Impedenza d'uscita
Buongiorno
Stamattina mi sono svegliato con un dubbio: quanto vale l'impedenza d'uscita di un amplificatore common emitter con reazione collettore-base?
Ovviamente, ho fatto un disegno del circuito equivalente di piccolo segnale, e ho analizzato quello... ve lo mostro con i generatori già spenti ed un generatore arbitrario applicato:
Appena finito il disegno, mi son detto: "oh cavolo, questo circuito chiama il teorema di Miller a gran voce!!"... ho quindi provveduto intanto ad "isolare" i miei due bipoli terminali, dividendo
in due resistenze:


E dunque ho ridisegnato il circuito così:
A questo punto, il teorema di Miller: detto
il guadagno in tensione dell'amplificatore (che non specifico ulteriormente, perché spesso per il common emitter viene approssimato e semplificato), ho sostituito
con le due resistenze:


E quindi il circuito è diventato questo:
Qui, ho ovviamente identificato i due "semi-circuiti" separati:
A questo punto, il circuito d'ingresso è poco interessante: basta notare che non scorre corrente al suo interno, ovvero
.
Concentrandoci sul circuito d'uscita, invece, si può sfruttare quanto determinato appena ora per ridisegnarlo così:
E si ricava velocemente:

Che ne dite? Ho ragionato correttamente, oppure mi son perso qualcosa? Che far 'sti ragionamenti alle cinque di mattina non è proprio facilissimo
Stamattina mi sono svegliato con un dubbio: quanto vale l'impedenza d'uscita di un amplificatore common emitter con reazione collettore-base?
Ovviamente, ho fatto un disegno del circuito equivalente di piccolo segnale, e ho analizzato quello... ve lo mostro con i generatori già spenti ed un generatore arbitrario applicato:
Appena finito il disegno, mi son detto: "oh cavolo, questo circuito chiama il teorema di Miller a gran voce!!"... ho quindi provveduto intanto ad "isolare" i miei due bipoli terminali, dividendo
in due resistenze:

E dunque ho ridisegnato il circuito così:
A questo punto, il teorema di Miller: detto
il guadagno in tensione dell'amplificatore (che non specifico ulteriormente, perché spesso per il common emitter viene approssimato e semplificato), ho sostituito
con le due resistenze:

E quindi il circuito è diventato questo:
Qui, ho ovviamente identificato i due "semi-circuiti" separati:
A questo punto, il circuito d'ingresso è poco interessante: basta notare che non scorre corrente al suo interno, ovvero
.Concentrandoci sul circuito d'uscita, invece, si può sfruttare quanto determinato appena ora per ridisegnarlo così:
E si ricava velocemente:

Che ne dite? Ho ragionato correttamente, oppure mi son perso qualcosa? Che far 'sti ragionamenti alle cinque di mattina non è proprio facilissimo









, per cui si usa approssimare questo guadagno a quello del circuito non retroazionato:
non passasse corrente... avendo scelto di considerare l'effetto Early non è proprio correttissimo, ma guardando i calcoli "precisi" (come sviluppati per esempio in Jaeger-Blalock) mi sono accorto che di fatto la corrente passa quasi tutta in
adesso si calcola
, supponendo di mantenere lo stesso nome ai morsetti. Ovviamente se il nuovo guadagno senza reazione non risulta molto maggiore di 1 l'approssimazione fondamentale per l'utilizzo del teorema di Miller non serve a granché. Quanto appena scritto ha tuttavia un'altra conseguenza: l'impedenza di
calcolata nel messaggio iniziale. Sono consapevole che quanto appena detto sia una bestemmia in ambito ingegneristico ma potrebbe essere un'informazione utile.
...)
![I_x = \frac{V_x}{R_c} + \beta I_b + \frac{V_x(1 - \frac{1}{G_v})}{R_1} = \frac{V_x}{R_c} + \beta \frac{V_x}{G_v[r_\pi + (\beta + 1)R_e]} + \frac{V_x}{\frac{R_1 G_v}{G_v - 1}} I_x = \frac{V_x}{R_c} + \beta I_b + \frac{V_x(1 - \frac{1}{G_v})}{R_1} = \frac{V_x}{R_c} + \beta \frac{V_x}{G_v[r_\pi + (\beta + 1)R_e]} + \frac{V_x}{\frac{R_1 G_v}{G_v - 1}}](/forum/latexrender/pictures/1cc7451f0b235be86e39c01b7d9c38a7.png)
![R_{out} = \bigg| R_c \parallel R_1 \frac{G_v}{G_v - 1} \parallel \frac{G_v[r_\pi + (\beta + 1)R_e]}{\beta} \bigg| R_{out} = \bigg| R_c \parallel R_1 \frac{G_v}{G_v - 1} \parallel \frac{G_v[r_\pi + (\beta + 1)R_e]}{\beta} \bigg|](/forum/latexrender/pictures/697e50b94c02e91ab61f540182a5e3ee.png)
, non
) non vale affatto.
è l'impedenza equivalente tra i morsetti di interesse a generatore spento,
e
sono i rapporti di ritorno calcolati supponendo i morsetti di uscita in cortocircuito (ovviamente in questo caso è nullo) e circuito aperto (coincidente in tal caso con il rapporto di ritorno del modello asintotico) rispettivamente.
, per cui alla fine ho preferito la "cara vecchia elettrotecnica".
che fa si` che la suddivisione della corrnente fra i due rami non sia piu` dipendente solo da
. Poi pero` hai deciso che era in caso di trascurare
che e` praticamente tutto quello che serve nei conti successivi. Eventualmente si potrebbe anche calcolare la transconduttanza del blocco transistore+RE, che vale circa 1/RE, ma si puo` fare a meno di usarla. 
e questa da` una prima approssimazione della corrente IT. Il primo partitore calcola la tensione di base, che moltiplicata per la gm equivalente da` la corrente I3.
e questa e` una cruda approssimazione della resistenza di uscita. Se si vuole fare tutto il conto per bene, allora si trovano i tre contributi separati delle correnti, alcuni immediati, altri piu` lunghi

