Migliorare semplice antifurto con relè ad autoritenuta
Ciao a tutti,
in questi giorni sto aiutando un amico ad installare un semplice allarme a sensore magnetico per una porta: di quelli semplici ed economici, che consistono di due componenti: un magnete da montare sulla porta e un sensore con cicalino (seppur sia un cicalino piezo elettrico, alimentato da tre batterie a bottone per un totale di 4,5 volt, è molto rumoroso!) da montare sull'intelaiatura. Seppur efficace nella sua semplicità, ha due limiti: il primo, facilmente risolvibile, è quello delle batterie: siccome questo allarme, essendo dotato di tre batterie a bottone da 1,5 volt in serie che danno l'impressione di durare poco, abbiamo provveduto a collegarvi, in parallelo, altre tre batterie più sostanziose: tre batterie al litio Energizer “Ultimate Lithium”; da 1,5 volt l'una, (hanno dato ottimi risultati di durata anche con fotocamere digitali). Il secondo problema di questo semplice allarme consiste nel fatto che quando la porta viene chiusa, e il magnete torna vicino all'allarme (dentro ha un contatto reed), il cicalino smette di suonare; insomma: non è dotato di autoritenuta.
Premetto che questo sistema non ha una sicurezza critica, quindi sappiamo bene che in caso di necessità di una maggiore sicurezza esistono sistemi d'allarme certamente più funzionali, complessi e costosi: si tratta più di un modo per comprendere certi funzionamenti.
Avendo notato che l'allarme suona automaticamente se alimentato e senza magnete vicino, abbiamo pensato di migliorarlo con questo sistema di relè e di contatto magnetico a tre vie:
In pratica: ultizzeremo un sensore magnetico con reed, da attaccare alla porta, di questa tipologia
(quello che usiamo noi ha tre contatti: COMUNE, NC e NA)
Quando il magnete è posizionato vicino al sensore, il contatto comune del sensore (sul quale vi si trova la tensione di 12 volt, proveniente da un alimentatore di rete) è su NC e non succede niente;
quando il magnete è lontano dal sensore (la porta viene aperta) il contatto comune del sensore va su NA e innesca un relè doppio polo, singolo contatto, cablato con autoritenuta, in modo tale che se la porta viene richiusa e il contatto comune del sensore torna su NC, l'autoritenuta del relè impedirà lo spegnimento dell'allarme (il cicalino dell'allarme si alimenta da un pacco batterie).
Se in questa condizione il sensore dovesse danneggiarsi, o se l'alimentazione a 12 volt dovesse venire a mancare (ad esempio: l'alimentatore viene scollegato o vengono tagliati i cavi che escono dal sensore), entra in azione il relè di sicurezza: non essendo più alimentato, torna in condizione di riposo (comune su NC), commutando nuovamente il pacco batterie da 4,5 volt sul polo di alimentazione dell'allarme, questo a prescindere, dunque, dal fatto che ci sia alimentazione esterna o no (come detto il cicalino dell'allarme è alimentato da batterie per un totale di 4,5 volt).
Cosa ne pensate di questo sistema? Si potrebbe migliorare in qualche maniera? La logica che è stata teorizzata funzionerà come pensato?
Grazie.
in questi giorni sto aiutando un amico ad installare un semplice allarme a sensore magnetico per una porta: di quelli semplici ed economici, che consistono di due componenti: un magnete da montare sulla porta e un sensore con cicalino (seppur sia un cicalino piezo elettrico, alimentato da tre batterie a bottone per un totale di 4,5 volt, è molto rumoroso!) da montare sull'intelaiatura. Seppur efficace nella sua semplicità, ha due limiti: il primo, facilmente risolvibile, è quello delle batterie: siccome questo allarme, essendo dotato di tre batterie a bottone da 1,5 volt in serie che danno l'impressione di durare poco, abbiamo provveduto a collegarvi, in parallelo, altre tre batterie più sostanziose: tre batterie al litio Energizer “Ultimate Lithium”; da 1,5 volt l'una, (hanno dato ottimi risultati di durata anche con fotocamere digitali). Il secondo problema di questo semplice allarme consiste nel fatto che quando la porta viene chiusa, e il magnete torna vicino all'allarme (dentro ha un contatto reed), il cicalino smette di suonare; insomma: non è dotato di autoritenuta.
Premetto che questo sistema non ha una sicurezza critica, quindi sappiamo bene che in caso di necessità di una maggiore sicurezza esistono sistemi d'allarme certamente più funzionali, complessi e costosi: si tratta più di un modo per comprendere certi funzionamenti.
Avendo notato che l'allarme suona automaticamente se alimentato e senza magnete vicino, abbiamo pensato di migliorarlo con questo sistema di relè e di contatto magnetico a tre vie:
In pratica: ultizzeremo un sensore magnetico con reed, da attaccare alla porta, di questa tipologia
(quello che usiamo noi ha tre contatti: COMUNE, NC e NA)
Quando il magnete è posizionato vicino al sensore, il contatto comune del sensore (sul quale vi si trova la tensione di 12 volt, proveniente da un alimentatore di rete) è su NC e non succede niente;
quando il magnete è lontano dal sensore (la porta viene aperta) il contatto comune del sensore va su NA e innesca un relè doppio polo, singolo contatto, cablato con autoritenuta, in modo tale che se la porta viene richiusa e il contatto comune del sensore torna su NC, l'autoritenuta del relè impedirà lo spegnimento dell'allarme (il cicalino dell'allarme si alimenta da un pacco batterie).
Se in questa condizione il sensore dovesse danneggiarsi, o se l'alimentazione a 12 volt dovesse venire a mancare (ad esempio: l'alimentatore viene scollegato o vengono tagliati i cavi che escono dal sensore), entra in azione il relè di sicurezza: non essendo più alimentato, torna in condizione di riposo (comune su NC), commutando nuovamente il pacco batterie da 4,5 volt sul polo di alimentazione dell'allarme, questo a prescindere, dunque, dal fatto che ci sia alimentazione esterna o no (come detto il cicalino dell'allarme è alimentato da batterie per un totale di 4,5 volt).
Cosa ne pensate di questo sistema? Si potrebbe migliorare in qualche maniera? La logica che è stata teorizzata funzionerà come pensato?
Grazie.
