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Analisi del limitatore di corrente Theremino

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[21] Re: Analisi del limitatore di corrente Theremino

Messaggioda Foto UtentePietroBaima » 28 dic 2016, 21:35

Oggi Steve mi ha risposto, volevo riportare la traduzione di quanto ha scritto, ma non ho avuto molto tempo.
Eccola:

Happy to be sneaked on this forum again by Pietro.
I can remember when he asked me to discuss something to be stuck on the skin, long ago.
He is quite enthusiastic with electronics and I definitely appreciate it, although I have to say he is the lazy one, not me, as I am aware he could work out that circuit in a flash...

Laziness on a side, he provided me with full translation of the page and I have little to say on that circuit but it does not appeal to me very much. Many reasons for that have been plenty and broadly discussed already, so I am not bothering forum users with my flimsy contribute on it; however what I can say is that circuit is too space consuming to have reasonable room on a PCB, due to the thermal clearance needed and the package of the pass-transistor and should not be used in up-to-date design anymore.
A sensible solution would involve an eFuse, for instance, the Texas Ins. TPS22951 should shut the case down.
I am not moreover sure that a PTC will overheat as described and in some cases a solution with this component is widely used, conjointly with the eFuse, as a last resort for extra protection.

My best wishes and season greetings to everyone!
Steve
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Io capisco le cose per come le scrivete. Per esempio: K sono kelvin e non chilo, h.z è la costante di Planck per zepto o per la zeta di Riemann e l'inverso di una frequenza non si misura in siemens.
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[22] Re: Analisi del limitatore di corrente Theremino

Messaggioda Foto UtentePietroBaima » 28 dic 2016, 21:42

Steve ha scritto:he is the lazy one, not me

Steve ha scritto:he provided me with full translation of the page

Hence I am not so lazy as described... :mrgreen:

(mo chi glielo dice che ho usato il traduttore di google??)
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[23] Re: Analisi del limitatore di corrente Theremino

Messaggioda Foto UtenteCarloCoriolano » 28 dic 2016, 21:50

IsidoroKZ ha scritto:E avviso importante, bisogna considerare che io non ho di certo 40 anni di esperienza di progettazione alle spalle e vado abbastanza a tentoni :-), puo` darsi che quanto mi hanno insegnato di non fosse proprio giusto, o molto piu` probabilmente che io lo abbia capito male.


Il periodo di Bramieri è passato da tempo ormai.
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[24] Re: Analisi del limitatore di corrente Theremino

Messaggioda Foto UtenteBrianz » 28 dic 2016, 22:20

Personalmente mi sentirei di dire quanto segue:
perché accrocchiare circuiti poco affidabili con componenti discreti se il mercato offre componenti integrati progettati apposta?

1.- hanno lo switch a mosfet con cdt tra 60 e 120mV - poco o niente calore
Minima e ben definita cdt serie: al carico arriva la tensione USB e non una sua frazione
2.- hanno un intervento a soglia e non foldback . La tensione viene interrotta al sovraccarico e non cade in modo progressivo: il carico non rischia di trovarsi mezzo alimentato
3.- possibilità di segnalare l'intervento: niente incertezze
4.- la corrente limite è programmabile con sicurezza (una resistenza) e ripetitività in un ampio range
5.- minima quantità di componenti esterni: tipicamente due resistenze e due condensatori
6.- sono in package tipo SOT o DFN : nello spazio del solo TIP ci sta tutto il circuito e ne avanza
7.- costo ridicolo per la produzione (0.17$ / 1000pcs a catalogo. Per più pezzi sono stati trattati costi verso la metà)

Li costruiscono un po' tutti. Tanto per citarne alcuni:
RT9728A http://www.richtek.com/assets/product_f ... 28A-06.pdf
AP2552 http://www.diodes.com/_files/datasheets/AP255x.pdf
NCP380 http://www.onsemi.com/pub_link/Collateral/NCP380-D.PDF
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[25] Re: Analisi del limitatore di corrente Theremino

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 28 dic 2016, 22:50

Ed usare un INA193 per monitorare la corrente?
La caduta di tensione è bassissima, tensione in modo comune di tutto rispetto, occupa poco spazio e costa pochissimo.
Non sono un elettronico ma ho usato questo oggetto e mi pare una soluzione buona.
"La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
"Parla soltanto quando sei sicuro che quello che dirai è più bello del silenzio".
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[26] Re: Analisi del limitatore di corrente Theremino

Messaggioda Foto UtenteTheremino » 28 dic 2016, 23:28

Il secondo e il terzo non vanno bene nel nostro caso perché non scendono abbastanza di corrente, ma il RT9728A sembra ottimo, domani lo studio meglio. Grazie, Brianz, un suggerimento azzeccatissimo!
Sono un appassionato di elettronica da sempre, ma ho dedicato più anni al software che alle formule della elettronica analogica. Ho decenni di esperienza pratica ma non conosco a memoria tutte le formule. Se sbaglio correggetemi.
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[27] Re: Analisi del limitatore di corrente Theremino

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 29 dic 2016, 0:32

TardoFreak ha scritto:Ed usare un INA193 per monitorare la corrente?


Questa e` la soluzione cui accennavo prima che usa un operazionale (anzi piu` di uno, ma sono tutti integrati). Misurando cosi` la corrente si puo` usare un transistore PMOS che da` ancora meno caduta di tensione di un bipolare in saturazione.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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[28] Re: Analisi del limitatore di corrente Theremino

Messaggioda Foto UtentePietroBaima » 29 dic 2016, 15:35

Traduzione:

Sono felice di essere stato nuovamente portato di contrabbando su questo forum da Pietro.
Mi ricordo quando mi chiese di commentare un qualche cosa che andava attaccato alla pelle, molto tempo fa (qui)
Lui è piuttosto entusiasta riguardo all'elettronica e io sicuramente lo apprezzo, anche se devo dire che il pigro sia lui, non io, perché so che potrebbe risolvere quel circuito in un baleno... [mah...]

Pigrizia a parte, mi ha fornito la completa traduzione dell'articolo e ho poco da dire su quel circuito, tranne il fatto che non mi entusiasmi un gran che. Molte ragioni sono già state discusse pienamente e ampiamente, quindi non voglio annoiare gli utenti del forum con i miei contributi irrilevanti; comunque quel che posso dire è che quel circuito consuma troppo spazio per trovare una collocazione ragionevole su un PCB, a causa della distanza termica necessaria e del contenitore del pass-transistor e non dovrebbe essere più usato nella progettazione moderna.
Una soluzione ragionevole comprenderebbe un eFuse, per esempio il Texas Ins. TPS22951 dovrebbe chiudere il caso.
Non sono poi sicuro che un PTC surriscalderebbe come descritto e in alcune situazioni questi componenti sono ampiamente utilizzati, unitamente agli eFuse, come ultima spiaggia per avere una protezione extra. [in questo caso last resort significa protezione aggiuntiva, nel caso in cui tutto il resto non funzioni].

I miei migliori auguri e saluti stagionali [si traduce così?] a tutti!
Steve
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[29] Re: Analisi del limitatore di corrente Theremino

Messaggioda Foto UtenteTheremino » 29 dic 2016, 17:50

Una soluzione ragionevole comprenderebbe un eFuse, per esempio il Texas Ins. TPS22951 dovrebbe chiudere il caso. Non sono poi sicuro che un PTC surriscalderebbe come descritto e in alcune situazioni questi componenti sono ampiamente utilizzati, unitamente agli eFuse,


L'uomo del monte non ha dato risposte utili, il TPS22951 non va bene, limita solo a 600 mA mentre di solito dobbiamo limitare a 80 mA. E per sapere che i PTC scaldano bastava che leggesse un qualunque PDF sulle loro caratteristiche. E poi è inevitabile che lavorino ad alta temperatura, altrimenti il loro punto di scatto risentirebbe della temperatura ambiente in modo intollerabile.
Sono un appassionato di elettronica da sempre, ma ho dedicato più anni al software che alle formule della elettronica analogica. Ho decenni di esperienza pratica ma non conosco a memoria tutte le formule. Se sbaglio correggetemi.
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[30] Re: Analisi del limitatore di corrente Theremino

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 29 dic 2016, 18:20

Stavo pensando che forse con un minimo di complicazione si riuscirebbe a renderlo più indipendente dal beta dei transistor.



I due transistor formano un differenziale che guarda la differenza di tensione tra ingresso e uscita che, se si sceglie un mosfet con una RDS(ON) bassa, dipende prevalentemente da Rs e dalla corrente al carico.

Il transistor di destra in effetti è un diodo che compensa la caduta BE di quello di sinistra e, se i transistor sono simili e R1 e R2 uguali, credo si riesca ad apprezzare una differenza dell'ordine di 100mV con una precisione sufficiente.

Il partitore R3 R4 è calcolato per squilibrare il differenziale di una tensione di un centinaio di mV, quindi il circuito dovrebbe scattare quando la caduta su Rs passa da quelle parti.

Rp dovrebbe servire a farlo ripartire una volta rimosso il sovraccarico.
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