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Faretti infrarossi, alcuni problemi di termica

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[11] Re: Faretti infrarossi,alcuni problemi di termica

Messaggioda Foto UtenteCandy » 12 ago 2012, 9:03

IsidoroKZ ha scritto:Se credi che l'alimentazione in corrente non serva, non usarla. Al piu` scaladano un po'!

Ogni tanto sei criptico Foto UtenteIsidoroKZ. Questa tua affermazione è assai curiosa.
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[12] Re: Faretti infrarossi,alcuni problemi di termica

Messaggioda Foto Utenteruggero2 » 12 ago 2012, 10:48

IsidoroKZ ha scritto:Se vai a vedere i conti delle sensitivities vedi che 0ohm sono proprio pochini.

Metti in serie 6 led da 1.5 V, totale 9V. Imposti l'alimentatore a 13.5 V, devi far cadere 4.4V con una corrente di 60mA che da` una resistenza da 75ohm 0.5W. Oppure se stai a 13V puoi mettere 68ohm, ma non scenderei al di sotto di questo valore, altrimenti la regolazione di corrente va a farsi benedire.

Il fatto che il led emetta nel vicino infrarosso, nel visibile o nell'ultravioletto non cambia il riscaldamento. Tutta la luce scalda, che la si veda o no.


Si, ho capito il conto che fai, usi la formula che ho riportato prima.

Ma non ho capito perché non la posso usare nel caso Val e nVled siano uguali, potresti spiegarmelo? Dovendo assemblare 4 o 5 fari con ca 200 led mi veniva più facile metterne quanti più possibile in serie, meno saldature.

Guarda, sull'infrarosso mi trovi in disaccordo.

Consideri tutta la radiazione elettromagnetica uguale ai fini termici, ma non è così.

La luce infrarossa eccita gli elettroni rotovibrazionali.
La luce visibile eccita gli elettroni di legame.
I raggi x invece eccitano gli elettroni negli orbitali più interni.

Con la prima fai vibrare gli atomi e l'attrito provoca un riscaldamento del materiale investito dalla radiazione, la luce visibile spezza le molecole (infatti alcune reazioni si attivano con gli uv), i raggi x e seguenti spezzano in 2 gli atomi.

Elettroni diversi, effetti diversi, le vibrazioni atomiche/molecolari sono quelle che provocano un maggior riscaldamento.
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[13] Re: Faretti infrarossi, alcuni problemi di termica

Messaggioda Foto UtenteCandy » 12 ago 2012, 11:51

Le giunzioni P-N a semiconduttore non sono capaci di limitare la corrente che le attraversa, soprattutto perché all'aumentare della loro temperatura, diminuisce la resistenza interna. E' importantissimo che sia il circuito esterno di alimentazione a determinare e regolare tale valore di corrente. Per questo IsidoroKZ ti diceva che i LED si devono alimentare a corrente costante.
Creare circuiti a tensione costante è comodo e semplice, ma, in questo caso, è opportuno, sempre, mettere un resistenza in serie tra alimentazione e diodo. Alcuni volt di caduta di tensione fanno si che la resistenza diventi un regolatore, limitatore di corrente.

Perché il LED scalda è un problema diverso e, secondo me, marginale rispetto all'importanza di come deve funzionare il circuito. Il surriscaldamento potrebbe arrivare anche da fonti esterne, e produrrebbe gli stessi effetti.

Anche la tensione diretta di un diodo non è un valore assoluto e certo, ma statistico e parecchio variabile. Le lampade che hai fatto sino ad ora funzionano perché ne hanno voglia, ma avranno vita breve. Poi, non so fino a che punto tu abbia ragione. Una resistenza in più da saldare, rispetto al tempo che perdi a misurare tensioni su ogni diodo e cambiare quelli che non ti stanno simpatici. Non sei molto dalla parte della ragione. Per più di un motivo.

Come ti ho detto nel precedente post, si può fare elettronica bruciando molte tappe, Foto UtenteTardoFreak, nel suo blog, ci ha spiegato come, ma si scopre fin troppo presto che non si porta a casa nulla di buono, anzi.
Io, nella mia crudele cattiveria, ti invito anche a desistere dal continuare questo argomento se la tua posizione dovesse restare tale. Treni di inutili post controproducenti anche per chi, dall'esterno, dovesse leggerli.
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[14] Re: Faretti infrarossi, alcuni problemi di termica

Messaggioda Foto UtenteAjKDAP » 12 ago 2012, 11:59

Non voglio rovinare tutto, ma io ho creato un illuminatore IR per il mio piazzale, visto che la telecamera esterna è distante e non riesce ad illuminarlo a dovere.

Beh, i led sono freddi come quelli della barra a led che ho fatto in cucina.

Secondo me ti converrebbe ascoltare i suggerimenti che ti hanno dato. :ok:

Resistenza limitatrice, oppure un driver apposito limitato in corrente.

Se invece pensi che sia normale che scaldino così, allora lasciali così e continua con la tua idea :mrgreen: che ti dobbiamo dire ?
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[15] Re: Faretti infrarossi, alcuni problemi di termica

Messaggioda Foto Utentemir » 12 ago 2012, 18:16

leggo che Foto UtenteIsidoroKZ ha risposto a tutti i tuoi quesiti, e senza dubbio molto meglio di come avrei potuto fare io. ;-)
ruggero2 ha scritto:perché dovrei mettere delle resistenze?

perché il diodo led è un semiconduttore e non ha un comportamento lineare, comunque ammesso che io non abbia detto strafalcioni, ti suggerisco di seguire le preziose indicazioni ed i suoi artioli di Foto UtenteIsidoroKZ poi sull anecessità di un resisotre per un diodo led puoi leggerti questo chiaro ed utile articolo del grande Foto Utenteg.schgor. ;-)
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[16] Re: Faretti infrarossi,alcuni problemi di termica

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 13 ago 2012, 0:23

Candy ha scritto:Ogni tanto sei criptico Foto UtenteIsidoroKZ. Questa tua affermazione è assai curiosa.


Quando a qualcuno si dice fai cosi` per un dato motivo e non e` convinto faccia come gli pare, al piu` brucia qualche led, poi si accorgera` che forse non va bene come voleva fare.
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[17] Re: Faretti infrarossi,alcuni problemi di termica

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 13 ago 2012, 0:46

ruggero2 ha scritto:Si, ho capito il conto che fai, usi la formula che ho riportato prima.

Ma non ho capito perché non la posso usare nel caso Val e nVled siano uguali, potresti spiegarmelo?

Perche' non avresti nessun margine al cambiare della tensione richiesta da ogni led. E la tensione richiesta da ogni led dipende da come e` venuto il led, dalla sua temperatura... Quando scaldano dovresti abbassare la tensione di alimentazione, altrimenti scaldano ancora di piu`. Mi pare che verso la fine dell'articolo ci sia una parte di conti in cui si fa vedere l'effetto sulla corrente delle variazioni di tensione di alimentazione (non il tuo caso) e l'effetto della variazione di tensione del led (tuo caso!). Queste sono tanto piu` piccole quanti meno sono i led in serie.
ruggero2 ha scritto:Dovendo assemblare 4 o 5 fari con ca 200 led mi veniva più facile metterne quanti più possibile in serie, meno saldature.

Ahime' ogni tanto il mondo e` ingiusto :( I led e` opportuno alimentarli in corrente. Puoi provare anche a guardare nel mio blog gli articoli sulle lunghe stringhe di led alimentati direttamente da rete, in particolare il secondo, alimentazione a corrente costante con caduta resistiva e capacitiva dovrebbero essere quelli che ti interessano. Con quei circuiti puoi mettere in serie un centinaio di led da 1.5V ciascuno. Occhio che sono circuiti collegati direttamente alla rete, danno la scossa se li tocchi!

Per l'infrarosso e altre frequenze, dove hai studiato quella roba? Per avere radiazione ionizzante bisogna arrivare nell'ultravioletto, almeno dalle parti di 5eV. Poi ci sono casi in cui basta meno energia per ionizzare, ma questo non sposta praticamente il calcolo termico. E non ci sono elettroni rotovibrazionali, e neanche attrito di vibrazione, l'attrito e` un fenomeno macroscopico, al piu` ci sono i fononi quando si va giu` a livello atomico

I raggi X non spaccano in due l'atomo (per fortuna!), provocano solo ionizzazione profonda.

Tutta la radiazione elettromagnetica IR e visibile ha gli stessi effetti termici.
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[18] Re: Faretti infrarossi,alcuni problemi di termica

Messaggioda Foto Utenteruggero2 » 13 ago 2012, 21:36

Il mondo è ingiusto... e non tutti danno il pesce ai gattini :mrgreen:

Per i raggi, ing chimica.

Gli infrarossi non sono uguali alla luce, infatti si fa l'analisi IR per sapere i gruppi funzionali che hanno le molecole, ecco perché dico che le fa riscaldare.

Gli ultravioletti infatti non si usano per ionizzare,gli ultravioletti si usano per formare dei radicali; mi riferisco alla sostituzione radicalica, per esempio negli alcani, alcano + cl2 abbronzi il tutto con un po' di ultravioletti e hai la reazione, che non passa per stadi di equilibrio ionici, ma radicalici.

Per i raggi x hai ragione, sono stato poco chiaro, avevo scritto "raggi x e seguenti", dovevo specificare che mi riferivo più ai gamma.

:mrgreen:

Farò qualche prova, vi tengo aggiornati,avevano delle resistenze da 82 ohm, ne ho presa qualcuna.
Ultima modifica di Foto Utentemir il 13 ago 2012, 21:40, modificato 1 volta in totale.
Motivazione: eliminato quote inutile. PS: per rispondere utilizzare il tasto rispondi.
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[19] Re: Faretti infrarossi, alcuni problemi di termica

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 14 ago 2012, 6:04

L'assorbimento nei materiali puo` avvenire a lunghezze d'onda diverse, dipende dal materiale.
Non ci sono differenze fra IR e visibile e` sempre un'onda elettromagnetica e scaldano allo stesso modo, sempre dipendendo dall'assorbimento.
Nei led non capitano reazioni chimiche, il riscaldamento e` dovuto a interazione elettrone-fonone.

Citavo l'UV e la ionizzazione perche' per rompere un legame carbonio-carbonio servono 5eV circa, per ionizzare l'idrogeno dalle parti di 14eV.
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[20] Re: Faretti infrarossi, alcuni problemi di termica

Messaggioda Foto Utenteruggero2 » 30 ago 2012, 13:00

Ritorno dopo che ho fatto qualche prova, ma i problemi son sempre gli stessi. :D

resistenze da 82 ohm, 12 volt ai capi dell'alimentatore e led da 850 nm in serie da 6.

Ho riempito una millefori 20x10 per un totale di 240 led, accendo, dopo qualche ora la temperatura è sui 65°.

In condizioni uguali, il faretto fatto con i led in serie senza resistenze e quello con le resistenze hanno le stesse temperture, max 5° di differenza.

Cosa sto sbagliando?
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