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Quel giorno con Héctor Trinacria ...

Indice

All'inizio

... Mi disse " ... te la lascio, fanne quello che credi ma fai in modo che prima passino un po' di anni, tanti anni, se non vuoi avere o creare dei "problemi" ... lascia che trascorra un periodo sufficiente, penso ... poi, se qualcuno avrà modo di leggerla magari non ci crederà nemmeno, sai ... anche adesso sarebbe talmente sorprendente d'essere confusa con un delirio ... " ... ed io, allora, pur non comprendendone la "portata" accettai quel "dono" ma senza rinunciare ad una spiegazione, ad una motivazione ... " ... noi, tutto sommato ci conosciamo ... poco, anzi pochissimo, lei è passato in ufficio in due o tre circostanze, non ha consueti contatti con altri ufficiali e le poche volte che l'ho vista in caserma era sempre in "borghese" quindi ... non è che ci voglia molto per capire di cosa si occupa, dunque, perché a me, con tutte le persone che magari lei conosce ? ... " e senza esitazione mi rispose " perché ho visto come hai risposto a quell'ufficiale Maggiore, difficile sostenere la posizione con quel superiore, con quell'invasato, non mi sono mai piaciuti quei fanatici ... sai bene che passerai dei guai per aver eluso quell'ordine, per altro assurdo, quindi ... ho deciso, così, per istinto ... ", " solo per istinto ? ", gli domandai, e rispose " si, perché sono un nostalgico e non voglio che vada persa per sempre, perché sono generoso e la voglio lasciare a qualcuno, perché sono egoista e non voglio far correre dei rischi ai miei figli per una loro avventata divulgazione, perché io e te ci conosciamo ... poco, anzi pochissimo ... ".

Non servì chiedere altro, traspariva considerazione dalla sua apparente impulsiva decisione e questo mi riempì d'orgoglio consolandomi per quei giorni di erre "regalati" e per quelli di licenza "bruciati" ...

1985

La testimonianza documentata dal contenuto di quello scritto è rimasta protetta da una sorta di anonimato tanto d'essere obliata da me stesso.
Poi, non saprei spiegarvi nemmeno per quale preciso motivo, un giorno sono andato a recuperarla, trascorso ormai un lungo periodo, quasi fosse una laica reliquia di un lontano passato, dissotterrata dai sedimenti per essere portata alla luce.
Quel gesto, generoso e inaspettato, risale esattamente a trentanni fa, ricevetti quell'agenda nel gennaio del 1985, in una sera fredda e ovattata, resa silenziosa da una fitta nevicata come da anni non se ne vedevano, persino in pianura, persino al mare.

Il passo successivo

A me non è rimasto altro da fare che "incollare" il contenuto delle pagine di quel diario per dare fluidità al resoconto ma sempre facendo attenzione per non introdurre distorsioni.
Così, quando l'ho ricomposto e riportato ad una sintesi è stato più che naturale "inocularlo" nella rete, ed eccoci qua ...

Si sa, ogni periodo scrive la propria storia; in quel momento, nel nostro paese, i tumulti e le tensioni sociali vibravano e rimbalzavano all'interno dei confini sollecitando e mettendo veramente alla prova una nazione che pagava ancora le sue contraddizioni per una perversa forma di anatocismo; un debito che si è cominciato ad onorare con la fine dell'ultimo conflitto mondiale ... evento storico che il nostro "personaggio" invece ha "attraversato" indenne.
Comunque, i fatti narrati ci riportano nel 1976, un decennio nel quale rispetto all'Italia in altri paesi le cose andavano diversamente, ben peggiori, come in Argentina ... e Lui arrivava da lì.

Argentina

Chissà, i nostri due protagonisti, protagonisti loro malgrado, credo mai avrebbero immaginato che molti anni dopo la tecnologia avrebbe messo a disposizione uno strumento talmente potente da consentire alle persone di mettersi in contatto con una semplicità estrema.
La rete è un "mezzo" che come altri oggetti ora alla nostra portata esprime una potenzialità spesso svilita dall'uso stesso che ne facciamo, un po' come quello che dalla propria abitazione si reca in auto per fare la spesa al supermercato che si trova ad un chilometro di distanza e giunto lì chiama a casa col cellulare per sapere se prendere anche le carote insieme alle patate e ... no sto già divagando, e anche troppo ... dicevamo dell'Argentina, si grande paese ... grande anche per nascondersi e conservare l'anonimato, come in pochi altri luoghi ...

Figuriamoci, a suo tempo vi si erano imboscati tra i peggiori gerarchi nazisti, vorreste mica pensare che non ci sarebbe stata possibilità anche per Lui ?
Dai, non aveva neanche i capelli biondi !
Nel centro e sud America gli "States" hanno sempre esercitato una certa influenza, poteva anche cambiare il partito di chi sedeva a Washington ma la politica estera cambiava ben poco.
Potendo agire come fossero stati nel loro paese, evidentemente, a quel tempo gli diedero la possibilità e lo "assecondarono" in quella scelta; certo allora l'Argentina era un'altra Argentina, ma poi cambiò.

Prima di partire, 1 luglio 1976

[note di Moebius redatte a posteriori, 16 luglio 1976]

Come fai a distrarti, ad apprezzare tutto quello che potresti osservare se hai il costante e pressante dubbio d'essere pedinato ?
Vero è che se m'avessero voluto fermare l'avrebbero potuto fare benissimo, lì, a Buenos Aires infatti ... col senno di poi si può dire che mi è andata veramente bene.
Segui una pista ma è una traccia evanescente, a volte si perde, e non puoi chiedere apertamente, ci devi arrivare per vie traverse, senza attirare l'attenzione altrimenti rischi a tua volta di diventare oggetto di "interesse" di qualcun altro ed è una cosa che certo non ti auguri, allora provi a non pensarci ma è difficile, davvero difficile.
Come spostarsi sul filo di lama dove ogni movimento, ogni spostamento, temi ti possa far scivolare e compromettere tutto, incolumità compresa.
Io lo so, io ho scoperto cosa sta accadendo là, in Argentina, e appena ho avuto l'occasione sono andato a verificare di persona le voci che "giravano" da tempo, quello che mi era stato riferito, con coraggio e fiducia.
Non ero obbligato da nessuno, io sono andato lì per un'altra faccenda ma ho sentito il dovere di verificare, almeno, dare una testimonianza.

E' stato proprio un giorno prima della partenza verso l'Europa, mi sono accovacciato fin sotto quella recinzione di filo spinato a confine della pista utilizzata dai quadrimotori dell'aviazione militare.
Buio, tre del mattino, faceva freddo, caspita se faceva freddo, ma non per questo tremavano quelle persone ormai fantasmi di se stessi, caricati e trascinati a forza sul portellone assiale verso la pancia dell'aereo dal quale li avrebbero fatti "saltare" una volta sull'oceano e lontani dalla costa.
Dovevo "vedere", sapevo che non avrei potuto fare nulla, non sarebbe servito a nessuno ... ma dovevo vedere ...

Verso l'Europa, 2 luglio 1976

[note di Moebius redatte a posteriori, 16 luglio 1976]

Anche per questo la mattina seguente, in coda per l'imbarco all'aeroporto, mi sono quasi cedute le gambe per la paura.
Lui era più avanti e a separarci solo quattro o cinque altri passeggeri mentre intorno due soldati armati e il loro ufficiale di riferimento a controllare la fila, lo stesso che avevo visto distintamente per via delle luci del velivolo, proprio vicino al portellone del quadrimotore.
Dai, era solo una coincidenza, non poteva sapere cosa avevo fatto, che ero stato là... o meglio lo speravo e cercavo di convincermi ...
In quei lunghi estenuanti minuti ho pensato che non avrei più lasciato il sud America per essere "dirottato" da un'altra parte.
Mi rendevo conto di non riuscire stupidamente a dissimulare la preoccupazione, finché purtroppo col mio disagio non ho fatto che attrarre l'attenzione dell'ufficiale guadagnando le sue "premure"; è stato in quell'istante che alcuni, tra quelli in fila, hanno voltato gli sguardi richiamati dalla voce decisa e sgarbata del superiore quando mi ha chiesto ...

" ¿Tienes algún problema? ¿TIENES PROBLEMAS? " (0)

Non avevo in mente una risposta pronta e tergiversare sicuramente mi avrebbe fatto rimanere a terra, malgrado timbri, bolli e visti fossero a posto ma poi, istintivamente, in uno spagnolo elementare gli ho detto ...

" Eh... tengo miedo, tengo mucho miedo a volar en avión " (1) .

L'ufficiale mi ha scrutato da sotto la visiera, per qualche istante, con l'ostentata arroganza di chi sa che può decidere di te come gli pare, in qualunque momento, poi è passato oltre quasi con indifferenza; venti minuti dopo eravamo sull'aereo ... diretti in Europa ... non l'ho mai amata così tanto come in quel momento, l'Europa ...

Isola di Creta

[dal diario ... ]
... Iráklion (Heraklion), 4 luglio 1976 ...

 Aeroporto di Iráklion - foto e nota di Moebius: arrivati e non è poco !

Aeroporto di Iráklion - foto e nota di Moebius: arrivati e non è poco !

Con il secondo volo della BritishAirways siamo atterrati a Iráklion: Buenos Aires ormai alle spalle e di fronte un compito molto delicato.
Il "pedinamento" nella capitale e in particolare la partenza dall'Argentina sono stati più che impegnativi, mi hanno tolto il sonno ed energie ma faccio conto di recuperare ...
Ora, non è che sia proprio tranquillo e sereno ma Creta, malgrado tutto, non è Argentina ... e come fatto è ben più che un'ovvietà ...

Chissà che qualche giorno di mare alla fin fine non salti fuori; lo so, non mi dovrebbe passare per la testa ma è un'idea che aiuta a recuperare un po' di calma, dopo un periodo coi nervi sempre tesi, ossessionato dalle ombre.
Paradossale temere d'essere seguiti quando sei tu stesso a pedinare altri, ma tant'è ...
Dopo un passaggio in auto Lui ha preso una camera in un hotel sulla via che conduce al porto mentre io ho atteso che salisse, prima di prenotare a mia volta; si muove con calma ma non voglio correre il rischio di perderlo di vista quindi è meglio stargli vicino, ormai ci siamo.

Al palazzo di Knossos, 5 luglio 1976

[dal diario ... ]

 Posto di guardia al palazzo di Knossos - foto che Moebius ha ricevuto nel 1983, nessun commento, solo una sigla " E. "

Posto di guardia al palazzo di Knossos - foto che Moebius ha ricevuto nel 1983, nessun commento, solo una sigla " E. "

Quando il giorno dopo ha preso il bus per andare a visitare il sito archeologico mi sono accodato deciso ad affrontarlo, non c'era più alcun motivo per esitare.
Giornata bellissima ma lontano dalla costa, dove da giorni ormai un vento provvidenziale che soffiava da Nord sollevava dal caldo cocente, nell'entroterra collinare il sole faceva pesare la latitudine ma Lui pareva non subirla.
Sempre in coda, varcato il cancello d'ingresso ho lasciato gli indugi e rivolgendogli la parola ...

M <<Señor, ¿puedo pedirle una información? >> (2)

Si è girato senza manifestare curiosità per il fatto d'essermi rivolto a Lui in spagnolo.

H << Depende de lo que quiera saber, pero ¿por qué no habla italiano? >> (3)

Ecco, ho pensato ... o l'accento e la cadenza mi hanno fregato o mi aveva già scoperto ... probabili entrambi.

M << eh si, certo, sarebbe meglio, almeno per me >>
H << non si offenda ma ... direi decisamente meglio, mi dica >>

Nell'aria il profumo delle piante in fiore si confondeva con quello della terra che risaliva per effetto del caldo ...

M << senta, mi sono immaginato questo momento tante di quelle volte che adesso faccio fatica a trovare le parole ... >>
H << addirittura, però se il palazzo di Knossos le fa questo effetto, beh, usi quelle che riesce a recuperare e in ogni caso se le occorre una informazione turistica posso provare a darle una indicazione ma non le garantisco, sarà meglio si rivolga alla guida, mi creda >>
M << già, si insomma ... non è proprio per questo che mi sono permesso d'importunarla ma ... >>
H << ma non mi ha importunato, solo che io non sono una guida turistica >>
M << questo lo so, veramente non mi occorre una informazione del luogo, quello che le voglio dire è che ... io "credo" di sapere chi è Lei e ... >>

A quel punto mi ha interrotto, ma con garbo ...

H << veramente non so a cosa si riferisca però, facciamo così, vorrei visitare il sito poi, non dovesse aver risolto con alternative ... beh, l'uscita è quella, sicuramente mi ritroverà >>

Non abbiamo scambiato una parola lungo tutto il percorso mentre la voce della guida in italiano accompagnava il nostro gruppo di turisti, noi compresi ovviamente.
Per la verità la descrizione della guida a volte si confondeva sovrapponendosi a quella di colleghe che conducevano altri gruppi tra i quali cercavo d'incrociare sguardi indagatori senza trovarne perché ovviamente ero solo io ad immaginarmeli: roba da paranoia.
Terminato il giro delle rovine, quasi tutto sotto il sole del mattino, al che mi sono spiegato tutti quei cappellini e ombrellini, ci siamo ritrovati con la comitiva al cancello d'uscita.
Varcato il mitologico perimetro l'ho avvicinato di nuovo ...

M << ... salve, eccomi ... >>
H << ah, si ... ha risolto la sua questione, ha trovato quello che andava cercando ? >>
M << veramente credo di aver trovato "chi" sto cercando ... >>
H << e dove avrebbe trovato costei, o costui ? >>
M << qui, e intendo "qui", ora, davanti a me ... >>

Mi sarei aspettavo una reazione diversa invece Lui si è limitato a dare una rapida occhiata in giro e poi ...

H << non ho ancora idea per quale motivo le dovrebbe interessare un professore di matematica in pensione ma chissà, me lo dica ... anzi, facciamo così, le dedico il tempo di un caffè, tra l'altro alloggiamo nello stesso albergo, "mi pare", quindi, come turisti, di tempo ne abbiamo, no ? >>

Insomma era già abbastanza chiara la situazione: Lui si era già accorto di un pedinatore maldestro quale ero apparso ai suoi occhi e probabilmente aveva valutato conveniente assecondarmi per scoprire sino a che punto sarei arrivato; tenermi vicino per potermi controllare, a sua volta.

Un caffè al riparo dal sole

M << senta ... io la ringrazio, mi rendo conto di non poter pretendere nulla però, un caffè si fa in fretta e io ... >>

... e accenna ad un sorriso ...

H << capisco, lei non conosce le consuetudini dell'isola di Creta; qui il caffè non è proprio un bene voluttuario da bere in fretta, come in Italia, lo si consuma lentamente, discorrendo >>
M << ah, ecco ... bene, non ho perso l'occasione per far la parte dell'ignorante, la ringrazio per l'invito >>

Solo la prospettiva di andare a sedersi all'ombra da qualche parte era già un sollievo, così ci siamo recati verso uno dei due bar prospicienti.

H << ... ritengo sia il caso di prendere quel tavolino là in disparte nell'angolo, pare anche un po' più fresco, che ne dice ? >>
M << dico che se va bene a Lei va bene anche a me, signor Trinacria >>

Dopo l'ordinazione di acqua e caffè ...

H << dunque, il mio nome ha dimostrato di conoscerlo quindi sa chi sono io ma, cosa vuole veramente sapere, ripeto, da un professore di matematica, in pensione per di più ? >>
M << il fatto è che "io conosco" il suo "vero" nome perché l'ho cercata ... e, non se ne abbia a male ma, è a Buenos Aires, da dove l'ho seguita, che mi sono convinto "di chi" Lei è veramente, d'essere arrivato al "dunque" ...>>

Una pausa di qualche secondo che è sembrata un secolo poi, come ritrovarsi in una quiete surreale dopo il passaggio di un'onda d'urto nucleare; in quel momento è parso chiaro a uno e per riflesso all'altro che ogni successiva negazione non avrebbe avuto alcun senso.
Lui senza dire nulla è rimasto ad ascoltare, quindi ...

M << cioè, per meglio dire, ero alla ricerca di "Lui" ed ho scoperto che è "Lei" >> ...

Si, si, si! Aveva capito a cosa mi riferivo ma, sempre con naturale tranquillità, mentre rigirava il cucchiaino nella tazza del caffè ...

H << si, lo devo ammettere, immaginavo che questo momento sarebbe arrivato, prima o poi ... >>

Per un istante mi è apparso così vulnerabile che quasi m'è sembrato fargli uno sgarbo nel proseguire, poi ...

M << si ma guardi, non voglio crearle problemi ... >>
H << lo spero, credo sia sincero ma vede, non bisogna mai sottovalutarli >>
M << in che senso, chi ? >>
H << mi ha potuto seguire dall'Argentina, come sostiene, e come avevo notato, perché ormai da diversi anni gli "americani" hanno prima allentato i controlli e poi hanno rimosso la "protezione" della quale ero un privilegiato fruitore; da molti anni ritengono, e a ragione aggiungo, ch'io non abbia ripensamenti o velleità d'altro genere ... >>
M << quindi Lei, a Buenos Aires, non ha mai rischiato niente, è un intoccabile per il regime ? ! >>
H << I generali non sapevano ch'io fossi, nessuno lo sapeva, anche se ancora non mi ha detto chiaramente "chi" a suo giudizio dovrei essere; comunque, se avessero "curiosato" spero e penso che i servizi avrebbero fatto in tempo a dissuaderli ... sa, ce n'è di "gente" in Argentina ... >>.
M << ma lei risiede a Buenos Aires, perché parla al passato ? >>
H << vede mio caro ... ma non mi ha ancora detto il suo nome, vero o falso che possa essere ... >>

Ha sorriso ancora ...

M << Mi chiamo Moebius, Signor Trinacria, Moebius >>
H << bene signor ... Moebius, sentiamo un po' cosa crede di sapere sul mio conto, anche se devo anticiparle che probabilmente non mi stupirà avendomi già impressionato con il rischio che ha corso a Buenos Aires, in fila all'aeroporto ... poi, forse, le dirò perché mi sono espresso al passato ... >>
M << già ... all'aeroporto, immaginavo, comunque, più che sapere ho dedotto e se dovessi portare delle prove a sostegno della mia teoria le si potrebbe classificare solo come "indiziarie" ... in ogni caso, so che ha vissuto negli Stati Uniti, a Denver, in Colorado, e poi, passando per il Venezuela, s'è spostato in Argentina, a Buenos Aires, dove ha trasferito e conservato la sua residenza, anche se andava avanti e indietro per gli Stati Uniti, e in tutti questi spostamenti ha sempre insegnato ... Matematica ... >>
H << bene, direi, molto ma molto bravo, prosegua ... >>
M << si è fatto una famiglia e ... cioè, una cosa che non mi sono spiegato, ma perché Matematica e non Fisica ? "
H << perché mi chiede di Fisica ? E comunque, le pare forse meno nobile ? >>
M << no, no è che, insomma da dove Lei aveva "iniziato" ... >>
H << e ... da dove avrei iniziato ? >>
M << ... diciamo, per brevità e semplicità ... studio delle particelle ? ... >>

Non si era scomposto a quest'altra affermazione ma non aveva intenzione di lasciare il gioco delle parti e, ancora sorridendo ...

H << allora direi ... si, credo abbia trovato qualcuno che assomiglia a chi sta cercando ... >>

Dopo una pausa, più lunga del solito, mentre guardava gli avventori entrare e uscire e con loro i riflessi dei raggi del sole alternarsi alle ombre create dai passanti sulla strada, rivolgendo di nuovo lo sguardo verso di me ...

H << è comprensibile la sua perplessità ma mi creda, in Matematica ero davvero davvero bravino e ... si me la cavavo, ma se vuole continuare ... >>

Ho pensato un momento prima di rispondere, non intendevo giocarmi con avventate affermazioni la benevola disponibilità accordatami

M << si allora, beh ... direi che se dovessi ordinare per rilevanza quanto ho scoperto, a parte il fatto d'averla trovata, che di per sé annichilisce tutto il resto, alcune cose ci sarebbero ma ... più che altro è quello per cui non sono riuscito a trovare dei riscontri, delle prove tangibili, malgrado le mie ipotesi, che forse è più importante ... >>
M << e sarebbe ? >>

Avevo abbassato la voce, quasi istintivamente ...

H << lo so che potrebbe apparire folle per tanti motivi ma le mie ricerche porterebbero ad assegnarle un "ruolo" a Los Alamos ! >>

Ormai mi osservava davvero incuriosito e l'apparente tranquillità stava lasciando il posto ad una maggiore partecipazione ...

H << ... si, Moebius, è anche perspicace ... >>
M << si perspicace o si Los Alamos ? >>
H << si, ... entrambi >>

A quella conferma mi si è aperta una prateria di domande alle quali avrei desiderato dare risposte prima ancora d'averle espresse, questioni e curiosità da discutere ma l'entusiasmo andava frenato ...

M << ma come è possibile, con tutta la gente che in quel posto si è prodigata, della sua presenza non vi sia rimasta traccia, o quantomeno, io non sono riuscito a trovarne ! >>
H << consideri ch'io non venni in contatto con molte persone, solo alcune sapevano, e inoltre per me fu facile restare in disparte, lì non avevo alcun legame affettivo, ero elusivo, per mio carattere, per il mio modo di fare, un pochino "spigoloso" poi ... certo, col tempo sono cambiato, anche Oppenheimer mi diceva che ... "
M << Oppenheimer ? >>
H << si, certo, Oppenheimer, non avrà mica pensato che ci fossi arrivato per conto mio in quei laboratori ... "
M << si, certo, mi scusi ma, cerchi di comprendermi, una cosa è immaginare mentre un'altra è trovare le conferme su quanto si è "fantasticato" ... "

Per qualche istante siamo rimasti a guardare i movimenti degli avventori e solo in quel momento mi sono reso conto che la nostra posizione offriva discrezione e al tempo stesso il controllo dell'ambiente circostante; forse avevamo qualcosa in comune.
Poi ha ripreso Lui la parola ...

H << allora, senta, il caffè lo abbiamo ... >>

... poi guardando la mia tazzina, ancora sorridendo ...

H << ... l'ho terminato quindi proporrei questo: torniamo a Iráklion e ci andiamo a fare una bella passeggiata al porto, che ne dice, così ci gustiamo la brezza finché insiste >>

Al porto di Iráklion, andata

Rimasi quasi interdetto per la proposta; prendemmo un'auto dato che il nostro bus ormai se ne era andato da un po', e ci facemmo accompagnare in città dinanzi alla fortezza di Koules, in piazza "18 Agglon", dove ci lasciò.
Notai che la vicinanza di altri, si fosse trattata anche di una presenza innocua come quella di un bimbo, lo portava a sospendere la conversazione.
Come previsto il vento soffiava rendendo sopportabile senz'alcuna difficoltà quel sole estivo e, rigenerati dalla sosta al bar e dal breve e tranquillo tragitto in macchina, subito ci mettemmo in cammino mantenendo alla nostra destra la fortezza da dove i "Leoni di San Marco" ci osservavano imperituri e orgogliosi dell'antico trascorso.

 Mura della fortezza con Leone si S.Marco - foto e nota a di Moebius: piacevano anche a Lui !

Mura della fortezza con Leone si S.Marco - foto e nota a di Moebius: piacevano anche a Lui !

Si accorse che li guardavo ...

H << si, anche qui un po' d'Italia ... si può dire se vogliamo, siamo andati in ogni dove ... >>
M << già ... ma a Los Alamos, Lei, come ci è arrivato ? >>
H << non desiste eh ? Diciamo che un po' mi ci hanno convinto e un po' mi ci hanno portato ma ... sopratutto furono le parole spese da Fermi a indurre i servizi statunitensi al mio recupero, su richiesta ovviamente della direzione scientifica; ebbe l'ardire di sostenere che senza il mio contributo sarebbe stata dura e così andai oltre oceano "
M << ma non fu lusingato di tale considerazione ? >>

Sorrise ...

H << si certo ma, il fatto è che Enrico aveva ragione ... >>
M << ah ! >>
H << eh si >>
M << quindi si occupò di ... >>
H << numeri, di numeri, perché dove arrivavo io sembrava non potessero arrivarci altri, cosa vuole, per "loro" fu precipuo questo mio coinvolgimento rispetto all'applicazione e allo studio diretto della Fisica, sul "campo", perché le necessità del momento erano talmente pressanti ... "
M << insomma se la cavava niente male anche nei confronti dei matematici teorici, intendo ... quelli "specializzati" >>
H << si, non ha senso fingere falsa modestia e tanto meno vantarsene, comunque al termine della guerra continuai a collaborare, ma non per molto ancora sino a quando mi accordarono di poter decidere come ritenevo più opportuno >>
M << non avrebbe potuto decidere autonomamente ? >>
H << non era quello il punto, il fatto è che dopo aver partecipato ad un progetto di tale portata nessuno avrebbe potuto, in pratica, decidere in proprio, non era una questione che riguardava solo la mia persona, condizionava anche altri teorici e scienziati ma, per ovvi motivi, il mio caso era molto ma molto "particolare" >>
M << quindi, quando poté, scelse dove andare e cosa fare, "rimanendo" nella matematica teorica ? "
H << le mie potenzialità, non se ne abbia ma la mia non è una ostentazione, erano note ai "vertici" e le "esplorazioni" che azzardavo nel mondo dei numeri erano davvero per pochi quindi, diciamo che dopo la fine del conflitto un paio di medaglie Fields me le sarei potute aggiudicare ... "
M << ? >>
H << perché mi guarda così ? >>

Ero rimasto basito, una rivelazione dietro l'altra, cose alle quali sarebbe stato difficile crederci visto che quasi facevo fatica io stesso a rendermi conto di quanto ascoltavo ... ci sarebbe stato da riempire le prima pagine della carta stampata di tutto il mondo per un mese intero, e forse non sarebbe bastato ancora.

... e ritorno

 Il mare dinanzi al porto di Iráklion - foto di Moebius, nessun commento

Il mare dinanzi al porto di Iráklion - foto di Moebius, nessun commento

Avevamo raggiunto la fine del lungo molo, sopra un cielo azzurro da incanto, dinanzi un mare blu mosso e forte e grintoso e aggressivo in contrasto con l'aspetto che restituiva la Sua persona.
Un vento forte riempiva i polmoni d'ossigeno e iodio mentre un gruppo di gabbiani si contendeva del cibo tra i grossi blocchi di cemento posti a protezione del molo stesso; ogni tanto lo spruzzo di un'onda più violenta delle altre ci raggiungeva ...
Fece un gran respiro ma, a me, parve più un gesto liberatorio; quello che mi aveva raccontato gli era costato più di quanto potevo immaginare così come non potevo sapere quanto gli fosse pesato alimentare quella segretezza e rinunciare a quanto avrebbe potuto e, credo, voluto raccontare al mondo ... si, malgrado l'età era una persona in gamba ma percepii chiaramente che il peso dell'anonimato lo aveva costretto a trascinarsi una zavorra suo malgrado: senza quella avrebbe potuto "volare".

Aveva gli occhi lucidi e mi disse, senza ch'io gli domandassi, che era per il vento ... anche se nei miei non era entrato neanche un granellino e Lui aveva gli occhiali.
Tornammo alla fortezza ancora conversando; mi disse che non sarebbe più tornato in Argentina, non avrebbe potuto accettare di convivere con quello che stava accadendo laggiù.
Anche se personalmente non lo toccava, non lo tollerava come uomo: aveva deciso da tempo di cambiare e stabilito una nuova casa dove andare.

La sua famiglia era partita il giorno del nostro incontro e lui l'avrebbe raggiunta in quel luogo, ma dove non seppi.
Capii da solo che non avrei dovuto, con un certo rammarico, rendere pubblico quanto avevo scoperto dopo tanta fatica, e impegno profuso a rischio della mia stessa vita; ma è quello che mi fece capire Lui, non solo per se stesso ma anche per me, nei miei riguardi, perché sapeva che se avessi scritto qualcosa sarebbero venuti a prendermi.
Parlammo, e conversammo ancora a lungo rallentando il passo senza rendercene conto, sino a quando superammo le mura della fortezza.
Ormai non stavo più chiacchierando con la "mia" scoperta, stavo parlando con una persona che aveva deciso di confidarsi ... con uno sconosciuto ma, era chiaro, per quanto potesse apparire un azzardo, si era reso conto di potersi fidare.

Tra le tante cose che mi disse riuscì anche a disquisire di principi matematici, non riusciva a farne a meno, ma per quanto fosse bravo nel semplificare concetti complicati io faticavo a seguirlo: ma questa, per lui, era un'esperienza quotidiana.
Un'altra sorpresa nelle sorprese fu quando disquisendo di ipotesi e teoremi finimmo per citare la Riemann. Io buttai lì, come una battuta, il fatto che nessuno ne avrebbe "cavato" qualcosa quando Lui, con un sorriso che aveva tutto il sapore della complicità e della beffa, mi disse che per quanto lo riguardava non era più solo una congettura.
Sapevo cosa potesse significasse una rivelazione del genere, ma non dissi nulla e rimasi lì fermo, a guardarlo, senza rendermene conto, poi mi "ridestai" ma il merito fu per la sirena di un cargo in ingresso al porto ...

Addio

Tornando verso l'albergo percorremmo in salita la via lastricata e mi invitò, seriamente, a riflettere sull'opportunità di non divulgare i fatti di quel giorno, a non concedermi alla benché minima allusione.
Non insisté ma ne parlò con fermezza, ben sapendo a cosa mi chiedeva di rinunciare ...
Creta era stata solo una sua tappa, non vi era arrivato per fare il turista e presto se ne sarebbe andato.
Non avrei più cercato occasione per rincontrarlo, non avrei più avuto motivo di inseguirlo nuovamente.
La mia "caccia" era nei fatti terminata ma per quanto avessi confidato di scoprire mai mi sarei immaginato quanto accaduto.
Come tu capirai, leggendo "ora", questi appunti, mantenni la parola.
Considerando il fatto che nessun'altro ebbe a ripetere la mia "scoperta", almeno questo credo, si è continuato a credere quello che venne e viene scritto.
Lui, la sera, doveva incontrare un'altra persona; non chiesi nulla in merito, non avrebbe avuto alcun senso. Sarebbe ripartito l'indomani.
Rimase il tempo di un saluto e gli dissi ...

M: << Signor Trinacria posso salutarla ... per "nome" ? >>

Lui capì ...

H << certo, ma certo che puoi >>
M << ... Ciao Ettore >>
H << Addio Moebius >> ...

Alle 7:00 è suonata la sveglia, ma tu dimmi se uno può fare un sogno del genere ... Los Alamos, Argentina, Creta ... boh !
La prima cosa che mi è venuta in mente è stato: "qui ci verrebbe fuori un articolo per EY, si un articolo ... ".
Non faccio in tempo a sedermi a tavola che mia moglie mi chiama.
Si è alzata prima di me, come al solito,
Su di buon mattino si è messa a ripulire il sottotetto.
Dopo che avevo sistemato la copertura in seguito alle infiltrazioni d'acqua causate dai "monsoni autunnali" era necessaria una ripassata.
Poi sento che mi chiama ...
<< vieni su un momento ...>>,
<< ... cosa vuoi ? >>,
<< ho detto, vieni su un momento, no ? ... >>,
<< non posso, sto bevendo il caffè, sono ancora in modalità "zombi" ... cosa vuoi ? >>,
<< ho trovato una vecchia cassettina di legno >>,
<< ... cassettina ... legno, boh ? ... E allora ? >>,
<< ci sono dentro dei fogli e ... su uno c'é scritto "condotta evasiva" ... poi una busta ... una busta con su scritto "autoiniettore di atropina" e c'é ... c'é un quaderno ... no, no é un'agenda, un po' ingiallita a dire il vero e ... sopra c'é scritto ... é in corsivo, 'spetta che non c'ho gli occhiali, faccio fatica ... allora c'è scritto Mo... Mo... "Moebius" , ma che roba è ? C'é anche la piantina di una città ... una vecchia piantina, ah sì, Buenos Aires, direi ... ma ti dice qualcosa ? >> ...

note

(0) hai qualche problema ?
(1) ho paura di volare con l'aeroplano
(2) signore, mi può dare una informazione ?
(3) dipende da quello che vuole sapere, ma perché non parla italiano ?

5

Commenti e note

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di ,

@grandegiove, sono io che ringrazio te per i complimenti e per esserti dedicato a questa lettura ma ... si, chiamami semplicemente per "nome" ...

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Bravo! Bello davvero! Grazie Waltermwp... oppure dovrei chiamarti ... per "nome" ? ;)

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@GuidoB, sono lusingato dal tuo commento, forse sei troppo generoso ma non nego che mi ha fatto estremamente piacere leggerti. Questo articolo è "uscito" in concomitanza con quanto riportano oggi i media ma, come cita l'immagine di prima pagina "le cose, a volte, non sono come ce le hanno raccontate" ... Poi, tu guarda la combinazione, nevica come "quella sera" ... Ti ringrazio veramente. @gianpox, sono contento ti sia piaciuto, il tuo apprezzamento per me è più che gradito, Grazie.

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Complimenti WALTERmwp, un racconto avvincente scritto in maniera esemplare !

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Mi hai fatto venire un colpo, ho letto d'un fiato e ancora non capisco il confine tra la realtà e la fantasia. Ovviamente se hai informazioni reali di prima o seconda mano, siamo qui che pendiamo dalle tue labbra. E comunque complimenti, è scritto con un bello stile (ma ti dedichi a scrivere?) e illustrato molto bene!

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