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Uso di potenziometri

MessaggioInviato: 15 apr 2013, 15:08
da Luca90x
Ciao a tutti, vi propongo un dubbio che mi assilla da qualche giorno:
ho visto l'uso di molti potenziometri in altrettanti progetti, e i collegamenti erano dei più vari. Pensando al più generico e semplice (IN al primo morsetto, OUT a quello centrale - resistore variabile), il dilemma è:
il terzo pin, che voglio lasciare inutilizzato, va collegato a massa o lasciato a vuoto? L'eventuale collegamento del terzo pin a massa, non è un dispendio inutile di potenza?

Re: Uso di potenziometri

MessaggioInviato: 15 apr 2013, 15:21
da g.schgor
Sono differenti casi di impiego:

Re: Uso di potenziometri

MessaggioInviato: 15 apr 2013, 15:27
da IsidoroKZ
E poi c'e` ancora questa possibilita`



Che NON va usata. La ragione e` che il cursore mentre striscia sulla parte resistiva potrebbe saltellare, staccandosi momentaneamente e facendo diventare infinita la resistenza. Con il circuito indicato da Foto Utenteg.schgor non si ha mai un circuito aperto, la resistenza complessiva, anche quando il cursore non fa contatto, comunque arriva solo fino al massimo valore del potenziometro.

Re: Uso di potenziometri

MessaggioInviato: 15 apr 2013, 16:26
da Luca90x
Capito, grazie mille a entrambi!

Re: Uso di potenziometri

MessaggioInviato: 15 apr 2013, 22:52
da carloc
Luca90x ha scritto:[...]L'eventuale collegamento del terzo pin a massa, non è un dispendio inutile di potenza?


Per essere un dispendio di potenza lo è di sicuro... che sia inutile dipende da cosa metti sui piatti della bilancia ;-) ;-)

Supponi di voler fare un controllo di volume e di decidere di mettere solo un potenziometro serie collegato a reostato...


Se scriviamo il rapporto tra uscita ed ingresso...
\frac{V_i}{V_s}=\frac{R_i}{P+R_i}

ci accorgiamo di alcune cosette interessanti...

Intanto se voglio il massimo volume e cortocircuito il potenziometro (P=0) ottengo Vi=Vs... ok fin qui non sembra male :D

Ma se invece voglio uscita nulla (volume a zero) si vede che in realtà non si riesce :( :( anche facendo molto più grande di Ri...
\frac{V_i}{V_s}\rightarrow\frac{R_i}{P} se P\gg R_i
si ha un legame iperbolico che tende a zero... ma non lo raggiunge mai.
Inoltre ci sono altri problemi...

i) se cerco di ottenere un volume minimo "basso" devo usare un potenziometro di valore elevato e allora ancora per il legame iperbolico otterrei quasi un controllo on/off... appena appena abbasso il volume dal massimo quasi si ammutolisce e poi quasi non varia più.
ii)Ri, cioè la resistenza di ingresso dello stadio a valle potrebbe non essere nota con precisoone, magari una volta collego un ampli, una volta uno diverso... e abbiamo visto che entra nel conto dell'attenuazione... volumi diversi con amplificatori diversi
iii) forse anche peggio, le capacità dei cavi di ingresso dell'amplificatore

realizzano un filtro passabasso, con P "grande" potrebbe avere una frequenza di taglio "bassa" e per giunta variabile a "rovinare la festa".

Insomma non va :? :?

Allora si collega al riferimeno il terzo pin

stavolta ci basta fare in modo che P_2\ll R_i\; \Rightarrow\; P\ll R_i per avere

\frac{V_i}{V_s}=\frac{P_2}{P_1+P_2}=\frac{P_2}{P}

indipendentemente dalla resistenza di ingresso dello stadio a valle si riesce ad avere un "buon controllo" dell'uscita, anzi dato che la resistenza vista nel cursore del potenziometro vale al più P/4 il deal è ancora più good e inoltre si può anche fare in modo che le capacità a valle abbiano influenza limitata.

Certo si spreca più potenza del primo caso, ma comunque a "livello di segnale" questo non è un gran problema e tutti i vantaggi che si ottengono ripagano ampiamente.

Naturalmete non si farebbe così per regolare la luminosità di una lampada o magari un attenuatore passivo in serie ad un altoparlante (ammesso che ancora qualcuno faccia 'ste cose :mrgreen: ) o in tutte le applicazioni "di potenza"; ma per tutte le altre è spesso vantaggiosa.