Ho riflettuto molto sulla questione in questi giorni, anche confrontandomi con un'altra persona che non è su questo forum e che ringrazio.
Mi ha fatto rendere conto dell'obiezione che sollevava
DrCox, vediamo se riesco a mettere in chiaro la situazione, sperando che
DrCox possa dedicare ancora un pò di tempo a questo problema.
Giustamente come ha ripetuto più volte, la diffusione vale anche per palline neutre, chiuse in una scatola e libere di andare in giro. Inoltre, senza complicarci la vita inutilmente, possiamo benissimo supporre che la scatola sia isolata dal resto del mondo, nel senso che non ci sono scambi energetici in nessuna delle due direzioni.
Da dove nasce la diffusione di queste palline neutre? Dal fatto che l'intero sistema di palline ha una certa energia (cinetica) e dal fatto che, pur rimanendo costante globalmente, esse se la scambiano continuamente attraverso urti elastici. In altre parole, se si trovano in una certa configurazione spaziale, esse non possono restare ferme dove sono, perché l'energia che possiedono le obbliga al moto eterno. Dunque, se c'è un fitto grappolo di palline in una zona della scatola, mentre c'è pressoché il vuoto in un'altra, dopo un pò di tempo attraverso urti continui queste tenderanno a distribuirsi più o meno con densità uniforme in tutte e due le zone.
Abbiamo detto che gli urti altro non sono altro che interazioni elettromagnetiche, dunque almeno in linea di principio si dovrebbe poter ricavare questo fenomeno da Maxwell e Newton.
Come fare?
Si deve schematizzare ogni pallina come un insieme di elettroni e protoni (e neutroni, che in una analisi come questa servono solo per sapere quanta è l'inerzia delle palline), tenuti insieme da fili inestensibili e senza massa. Si deve poi trovare il campo elettromagnetico prodotto da tutte le particelle elementari (che non sono neutre) di tutte le palline. Tale campo pervade l'intera scatola.
A questo punto, ogni particella elementare in ogni pallina sente questo campo, sente la forza che ne deriva, e la risultante di tutte le forze sull'insieme di particelle di una singola pallina costituisce la forza esercitata su quella pallina. Cosa vedremmo? Vedremmo che quando una pallina non è in prossimità di nessun'altra, la risultante delle forze elettromagnetiche sulle sue singole particelle costituenti è praticamente nulla. Diventa non trascurabile solo quando essa viene ad essere molto vicina ad un'altra (urto).
La diffusione deve venire fuori da una analisi del sistema fatta così, in questi termini.
Che succede se 'smontiamo' il sistema? Ovvero, che succede se considero un sistema fatto di per sé già di particelle elementari (cariche), svincolate, in una scatola come quella di prima?
La risposta è: niente di diverso da prima, a meno del fatto che non serve più introdurre nel modello quei fili ideali che tenevano insieme grappoli di particelle elementari, formando le palline.
In conclusione, direi che nel modello in [20], la diffusione dovrebbe essere già dentro. Bisogna solo specificare nelle condizioni iniziali che l'intero sistema possiede una certa energia cinetica, che poi si manterrà globalmente costante poiché la scatola è isolata.
Attendo tuo riscontro

Nota: le particelle cariche (in entrambi i modelli a palline o a particelle svincolate) quando cambiano la loro velocità irradiano, ma ciò non rappresenta un problema in quanto la scatola, essendo isolata, riflette tutta la radiazione che riceve ributtandola dentro. In altre parole, si può supporre benissimo che le particelle non irradino affatto, ovvero utilizzando un potenziale anziché trattare tutto in termini di campo EM.
Nota 2: ho corretto un errore che commettevo nel messaggio [7], che solo ora sono riuscito finalmente a vedere.