AlexFRS3 ha scritto:Io devo realizzare una relazione, non il circuito.
E l'avevi anche scritto nella prima frase del primo messaggio, solo che avevo mancato completamente la parola "relazione"! Chiedo scusa. Mi serve sapere che cosa studi e per quale corso stai facendo questa relazione.
AlexFRS3 ha scritto:L'utilizzo di questo circuito non dipende da me, quindi non posso farci nulla. Vi ho posto questa domanda poiché neanche il mio prof sa a cosa serve quel partitore.
Quindi la sua funzione è aggiungere una costante all'uscita, ok, ma applicazioni pratiche ce ne sono?
Ah, 'sti professori che in realta` sono braccia rubate all'agricoltura
Si`, serve aggiungere una costante all'uscita per tarare il circuito. Prendi la termocoppia, la metti in ghaccio e acqua e regoli il pot finche' da` 0V in uscita.
AlexFRS3 ha scritto:Quindi se fosse stato progettato con più cura quel partitore non sarebbe dovuto esistere?
Si`, qualcosa del genere.
La tensione di uscita del circuito vale:
Vu=Vtermocoppia*619-Vdiodo*12.7+Costante di RV2 + Costante di RV2+costante di RV3
Se non ci fosse l'aggiunta di una "costante" regolabile con un potenziometro, l'uscita diventerebbe molto negativa perche' la tensione del diodo, mezzo volt abbondante, sarebbe moltiplicata per 12.7 (valore dato da R4 R7 R11 R15). Bisogna aggiungere un offset in modo da avere 0V in uscita a zero gradi Celsius. L'offset dovrebbe essere regolabile fra +6V e +8V in modo da compensare le differenze fra un diodo e l'altro. L'effetto di RV2 e` di aggiungere all'uscita una costante che puo` essere scelta nell'intervallo fra 0V e 8V, mentre RV3 aggiunge all'uscita un'altra costante che puo` essere scelta nell'intervallo fra 0V e 1V.
Quindi un circuito "buono" anzi no, un po' meglio di quello che hai, dovrebbe avere al posto di RV2 una resistenza fissa calcolata in modo da dare in uscita una costante FISSA di 6V, e RV3 calcolato in modo da dare un offset variabile fra 0V e 2V.
Dove hai trovato quel circuito? Da dove arriva?