quesito trasformatori per LED 12Vdc -- alogene 12Vac
buongiorno a tutti,
oggi in laboratorio ci siamo posti una bella domanda che volevo porre anche qui.
Abbiamo spesso tra le mani degli alimentatori AC/DC per LED in bassa tensione:
- primario da rete (220Vac 50 Hz)
- secondario tensione costante 12Vdc o 24Vdc
(e corrente di uscita limitata dalla potenza massima gestibile)
Praticamente, al 99% dei casi sono tutti flyback (e per potenze sotto i 25W non è richiesto PFC).
Gli alimentatori di questo tipo certificati per illuminazione hanno alcune funzioni aggiuntive (per esempio, a fronte di un corto circuito sull'uscita, l'alimentatore fornisce la massima corrente possibile solo per qualche millisecondo e interviene disabilitando l'uscita prima di un comune alimentatore per laptop...). Avevo proprio oggi un alimentatore per LED 12Vdc 60W. Come dimensioni siamo circa 20cm x 8cm x 5cm.
A fianco, invece, per puro caso mi è capitato un alimentatore per algene bispina, anch'esso elettronico (non elettromeccanico). Questo alimentatore per alogene funziona a primario da rete e a secondario invece ha una uscita 12V in alternata (per alimentare le alogene appunto).
Ho guardato bene ed era anch'esso un 60W: mi sono stupito delle sue dimensioni...circa un quarto di quello a 60W per LED.
Mi ricordo che, in generale, il "volume" dei trasformatori dipende dalla "potenza" gestita...ma in questo caso vi assicuro c'è abbastanza differenza.
A cosa può essere imputata una differenza di dimensioni del genere?
Ora, non sono un grande esperto di alimentatori per alogene (anche perché c'è un grande interesse sui LED) ma, immagino, ci sia dentro una specie di inverter e un trasformatore per poter gestire in uscita 12V in alternata per poter pilotare le alogene che sono di fatto un carico resistivo...
Ci siamo chiesti, così per curiosità, di provare ad aggiungere in uscita all'alimentatore per alogene un raddrizzatore + condensatore e provare ad alimentare il continua un carico a LED per capire e vedere cosa succede...hanno già provato a farlo precedentemente e mi hanno detto però che già collegando un carico basso in una situazione del genere (non 60W...) l'alimentatore comincia a surriscaldarsi abbastanza. Farò una prova anche io.
Se avete opinioni da condividere ne sarei grato (anche per mia cultura personale). Grazie.
oggi in laboratorio ci siamo posti una bella domanda che volevo porre anche qui.
Abbiamo spesso tra le mani degli alimentatori AC/DC per LED in bassa tensione:
- primario da rete (220Vac 50 Hz)
- secondario tensione costante 12Vdc o 24Vdc
(e corrente di uscita limitata dalla potenza massima gestibile)
Praticamente, al 99% dei casi sono tutti flyback (e per potenze sotto i 25W non è richiesto PFC).
Gli alimentatori di questo tipo certificati per illuminazione hanno alcune funzioni aggiuntive (per esempio, a fronte di un corto circuito sull'uscita, l'alimentatore fornisce la massima corrente possibile solo per qualche millisecondo e interviene disabilitando l'uscita prima di un comune alimentatore per laptop...). Avevo proprio oggi un alimentatore per LED 12Vdc 60W. Come dimensioni siamo circa 20cm x 8cm x 5cm.
A fianco, invece, per puro caso mi è capitato un alimentatore per algene bispina, anch'esso elettronico (non elettromeccanico). Questo alimentatore per alogene funziona a primario da rete e a secondario invece ha una uscita 12V in alternata (per alimentare le alogene appunto).
Ho guardato bene ed era anch'esso un 60W: mi sono stupito delle sue dimensioni...circa un quarto di quello a 60W per LED.
Mi ricordo che, in generale, il "volume" dei trasformatori dipende dalla "potenza" gestita...ma in questo caso vi assicuro c'è abbastanza differenza.
A cosa può essere imputata una differenza di dimensioni del genere?
Ora, non sono un grande esperto di alimentatori per alogene (anche perché c'è un grande interesse sui LED) ma, immagino, ci sia dentro una specie di inverter e un trasformatore per poter gestire in uscita 12V in alternata per poter pilotare le alogene che sono di fatto un carico resistivo...
Ci siamo chiesti, così per curiosità, di provare ad aggiungere in uscita all'alimentatore per alogene un raddrizzatore + condensatore e provare ad alimentare il continua un carico a LED per capire e vedere cosa succede...hanno già provato a farlo precedentemente e mi hanno detto però che già collegando un carico basso in una situazione del genere (non 60W...) l'alimentatore comincia a surriscaldarsi abbastanza. Farò una prova anche io.
Se avete opinioni da condividere ne sarei grato (anche per mia cultura personale). Grazie.