in corrispondenza della soletta superiore, suggerisce l'utilità di aggiungere al classico pannello riflettente dietro il calorifero una mensolina per staccare i moti convettivi dalla parete disperdente .

La seconda immagine mostra la mia porta blindata (la classica porta blindata non isolata) dopo l'applicazione del parquet come rivestimento e l'aggiunta di isolante di recupero internamente, come descritto nell'articolo già linkato.

porta_isolata.jpg

porta_isolata.jpg

E' evidente come, nonostante l'applicazione di 15mm di legno, la parte sinistra della porta sia più disperdente a causa della doppia lamiera che costituisce un forte ponte termico. La parte destra invece è stata riempita più accuratamente con pannelli isolanti e risulta più calda.

L'ultima immagine fornisce infine una conferma sulla efficacia dei lavori realizzati sulla parete del bagno e descritti anche nell'articolo sulla pittura termoisolante: http://www.electroyou.it/richiurci/wiki/funghi-velenosi-caldi-cappotti-ponti-invisibili-e-sfere-di-cristallo Anche questa immagine è stata ottenuta sovrapponendo manualmente 3 immagini distinte.

bagno_h830.jpg

bagno_h830.jpg

L'immagine conferma la totale ininfluenza della termopittura sul ponte termico del soffitto.

E' invece evidente l'efficacia sia dei cappotti interni che dell'insufflaggio.

In particolare questa immagine evidenzia due parti più disperdenti della parete in basso e ai lati della finestra; sono due parti non interessate dal cappotto interno in lana di roccia applicato per eliminare la sottile parete sottofinestra, e evidentemente una fila di mattoni inseriti orizzontalmente ha anche impedito l'arrivo in quelle zone del materiale insufflato.

Molto disperdente (area molto scura) anche la piccola parte di parete sottofinestra sottile, lasciata per ricavare una mensolina portaoggetti.

Infine è evidente l'effetto del pannello inserito internamente al cassonetto sullo sportello di ispezione: per la presenza di staffe e fissaggi tale pannello si interrompe a 4 cm circa dal bordo dello sportello (aree più scure).

Conclusioni

Questa termocamera, pur non essendo specifica per questi impieghi, ha mostrato l'utilità delle analisi termografiche per evidenziare molte problematiche presenti in edilizia e in altri settori, o per verificare la corretta esecuzione di lavori di isolamento termico.

Grazie per l'attenzione

Riccardo

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Commenti e note

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di ,

grazie brendolaccia. Il mio è stato un uso "una tantum" dovuto al prestito di una termocamera da sorveglianza. In rete trovi tante immagini con termocamere più specifiche, e anche su EY si era auspicato tempo fa di affrontare l'argomento. Riguardo le soluzioni in edilizia sono abbastanza note, se vuoi guarda gli altri miei articoli a riguardo, riportano tra l'altro link interessanti

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di ,

Davvero molto interessante. Spero di vedere altri articoli simili in cui vengono analizzate le dispersioni con termocamera. Sarebbe anche molto interessante una possibile "guida" che partendo dalle problematiche rilevate dalla termocamera, illustra quali soluzioni impiantistiche ed edilizie adottare!

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