Per confermare o smentire il tuo ragionamento (che è errato perché fai una grave confusione tra contenuto armonico e forma del segnale) hai uno strumento molto potente: la FFT.
Chiaramente per una funzione sinusoidale otterrai un unico contributo, alla frequenza della sinusoide.
Se elimini la parte negativa il contributo armonico non può che aumentare.
Questa è la firma di un operatore non lineare applicato alla funzione di ingresso.
Un filtro invece è un operatore lineare e può unicamente eliminare armoniche, non aggiungerne.
In definitiva sono due cose completamente diverse.
Per convincerti ti ho fatto la FFT di un sin(x) e di un sin(x) raddrizzato.

- fouriertranfppsin.jpg (17.46 KiB) Osservato 4888 volte
In rosso ho disegnato la FFT di una sinusoide pura, mentre in blu hai la stessa sinusoide raddrizzata.
Come vedi il contributo armonico in rosso (la sinusoide pura) ha una sola delta (ne vedi due perché c'è anche il picco simmetrico rispetto al centro. Ho preso 200 campioni e quindi troverai un picco a sinistra del campione n°100+1 e uno a destra) mentre il contributo armonico blu (la sinusoide raddrizzata) ha una pluralità di frequenze.
La conclusione ovvia è che il raddrizzatore (ideale o meno)
non rimuova armoniche, ma al contrario ne aggiunga (cosa che un filtro qualunque non può fare perché non è un operatore non lineare) e quindi sia un circuito completamente diverso.
Per comodità ti riporto il breve script Mathematica che ho usato.
Ciao,
Pietro.
- Codice: Seleziona tutto
f[t_] := If[(Sin[t] > 0), Sin[t], 0]
data1 = Table[N[f[10 2 Pi n/200]], {n, 200}];
data2 = Table[Sin[10 2 Pi n/200], {n, 200}];
ListLinePlot[{Abs[Fourier[data1]], Abs[Fourier[data2]]},
PlotRange -> All, Filling -> Axis, PlotStyle -> {Blue, Red}]