CIRCUITI ELETTRICI FONDAMENTALI E APPLICAZIONI
Inviato: 6 dic 2006, 23:16
Buon giorno! Mi sono iscritto da ieri, e vorrei esporre una curiosità che ho da molto tempo (io sono un perito elettrotecnico, che a volte ha avuto a che fare anche con circuiti elettronici. La mia domanda è di elettronica ma anche di elettrotecnica (teoria dei circuiti). In parecchi circuiti elettronici, per ridurre gli effetti dei disturbi transitori, si mettono piccoli condensatori in parallelo a tali circuiti, con lo scopo di "fugare" a massa le correnti generate da tali tensioni impulsive, senza interessare il circuito a valle, quindi in pratica, il ramo di impedenza equivalente, in parallelo. Il ragionamento fila, poiché la reattanza del condensatore è 1/2*pigrecco*f*C, quindi, considerando per un transitorio un periodo bassissimo, ne deriva una frequenza molto alta, e quindi reattanza bassa per quella frequenza, mentre praticamente infinita per le correnti continue nel funzionamento normale; il ramo forma quindi, per il circuito a valle, se non sbaglio (ripeto, sono solo un elettotecnico) un filtro passa basso. Ma io mi chiedo questo: è vero che ho aggiunto al circuito un ramo preferenziale per le alte frequenze, ma il ramo principale (circuito utilizzatore) è rimasto, perché non viene attraversato anche lui dalla corrente impulsiva che lo avrebbe attraversato senza il condensatore? Mi spiego meglio con un esempio terra-terra: ho una alimentazione continua V=100V e un carico R' =1000 Ohm, quindi scorre in R' una I ' =100mA: se ora pongo in parallelo una R"= 10 Ohm, in questo ramo avro' I" = 10A, ben maggiore di I', ma non per questo I' è scomparsa. In totale, nel nodo avrò 10,1A che è poi risultato di V*(R'+R") /(R'*R")/= 100*1010/10000 = 10,1. perché questa semplice teoria non si applica alla corrente impulsiva nel filtro? Forse perché il disturbo non è riconducibile ad un segnale a V costante, ma bensì a I costante? Grazie per la risposta, e scusate la lunghezza dello scritto.