Aspetti generali AMPLIFICATORE A MOSFET
Salve volevo chiarirmi le idee su certi aspetti degli amplificatori a MOSFET
Tutto parte dall'affermazione che dice che gli amplificatori devono lavorare in P.O.
Mi sono chiesto il perché e ho cercato di rispondere nel seguente modo: se definisco il guadagno come il rapporto tra la variazione della Vout e di quella della Vin allora per avere il guadagno massimo devo lavorare nella regione della caratteristica Vout-Vin che ha la pendenza maggiore; tale regione è proprio quella di P.O.
Domanda 1: è giusto tale ragionamento o ho travisato il problema?
Dando per buono il ragionamento precedente, quindi, per poter avere un grosso guadagno è necessario avere una grande pendenza della caratteristica in P.O.
Al che mi sono chiesto come fosse possibile raggiungere il mio scopo in un circuito elettronico. La risposta che mi sono dato è stata "aumentare la Rout". Quindi mi sono detto: perché non farla più grande possibile?
La risposta mi è arrivata procedendo nello studio: "Rout limita lo swing della tensione di uscita quindi non posso farla troppo grande"
Domanda 2: è giusto il ragionamento?
Domanda 3: è giusto definire lo swing della tensione di uscita come la differenza tra la Vmax e la Vmin che posso avere dal circuito?
Domanda 4: se consideriamo un caso molto semplice, ad esempio l'AMPLIFICATORE A MOSFET CON CARICO RESISTIVO, perché la R di carico mi riduce lo swing? Non dovrebbe essere il contrario? Voglio dire: se prendo una R di carico grande, la caduta di tensione su di essa sarà grande e quindi la Vout data da Vdd-Vr (dove Vr è la caduta su R) dovrebbe essere molto piccola e questo dovrebbe far aumentare il mio swing...
Tutto parte dall'affermazione che dice che gli amplificatori devono lavorare in P.O.
Mi sono chiesto il perché e ho cercato di rispondere nel seguente modo: se definisco il guadagno come il rapporto tra la variazione della Vout e di quella della Vin allora per avere il guadagno massimo devo lavorare nella regione della caratteristica Vout-Vin che ha la pendenza maggiore; tale regione è proprio quella di P.O.
Domanda 1: è giusto tale ragionamento o ho travisato il problema?
Dando per buono il ragionamento precedente, quindi, per poter avere un grosso guadagno è necessario avere una grande pendenza della caratteristica in P.O.
Al che mi sono chiesto come fosse possibile raggiungere il mio scopo in un circuito elettronico. La risposta che mi sono dato è stata "aumentare la Rout". Quindi mi sono detto: perché non farla più grande possibile?
La risposta mi è arrivata procedendo nello studio: "Rout limita lo swing della tensione di uscita quindi non posso farla troppo grande"
Domanda 2: è giusto il ragionamento?
Domanda 3: è giusto definire lo swing della tensione di uscita come la differenza tra la Vmax e la Vmin che posso avere dal circuito?
Domanda 4: se consideriamo un caso molto semplice, ad esempio l'AMPLIFICATORE A MOSFET CON CARICO RESISTIVO, perché la R di carico mi riduce lo swing? Non dovrebbe essere il contrario? Voglio dire: se prendo una R di carico grande, la caduta di tensione su di essa sarà grande e quindi la Vout data da Vdd-Vr (dove Vr è la caduta su R) dovrebbe essere molto piccola e questo dovrebbe far aumentare il mio swing...


e
, il dispositivo funziona come una resistenza variabile il cui valore è controllato da
.
e il mosfet è interdetto (
)
e il dispositivo lavora nella zona a corrente costante. E' in questa zona che deve lavorare se si desidera utilizzarlo come amplificatore.
, cioè in sostanza in cui si ha
. La tensione di drain alla quale avviene tale fenomeno è chiamata
si ha tanto più segnale tanto più
è alta. Sicuro che il discorso sullo swing non fosse per esempio:
. Tutto ciò proprio per evitare equivoci del tipo appena visto