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Storia di Eli - parte I Giugno 2012 - gennaio 2013: Il Prequel

Con questa serie di articoli mi accingo a raccontare i momenti salienti e gli aspetti tecnici principali della mia "avventura elettrica", che mi ha visto acquirente e poi entusiasta utilizzatore di una auto elettrica molto particolare e oramai vintage: la FIAT Seicento Elettra.

Una breve descrizione tecnica di questa vettura, molto innovativa (forse troppo all'epoca del progetto) e ancora attuale con qualche aggiornamento, la trovate in questo mio precedente articolo: L'auto elettrica italiana

Questa prima parte ricorderà essenzialmente il periodo della "folgorazione sulla via di Damasco", cioè il periodo in cui decisi di fare questo passo avventato e i preparativi per l'arrivo di un'auto elettrica che ancora non sapevo se avrei realmente trovato. Ho cercato di sintetizzare le ansie e le emozioni di quel periodo senza riuscirci troppo, chi arriva leggendo TUTTO fino alla fine dimostrerà di avere abbastanza interesse da poter valutare di imbarcarsi in un'avventura simile!

Indice

I miei primi "vagiti" elettrici

Tutto cominciò nell' ormai lontano 2008.

Mettendo ordine nel mio box, che è una sezione distaccata di un grosso sfasciacarrozze, mi ritrovai per l'ennesima volta tra i piedi i pezzi arrugginiti di una vecchia Lambretta; apparteneva ad un amico e li avevo conservati come ricambi per l'altra Lambretta (funzionante) in mio possesso:

ruderi.jpg

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Decisi così di riutilizzarli per realizzare una bellissima (ma inutilizzabile per motivi burocratici) Lambretta elettrica, la Ecolà, della quale ho parlato brevemente qui: Ecolà

ecolà_vista_sx.JPG

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Il progetto impegnò me e un mio amico fino al 2010, sviluppammo autonomamente nel tempo libero tutta la parte elettrica (controller compreso) e tutte le modifiche meccaniche necessarie per ospitare il motore elettrico nella meccanica originale. L'impossibilità di omologare un simile mezzo con tempi e costi ragionevoli provocò un certo calo di entusiasmo nei confronti della mobilità elettrica, considerato il costo dei veicoli elettrici in commercio.

Nel 2011-2012 dopo qualche insistenza, e a prezzo di costo, riparai il controller di un vecchio ciclomotore elettrico Garelli Katia, e successivamente realizzai un semplice controller DIY. Nella foto il proprietario sorridente sul mezzo nuovamente marciante.

cervi.jpg

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Di questa vicenda trovate qualche informazione e foto qui: Katia

Nel giugno 2012 inoltre provai la simpatica Renault Twizy approfittando del test drive con il quale Renault lasciava questi quadricicli in prova al cliente per una giornata intera.

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Nonostante alcuni limiti del mezzo (e la mancanza di finestrini..) la prova mi entusiasmò, e riportai alcune considerazioni e calcoli qui: Twizy

Pazza idea

Con la riparazione del Katia e il test della Twizy si era ormai riacceso il fuoco che covava sotto la cenere.Cominciai quindi a valutare l'acquisto di uno scooter elettrico, magari da sistemare. Però gli svantaggi sembravano tanti...

Una moto sarebbe stata utilizzata solo da me, e le percorrenze annue sarebbero state limitate visto che tra l'altro ho anche una bella Guzzi d'epoca.Inoltre i figli erano ormai patentati, e le spese di benzina avevano subito una discreta impennata.

Anche la Twizy non mi convinceva per le mie esigenze specifiche, in particolare l'impossibilità ad entrare in tangenziale e le batterie a noleggio.

Fu così che cominciai a gironzolare per forum e siti alla ricerca di altro... qualcosa con 4 ruote e un tetto da poter usare tutto l'anno. Scartai quasi subito la possibilità di acquistare un veicolo elettrico nuovo; il costo aggiuntivo non rendeva possibile (e a mio avviso non lo rende ancora oggi) un rientro dell'investimento in tempi ragionevoli.

Mi ritrovai quindi a leggere gli annunci di mezzi elettrici usati o a km zero, e a consultare su Energeticambiente la sezione sulla FIAT Seicento Elettra: Fiat Seicento Elettra Una intera sezione dedicata ad un solo veicolo!

Imparai a conoscere virtualmente un gruppetto di appassionati fuori di melone, che si scambiavano opinioni e soluzioni per ripristinare e mantenere in efficienza queste vetture ormai datate.Datate ma ancora attuali! Leggendo centinaia di post mi risultava sempre più evidente che i problemi discussi erano relativi principalmente ad accessori e piccoli difetti elettromeccanici, mentre le parti più critiche, controller e motore, sembravano caratterizzati da un'affidabilità notevole. Guarda caso tutto di fabbricazione Siemens.

I mesi di giugno e luglio 2012 furono mesi di totale furore mistico, passati a leggere praticamente tutta quella sezione e le decine di discussioni presenti.
Scaricai tutti i manuali e la documentazione disponibile e cominciai timidamente a intervenire. Diventai un conoscitore del mezzo senza averne uno!
Dopo 3 anni non riesco veramente a capire cosa mi aveva preso; le Elettra in vendita (usate ovviamente) erano rarissime, ero abbastanza in ritardo rispetto agli altri appassionati.
Le vendite all'asta (a prezzi stracciati) di Elettra da parte di enti pubblici si erano tenute anni prima, e per le poche auto ancora in vendita i possessori chiedevano cifre abbastanza elevate, 2-3000 euro per mezzi non funzionanti e a volte messi male.
Ma allora perché perdevo tempo a studiarmi un'auto fuori produzione?

Eppure continuai, e chi mi conosceva cominciò a preoccuparsi per questa nuova fissa.

I preparativi e la ricerca. Il primo elettro-stalker!

Oltre a studiare tutta la documentazione elaborai anche la mia demenziale tecnica di ricerca sul web: l'invio a vari enti locali di una mail con la quale chiedevo l'eventuale disponibilità di auto elettriche anche non funzionanti per un eventuale acquisto diretto o mediante asta.

Dopo un breve periodo "timido", durante il quale inviavo la mail solo a ditte ed enti selezionati (es comuni sicuramente in possesso di veicoli elettrici o che già avevano bandito aste), in seguito ai pochi riscontri divenni un vero elettro-stalker con invio a raffica di mail e una meticolosa archiviazione degli enti già contattati.

Cominciai coi comuni più grossi e vicini, per poi ritrovarmi a mandare mail a TUTTI i comuni sopra i 2000 abitanti del nord Italia! Conservo ancora il file nel quale avevo memorizzato quelli già contattati e quelli ancora da molestare. Oltre a cercare il "colpo grosso" (cioè qualche auto ferma da anni nel deposito di un comune) ovviamente continuavo a contattare gli autori di annunci di vendita e anche qualche vincitore di vecchie aste (potenza di Internet).

Contemporaneamente alla ricerca il 22 luglio 2012 aprii la "mia" prima discussione sulla Elettra, nella quale raccoglievo tutti i documenti trovati, qualche articolo e successivamente la "Richibibbia", cioè un mio file che raggruppa le informazioni e considerazioni più utili sulla vetturetta: documentazione

A fine luglio inoltre iniziai il primo lavoro specifico per l'auto che non c'era. Mi era ormai chiaro che il primo intervento sull'auto sarebbe stato relativo al controllo e alla sostituzione delle batterie, che nella Elettra sono ospitate in due cassoni posti nel cofano anteriore e sotto l'auto. Il peso notevole e la posizione rendono necessario l'uso di un ponte da officina, ma io volevo evitare di dovermi appoggiare a un meccanico (e pagarlo) e quindi ..con la scusa che poteva servirmi per manutenere altri mezzi (?!)... mi dilettai a progettare e costruire il mio bellissimo ponte da officina in legno, col quale sollevare l'auto di 30-40cm per mezzo di apposita carrucola.

prog_rampe.jpg

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Dopo averne definito le dimensioni e in attesa di procurarmi (forse..) l'auto cominciai con calma ad assiemarlo e finalmente i primi di dicembre il Richiponte era pronto:

rampe_def.jpg

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I colori vivaci derivano dal riutilizzo di fondi di vernice che avevo in box... Spesa totale 120 €.

Il ritrovamento e la "dolce" attesa

Dopo una lunga serie di risposte deludenti, e dopo aver rifiutato un certo numero di scooter o macchinine (quadricicli) elettriche, mi stavo quasi rassegnando a spendere 2-3000 euro per acquistare da privato una Elettra. Ma finalmente ricevo una mail incoraggiante: il 6 luglio 2012 il comune di Arcore mi comunica che effettivamente erano in possesso di una FIAT Elettra del 2000 non funzionante!

Dopo soli 5 giorni ero già ad Arcore per visionare il bolide.La prima occhiata, nonostante la polvere, fu incoraggiante: stato ottimo, gomme sgonfie ma non a terra, 1a serie.

11lug2012_arcore_lato_sx.JPG

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Oltre a essere sempre stata tenuta al coperto, altro aspetto non di poco conto il chilometraggio, elevato per un veicolo elettrico ma non eccessivo...

contakm.jpg

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Soli 3500 km! Ovviamente mettendola sotto carica non un misero segno di vita dal cruscotto...ma questo mi aiutò a trattenere le urla di entusiasmo e ostentare un finto distacco.

E' quindi cominciata una lunga serie di mail e telefonate con il mio contatto nel comune, io che cercavo di stringere i tempi e lui, che, giustamente, ha cercato di capire il giusto valore del mezzo. E nel frattempo io ho rischiato di perdere un altro paio di occasioni... ma questa del comune, con soli 3500 km e per giunta quasi dietro casa, mi piaceva troppo per pensare ad altre possibilità.

Lasciando perdere una presunta quotazione fuori dal mondo data da FIAT (7000 euro) che mi aveva fatto temere il peggio, dopo un'attesa ragionevolmente lunga (circa 4 mesi...) il comune ha finalmente deliberato la messa in vendita mediante asta, con pubblicazione sul sito, offerte in busta chiusa e cessione al miglior offerente.

Cominciava così l'attesa, dolce ma piena di ansie, del giorno fatidico. Attesa passata senza poter condividere con molti i dettagli, un po' per scaramanzia un po' per evitare di trovarmi troppi avversari in sede d'asta...

Ancora preparativi: si fa sul serio!

A questo punto l'arrivo anche se non certo era più probabile. E quindi come per tutti i nuovi arrivi in famiglia bisognava preparare... la cameretta!

Nel 2012...come non utilizzare un semplice CAD 2D per ottimizzare gli spazi e far diventare triplo un box doppio?

box_layout_prima&dopo.jpg

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Tutto tiratissimo, bisognerà sfruttare perfino gli arrotondamenti degli spigoli!

E comunque non c'è niente da fare, il carrello porta moto non può pretendere di poggiare le ruote per terra.Visto l'uso saltuario ma irrinunciabile...opto per un semplice sistema di sollevamento con carrucola.

carrello_moto.jpg

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La lieta novella

Finalmente arriva la data di chiusura della vendita, e vado in comune con la mia busta chiusa.

Per decidere la somma da offrire ci avevo ragionato a lungo: l'auto era veramente messa bene, ma in teoria poteva avere qualche guasto elettrico importante e poi era della 1a serie. Inoltre c'era da mettere in conto da subito l'acquisto delle batterie nuove... insomma valutai un valore di circa 1000 euro, e decisi di offrirne qualcuno in più per "battere" eventualmente altri offerenti che avessero offerto cifra tonda.

Solo dopo aver consegnato la busta ho preso un respiro profondo e chiesto e scoperto che c'era un altro offerente! 'NO CAVOLI! Da dove spunta fuori? E se è un altro appassionato?' La cifra che avevo inserito era per me giusta ma non altissima, qualcuno più sbarellato di me avrebbe potuto offrire qualcosina in più dei miei 1200 euro!

Seguirono quindi altri giorni di patimento e rimorsi... 'potevo offrirne 1450'... 'però non è giusto, io mi sono sbattuto a cercarla e questo si intromette'... E poi, finalmente, il 21/12 la telefonata che mi anticipa in maniera non ufficiale la mia 'vittoria' sull'altro pretendente! Seguirono giorni sicuramente più sereni, con il classico sorriso stampato in faccia tipico delle persone innamorate perse di un amore recente.

Appena rientrato dalle ferie di Natale, e siamo ai primi di gennaio 2013, mi cimento nell'ultimo progetto "prenatale" per la mia Eli: per poter estrarre in sicurezza il pesantissimo pacco batterie inferiore era previsto in origine un apposito carrello da officina, ovviamente introvabile. Prendendo spunto da altre realizzazioni simili viste su Energeticambiente mi decido quindi a usare finalmente la piccola saldatrice acquistata anni prima e costruisco il Richicarrello:

richicarrello.JPG

richicarrello.JPG

Benvenuta Eli!

Ovviamente nonostante la chiusura vittoriosa dell'asta mi toccava aspettare ancora per le pratiche burocratiche. A metà gennaio ottenute tutte le firme necessarie e effettuato il bonifico mi arriva la lettera ufficiale di aggiudicazione, che per me valeva quasi quanto un diploma di laurea.

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Finalmente! Restava solo da chiamare il carro attrezzi e portare la piccola a casa.

Ecco il momento emozionante dell'arrivo su ruote altrui in data 21 gennaio 2013

21gen2013_carro_attrezzi.JPG

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Notate la gentilezza dei dipendenti comunali che l'avevano perfino lavata (magari per farla visionare ad altri pretendenti...)

Eccola invece bella pulita e pronta ad affrontare i primi interventi di ripristino

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Conclusioni e ringraziamenti

Finisce qui la prima parte del mio racconto, spero di essere riuscito a trasmettere in parte le motivazioni che mi hanno spinto a buttarmi in questa avventura, e magari accendere in qualcun altro la voglia di tentare un simile ripristino. Con un minimo di conoscenze elettromeccaniche l'acquisto e la rimessa in strada di un veicolo elettrico fuori uso è uno dei pochi modi economicamente sostenibile per affacciarsi alla mobilità elettrica.

Devo ancora una volta ringraziare tutti quelli che, magari senza saperlo, mi hanno aiutato in maniera determinante: i pazzi visionari possessori di Elettra che ne scrivevano (e continuano a scriverne) su Energeticambiente.

E voglio ringraziare ancora il Comune di Arcore e le persone che hanno curato la vendita: un impegno raro e non indifferente per evitare una rottamazione (con relativa spesa) e ricavare un piccolo introito per le casse del comune. BRAVI! Molti altri enti meno virtuosi hanno preferito e continuano a percorrere la strada più semplice e meno laboriosa della demolizione.... alla faccia del risparmio energetico e della tutela dell'ambiente.

Riferimenti

Agli interessati consiglio ovviamente la lettura degli articoli presenti nel mio blog oltre a link e filmati inseriti nel testo.

La versione integrale della "Storia di Eli" è una discussione iniziata sul forum di Energeticambiente il 18/1/2013: Energeticambiente - storia di Eli

e dal giugno 2014 anche su EY: Electroyou - storia di Eli in essa trovate anche i link a varie discussioni specifiche in cui tratto soluzioni circuitali più o meno semplici ai vari problemi affrontati (test ed equalizzazione celle al litio, riscaldamento, frenata rigenerativa ecc)

Filmato allucinante (più o meno la versione video di questo articolo) pubblicato in pieno delirio elettrico pubblico su youtube:

Nei prossimi articoli di questa serie riassumerò le vicende elettriche ed ... umane ... avvenute in questi primi due anni di uso.

Grazie per l'attenzione!

Riccardo

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Commenti e note

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di ,

Seconda parte....si tirano le prime somme! http://www.electroyou.it/richiurci/wiki/storia-di-eli-parte-ii-i-miei-primi-50000-km-elettrici

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di ,

grazie a tutti per gli apprezzamenti, cercherò di scrivere le altre puntate in tempi meno biblici!

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di ,

Bel racconto, molto ben scritto e belle immagini. Rimango anche io in attesa della prossima puntata.

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di ,

certo umberto vi notificherò le prossime puntate. Ci vuole tempo però perchè devo rileggere e fare il riassunto della interminabile "storia di Eli" :-)

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di ,

Vogliamo il resto della storia!

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di ,

senz'altro sjuanez! Spero di metterci un po' meno, ma saranno sicuramente più tecnici... Questo prequel era principalmente psichiatrico :)

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di ,

Proprio di recente ho letto il tuo post sul forum, che dire...aspetto gli altri capitoli!

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