La resistenza in serie al gate di un MOS serve essenzialmente a uno scopo: smorzare le risonanze che ci possono essere nel circuito di gate, dovute alla capacita` di ingresso del MOS e all'induttanza dei collegamenti fra driver e MOS.
Senza una resistenza di smorzamento, all'accensione del MOS la tensione di gate a causa della risonanza LC serie andrebbe ben oltre la tensione imposta dal gate, e fin qui niente di male, ma poi scenderebbe di nuovo rischiando di spegnere il MOS appena acceso. Questa risonanza e` dalle parti dei megahertz e puo` genera disturbi, aumento della dissipazione ed eventuali malfunzionameti e rotture. Una resistenza serie dell'ordine di

, dove L e` l'induttanza della maglia di accensione di gate e C e` la capacita` di ingresso del MOS, riduce il Q a 1 o meno ed evita questo fenomeno.
Se poi si hanno dei MOS "in parallelo" la resistenza di gate
per ciascuno di essi serve per prevenire autoscillazioni distruttive (molto comuni!).
Una seconda ragione per l'uso della resistenza di gate e` il controllo della velocita` di accensione e spegnimento del MOS. La resistenza di gate insieme con la capacita` Crss forma un integratore di Miller che controlla il dv/dt sul drain del MOS. Rallentare la commutazione puo` servire per ridurre i disturbi, MA aumenta la potenza dissipata dal MOS.
Infine la resistenza di gate potrebbe servire per limitare i picchi di corrente del gate, ad esempio per proteggere il driver, ma con i driver ora disponibili mi pare che non sia mai necessario. Anzi, di solito bisogna controllare di non mettere questa resistenza troppo grande, per non rallentare inutilmente la commutazione.
Svariati MOS di ultima generazione hanno al loro interno la resistenza di gate, ottenunta non aggiungendo un componente ma realizzando opportunamente il polisilicio del gate, con struttura e resistivita` controllata. In questo modo la resistenza di gate e` spalmata su tutto il dispositivo.