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Reostato di potenza autocostruito

MessaggioInviato: 24 lug 2017, 22:29
da dgmosfet
Volendo avere a disposizione dei carichi fittizi ( per testare alimentatori, amplificatori etc. ), e constato l'elevato costo dei resistori di potenza, ho acquistato un rocchetto di cavo in nickel-cromo per costruire il classico reostato costituito da un cilindro su cui sono avvolte spire dell'elemento resistivo.

Per il supporto delle spire ( diciamo, il cilindro... ) ho pensato di costruire un parallelepipedo di cemento (ma cavo, come il cilindro) perche' il cemento e' l'unico materiale veramente inerte che conosco. Inoltre, vorrei raffreddare il tutto con una ventola per i case dei PC.

Mi potreste qualche consiglio riguardo al supporto, please ? L'idea del cemento sembrerebbe funzionale ma non rinuncio a credere che esista qualche soluzione meno "pesante", anche se non vorrei arrivare a mettere in rete il tutorial "Come dare fuoco a tutta la casa con meno di 10 euro".

Grazie, Gracias, Merci, Thank you, Takk !!

Re: Reostato di potenza autocostruito

MessaggioInviato: 24 lug 2017, 23:03
da claudiocedrone
Non mi pare una buona idea... i carichi fittizi passivi sono il più puramente resistivi possibile (resistori di potenza antiinduttivi) mentre il "tuo" reostato risulterebbe parecchio induttivo :roll:

Re: Reostato di potenza autocostruito

MessaggioInviato: 24 lug 2017, 23:33
da dgmosfet
Ciao e grazie per la risposta !! Effettivamente, il problema mi era noto ma, per ora, sono costretto ad arrangiarmi con quel poco che passa il convento ... e sperare nella tecnica di avvolgimento di Ayrton-Perry. Forse potrei anche esplorare qualche geometria planare ...

Ayrton-Perry winding is a type of bifilar winding pattern used in winding wire on forms to make electronic components. Its advantage is that the resulting coil of wire has low values of parasitic inductance and parasitic capacitance.[1] Ayrton-Perry windings of resistance wire are used to make wirewound RF resistors that are used at high frequencies, where inductance and capacitance are unwanted.

Re: Reostato di potenza autocostruito

MessaggioInviato: 24 lug 2017, 23:53
da venexian
Il miglior supporto è... l'aria. Il cemento è un pessimo conduttore termico e usando una ventola raffredderesti ben poco.

Se vuoi fare un lavoro fatto veramente bene, prendi una piastrella in ceramica e fattela forare al centro da un ceramista. L'ideale sarebbe un foro quadro che lasciasse solo una piccola cornice, ma ci vuole un ceramista bravo. con il flessibile fai una serie di piccole tacche su due lati opposti che saranno le guide per avvolgere il filo e se riesci a sospendere la 'cosa' a una distanza sufficiente da qualsiasi oggetto infiammabile, magari usando delle molle ai quattro angoli che tirino in direzione diagonale, puoi divertirti a portare il filo vicino al punto di fusione del metallo senza problemi.

Se ci aggiungi una ventola, hai fatto una stufetta.

P.S. così è anche quasi antiinduttiva.

Re: Reostato di potenza autocostruito

MessaggioInviato: 25 lug 2017, 0:24
da dgmosfet
Credo che la tua soluzione mi risolva il problema !
Solo non ho capito esattamente come avvolgere il filo. Deve forse esserlo secondo questo schema ?
Immagine
La necessita' del foro al centro nasce dal voler minimizzare l' induttanza ?
Ciao !!

Re: Reostato di potenza autocostruito

MessaggioInviato: 25 lug 2017, 0:27
da venexian
No, non così, dammi qualche minuto. ;-)

Ecco, intendevo questo.

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Re: Reostato di potenza autocostruito

MessaggioInviato: 25 lug 2017, 0:49
da dgmosfet
Grazie infinite. Nei prossimi giorni provo e posto qui gli esiti. Buonanotte !!

Re: Reostato di potenza autocostruito

MessaggioInviato: 25 lug 2017, 16:59
da MarcoD
Non mi pare una buona idea... i carichi fittizi passivi sono il più puramente resistivi possibile (resistori di potenza antiinduttivi) mentre il "tuo" reostato risulterebbe parecchio induttivo

Approvo parzialmente.

Sembrerebbe facile progettare/realizzare un carico fittizio, dipende dai requisiti , che mi pare manchino.

Quale è il campo di frequenze di utilizzo del carico fittizio ? per esempio da 0 a 10 kHz? fino a 10 MHz ?
Quale è la resistenza che vuoi realizzare ? 8 ohm, 32 ohm ?, 1000 ohm ?
Quanto è lungo il filo che la realizza?
Quanto è la massima temperatura raggiunta dal filo ?
Se la temperatura del filo è elevata, di quanto aumenta la resistenza ? Va bene ?

Se lo avvolgessi a spirale con spire quasi contigue su un supporto cilindrico quale è il valore di induttanza
parassita che troveresti ? 1 mH ? 10 mH, il valore ti disturba ?

Poi se lo avvolgi su una base piatta come disegno precedente è sicuramente meglio.

O_/ O_/

Mi è sorto un dubbio: come reostato intendi un resistore variabile ? Con un cursore ?

Re: Reostato di potenza autocostruito

MessaggioInviato: 25 lug 2017, 19:32
da claudiocedrone
:-) Certo, mancano le specifiche (ma che strano :mrgreen: )... ad ogni modo non so quanto siano induttivi ma p. es. in amUtenteCancellatoa resistori di potenza corazzati se ne trovano e non mi pare che i costi siano così esagerati...

Re: Reostato di potenza autocostruito

MessaggioInviato: 25 lug 2017, 19:39
da StefanoSunda
dgmosfet ha scritto:Volendo avere a disposizione dei carichi fittizi ( per testare alimentatori, amplificatori etc. ), e constato l'elevato costo dei resistori di potenza,

Ti propongo questo progettino: un carico fittizio per testare amplificatore audio da 4- 8 -16 ohm. Le resistenze sono del tipo corazzate da 1 ohm 50 watt. Le resistenze vanno incollate e allineate su uno scambiatore di calore ad alette. Le resistenze non costano molto, si può fare.