Convertitore a risonanza
Ciao a tutti,
dovrei realizzare un alimentatore sw da 20W dove è importante che disturbi poco.
Correggetemi se sbaglio: penso che la scelta migliore sia un convertitore a risonanza per il fatto che il campo magnetico generato è sinusoidale e che le commutazioni dei mosfet avvengono in prossimità dello zero della corrente primaria.
Intendo dire qualcosa di questo tipo:
Non ho molta esperienza con questi convertitori: so che la regolazione si effettua portando a lavorare l'oscillatore ad una frequenza opportunamente più bassa di quella di risonanza.
Il mio alimentatore dovrebbe poter lavorare con un ingresso che può variare da 110V a 360V e, di nuovo correggetemi se sbaglio, mi sembra un campo eccessivamente ampio da recuperare con uno spostamento della frequenza e mi preoccupa l’alta tensione sul condensatore che, potenzialmente, potrebbe salire a Q volte quella d’ingresso.
Altro inconveniente pericoloso: se la frequenza dell’oscillatore dovesse superare quella di risonanza il controllo andrebbe in fuga.
Per ovviare a tutto questo mi sembrerebbe più ragionevole far lavorare l’oscillatore sempre alla stessa frequenza di risonanza del circuito LC, così da tenere sempre il circuito nelle migliori condizioni di funzionamento e, per realizzare il controllo, far variare il dead time invece di spostare la frequenza dell'oscillatore, ma non l’ho mai visto fatto in questo modo.
Fatto così il controllo sarebbe lineare e il campo di variazione senz’altro più ampio.
Secondo voi c’è qualche controindicazione?
dovrei realizzare un alimentatore sw da 20W dove è importante che disturbi poco.
Correggetemi se sbaglio: penso che la scelta migliore sia un convertitore a risonanza per il fatto che il campo magnetico generato è sinusoidale e che le commutazioni dei mosfet avvengono in prossimità dello zero della corrente primaria.
Intendo dire qualcosa di questo tipo:
Non ho molta esperienza con questi convertitori: so che la regolazione si effettua portando a lavorare l'oscillatore ad una frequenza opportunamente più bassa di quella di risonanza.
Il mio alimentatore dovrebbe poter lavorare con un ingresso che può variare da 110V a 360V e, di nuovo correggetemi se sbaglio, mi sembra un campo eccessivamente ampio da recuperare con uno spostamento della frequenza e mi preoccupa l’alta tensione sul condensatore che, potenzialmente, potrebbe salire a Q volte quella d’ingresso.
Altro inconveniente pericoloso: se la frequenza dell’oscillatore dovesse superare quella di risonanza il controllo andrebbe in fuga.
Per ovviare a tutto questo mi sembrerebbe più ragionevole far lavorare l’oscillatore sempre alla stessa frequenza di risonanza del circuito LC, così da tenere sempre il circuito nelle migliori condizioni di funzionamento e, per realizzare il controllo, far variare il dead time invece di spostare la frequenza dell'oscillatore, ma non l’ho mai visto fatto in questo modo.
Fatto così il controllo sarebbe lineare e il campo di variazione senz’altro più ampio.
Secondo voi c’è qualche controindicazione?






sei stato chiarissimo, ero convinto invece si dovesse lavorare nella zona capacitiva ma, dopo la tua spiegazione, invece è ovvio che non sia così: in pratica se i MOS vedono un'induttanza, l'apertura avviene con la corrente che "tira nel verso giusto per aiutarla" e quindi, trascorso il dead time, la successiva chiusura avviene sempre con la tensione già a zero (o meglio con il diodo in conduzione).