direi di no...
Al limite potresti considerare la rete R 2R come infinita e scrivere l'equazione dei telegrafisti.
Dovrebbe venire qualcosa del tipo

che da origine a

e anche

che da origine a

derivando rispetto a z la prima e sostituendo usando la seconda ricaviamo che

definendo

ho che la soluzione puramente progressiva è (quella regressiva non mi interessa perché sono in condizioni di "adattamento" all'uscita, se non carico il DAC)
![v(t,z)= \text{e} ^\frac {-t} {k} \left[ \int_{z_0} ^{z_f} \frac {\text{e}^\frac{\zeta}{k}v_b( \zeta ,t)}{2k} \text{d} \zeta+ V_p(t) \right] v(t,z)= \text{e} ^\frac {-t} {k} \left[ \int_{z_0} ^{z_f} \frac {\text{e}^\frac{\zeta}{k}v_b( \zeta ,t)}{2k} \text{d} \zeta+ V_p(t) \right]](/forum/latexrender/pictures/eac598d8b2261592a9648235d945b01b.png)
Questa soluzione cinese è l'equazione differenziale che mi sta dicendo che le tensioni presenti sulla linea si attenuano esponenzialmente e i contributi dei generatori distribuiti che rappresentano i bit si sommano puntualmente (l'integrale) con la loro attenuazione esponenziale man mano che avanzano verso l'uscita.
Considerando che la g è metà rispetto a r ottengo una attenuazione in ragione 2 invece di ragione e (che conferma che siamo in digitale e non in analogica

)
In definitiva ho trovato un modo astruso per ricavare ciò che si può ricavare molto meglio e molto prima con una analisi non distribuita ma discreta, quindi certamente il professore all'esame non approverebbe.
Per questi motivi questa analisi la metterei nella sezione "cazzabubbole"
Ciao,
Pietro.