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Modello diodo a batteria

MessaggioInviato: 2 gen 2013, 17:01
da Gauss92
Salve a tutti,
volevo chiarire qualche mio dubbio in merito al funzionamento del diodo e ai suoi vari modelli. Preso per esempio il modello a batteria, sappiamo bene che la tensione V_{on} che gli assegno non compare ai morsetti del diodo quindi mi chiedevo, nel caso in cui in un circuito comparisse un diodo in parallelo ad una resitenza, come mai questo imponesse V_{on} ai capi della resistenza in parallelo.
un'altra cosa che mi da a pensare è il valutare lo stato di funzionamento dei diodi. La domanda è questa : esistono configurazioni del circuito per cui mi è piu semplice valutare lo stato di funzionamento ragionando sulla corrente o sulla tensione ? cioè (a parte l'esperienza) c'è qualche valutazione ad occhio che si possa fare per evitare ad esempio conti sulla tensione quando invece ragionando in termini di corrente risulti evidente lo stesso risulatato che otterrrei ragionando sulla tensione ?

Sempre in merito alla domanda di prima, nel caso io ho un circuito privo di generatori ma con molti diodi con modello a batteria, è possibile che io mi ritrovi una corrente all'interno del circuito ? posto un esempio :
(Resistenze da 1K e V_{on}=0.7 V)


Re: Modello diodo a batteria

MessaggioInviato: 2 gen 2013, 17:06
da IsidoroKZ
Rispondo solo all'ultima domanda, quelle prima non le ho capite bene.

NO, la batteria che modella un diodo in conduzione esiste solo se c'e` un generatore esterno che polarizza direttamente il diodo, altrimenti in una rete con soli diodi e resistenze non ci sono correnti...

(...a meno che non scoperchi un diodo e lo illumini, in tal caso hai una cella fotovoltaica, in pratica un generatore di corrente in parallelo al diodo)

Re: Modello diodo a batteria

MessaggioInviato: 2 gen 2013, 19:14
da Gauss92
Quindi nel circuito che ho riportato quando l'ingresso è zero lo sarà anche l'uscita ?

Per quanto riguarda l'altra quello che volevo dire è questo:
per capire se un diodo è spento basta supporre uno stato di funzionamento e poi verificare, nel caso in cui sia supposto acceso, che la corrente scorra da anodo a catodo. In alternativa, sempre sotto ipotesi, calcolare la tensione a cui è sottoposto e verificare se supera la soglia di accensione.
Ora a volte conviene ragionare sulle correnti per verificare le ipotesi, altre volte sulla tensione, e mi chiedevo se ci fossero configurazioni per cui la verifica risulta più agevole in un modo piuttosto che in un altro.
Spero di aver reso il concetto :-)