Il discorso non è così semplice come sembra a prima vista
Antonino2017, in senso generale si può dire:
- La vita di un condensatore elettrolitico è strettamente legata alla sua temperatura di funzionamento. Più alta è questa temperatura e maggiore il rateo di evaporazione dell'elettrolita.
- Più alta è l'ESR e maggiore è il riscaldamento dovuto ai picchi di corrente nelle fasi carica scarica.
- Maggiore è la tensione di lavoro e maggiore deve essere lo spessore dello strato di ossido isolante con conseguente aumento della ESR.
Si può quindi facilmente evincere che:
- maggiore è lo scostamento fra la tensione effettiva di lavoro e quella di rating del condensatore e maggiore sarà il riscaldamento in presenza di picchi di corrente (ESR elevata).
L'errore da non fare è quindi pensare che più alta è la tensione di lavoro e più al sicuro si è da eventuali guasti.
Più si applica il cosiddetto "derating" (cioè avvicinare la tensione di rating a quella di lavoro) e minore sarà il riscaldamento del componente e quindi maggiore sarà la sua vita.
Diversi costruttori mettono in evidenza questi aspetti sui relativi datasheet, sembra controintuitivo ma ... per questo motivo la tensione di rating dei condensatori è riportata nei DS con ampio margine di sicurezza.
Un esempio più dettagliato ma semplice in temperatura
https://www.advanced-energy.com/application_notes/ap22.pdfL'andamento ESR tensione di lavoro è + complicato, cerco qualcosa senza modelli analitici ...
