
Scusate, personalmente non vedo la necessità o la convenienza del lavaggio con solventi, peraltro non propriamente innocui se maneggiati senza le dovute precauzioni, dello stampato dopo aver saldato i componenti se, correttamente, si sia usato uno stagno con flussante incorporato di buona qualità (per intenderci quello che lascia residui marroncini translucidi che "saltano via" semplicemente "grattandoli"), i quali residui non inficiano minimamente in alcun modo la qualità della realizzazione; tale pratica di lavaggio si rendeva indispensabile invece ai tempi (piuttosto remoti... ) in cui si usavano lo stagno senza flussante e la famigerata pasta salda, della quale consiglio caldamente a
VRI di dimenticare l'esistenza, in quanto invece questa lascia residui carboniosi e quindi conduttivi (immagina lo stampato disseminato di resistenzine connettenti le varie piste tra di loro... ). La mia opinione è piuttosto di pulire i terminali dei componenti semplicemente raschiandoli (ed evitando poi di toccarli nuovemente con le dita, almeno nella porzione che poi dovrà essere stagnata alla piazzola), caso mai raschiare delicatamente anche le piazzole prima di stagnarvi i componenti (evitando così i disossidanti) e poi seguire queste poche semplici regole: saldatore ben in temperatura, punta ben pulita e ripulita ad ogni stagnatura, poggiare bene la punta contemporaneamente alla piazzola e al terminale (con una inclinazione di ca. 45°), aspettare un attimo che il calore si sia trasferito adeguatamente e aggiungere lo stagno (con flussante incorporato di buona qualità, per elettronica) dalla parte opposta alla punta nella minima quantità indispensabile, attendendo poi a togliere il saldatore di veder leggermente fumare la stagnatura (segno evidente questo che il flussante ha svolto la sua funzione). Chiaramente per fare correttamente tutto questo occorre acquisire la manualità necessaria con l'esperienza, esercitandosi magari a saldare e dissaldare dei componenti su qualche scheda da buttare; La buona saldatura la si riconosce poi dall'aspetto lucido e dalla forma leggermente concava (se viene opaca è "fredda" e se viene "a pallina" non ha aderito bene al terminale o alla piazzola o ad entrambe !); spesso il principiante tende (oltre a non pulire i terminali) a togliere troppo presto il saldatore per paura che il calore possa danneggiare il componente ma se si usano componenti molto sensibili, quali gli integrati, è buona norma non saldarli direttamente ma usare piuttosto gli appositi zoccoli, mentre per il resto dei componenti il problema in realtà non sussiste, certo non occorre esagerare altrimenti è chiaro che si squaglia il componente, evapora tutto lo stagno e si scolla anche la pista

ma, come ripeto, occorre acquisire la manualità e l'esperienza necessarie con l'esercizio.
