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Circuito raddrizzatore a diodi

Inviato:
18 nov 2014, 12:57
da andres90
buongiorno a tutti!

mi aiutate a capire una cosa? sto studiando un circuito in cui viene mostrato l'utilizzo del diodo come raddrizzatore di segnale (circuito banale: generatore di tensione alternata, resistore e diodo) e ad un certo punto trovo scritto negli appunti: "all'aumentare della frequenza, risultano accentuati gli effetti capacitivi del diodo e quindi si osserva un ritardo nel raggiungimento del valore di picco della tensione di uscita".
conosco i concetti di capacità di diffusione e di svuotamento in una giunzione p-n, ma mi sfugge il nesso con questo caso particolare
grazie per l'attenzione

Re: circuito raddrizzatore a diodi

Inviato:
18 nov 2014, 13:12
da Russell
semplicemente devi pensare che il diodo deve essere modellizzato, per un caso piu' realistico, con un condensatore in parallelo e una resistenza in serie (entrambi di valori 'quasi' trascurabili)
Accade che se la frequenza è alta, pur essendo questi componenti virtuali molto piccoli, iniziano ad assumere una impedenza meno trascurabile, tale da interferire con il comportamento teorico del diodo.
In soldoni se il tempo di carica e scarica della giunzione richiede un tempo paragonabile con il periodo della frequenza in esame avrai un ritardo nella conduzione iniziale del diodo (rispetto al segnale eltrante) che è tutt'altro che trascurabile....ed anche il valore di picco non sara' quindi piu' allo stesso istante che ti aspettavi
Re: circuito raddrizzatore a diodi

Inviato:
18 nov 2014, 13:23
da andres90
credo di aver capito quanto mi hai scritto, correggimi se sbaglio: dato che nei raddrizzatori di picco, scegliamo un filtro capacitivo tale che la costante di tempo associata alla carica/scarica del condensatore sia molto maggiore del periodo della sinusoide in ingresso (in modo da avere una tensione di ripple trascurabile sull'uscita), se la costante di tempo diventa confrontabile col periodo allora si ha l'effetto descritto prima?
Re: circuito raddrizzatore a diodi

Inviato:
18 nov 2014, 13:29
da Russell
Si
in pratica dopo il diodo si aggiunge un filtro passabasso per livellare l'uscita, tarandolo chiaramente sulla frequenza di alimentazione, in modo da evitare sorprese. Anche il diodo quindi, avendo un limite ad alta frequenza, andra' scelto con cura se necessario.
Re: Circuito raddrizzatore a diodi

Inviato:
18 nov 2014, 13:40
da andres90
però, domanda stupida: se la frequenza aumenta, il periodo T non diminuisce? e quindi non andrei a rafforzare la condizione per cui la costante di carica/scarica è molto maggiore del periodo, e quindi piccolo ripple, ecc..?
Re: Circuito raddrizzatore a diodi

Inviato:
18 nov 2014, 13:49
da Russell
ma la frequenza di lavoro è nota a priori!
a quel punto dimensioni il filtro passabasso, in modo da rispettare la condizione sui ripple
e al tempo stesso sceglierai un diodo che abbia una banda sufficiente a lavorare senza problemi a quella frequenza di lavoro
Re: Circuito raddrizzatore a diodi

Inviato:
18 nov 2014, 13:57
da andres90
quindi quell'aumentare la frequenza non è da intendersi sullo stesso segnale di partenza, ma immaginando di fare un "nuovo" circuito con un "nuovo" ingresso che ha una frequenza maggiore del caso precedente, in funzione della quale poi dimensiono il filtro. ora mi sa che ho capito

io sbagliavo perché pensavo che si intendesse dire di aumentare la frequenza del segnale lasciando inalterato il filtro
Re: Circuito raddrizzatore a diodi

Inviato:
18 nov 2014, 14:05
da Russell
andres90 ha scritto:ora mi sa che ho capito
bene

andres90 ha scritto:pensavo che si intendesse dire di aumentare la frequenza del segnale lasciando inalterato il filtro
eh no, in tal caso infatti i componenti non lavorerebbero come desiderato perche' sono mal tarati.
Quando si fa' un dimensionamento e si scrivono 2 numeri è perche' almeno le condizioni di lavoro sono state fissate
