Io provo a spiegarlo così, pur consapevole che la mia spiegazione farebbe rabbrividire Ebers e Moll, disegnando il modello del circuito per ampio segnale supponendo che entrambi i transistor siano in regione attiva diretta.
I pedici n e p si riferiscono al fatto che un transistor è npn, l'altro è pnp. La tensione di uscita è indicata con A in colore blu ed è anche la tensione a cui si trovano gli emettitori di entrambi i transistor, il catodo della giunzione p-n base-emettitore del BJT npn e l'anodo della giunzione n-p base-emettitore del BJT pnp.
Supponiamo che siano entrambi in regione attiva diretta (in pratica non è così); adoperando il modello per ampio segnale si ottiene che la tensione di uscita (ovvero il potenziale A) è pari a
![A=V_{out}=I_L R_L = [(\beta_n + 1)I_{B_n} - (\beta_p +1)I_{B_p}]R_L A=V_{out}=I_L R_L = [(\beta_n + 1)I_{B_n} - (\beta_p +1)I_{B_p}]R_L](/forum/latexrender/pictures/841156e866366a78bf023f07ecae4bbb.png)
Come puoi osservare, la corrente di uscita è
combinazione lineare delle correnti di base di entrambi i transistor supposti in RAD, quindi se almeno uno dei due è in RAD si avrà una relazione lineare tra la sua corrente di base e la tensione di uscita. A questo punto bisogna capire come conducono le giunzioni p-n che costituiscono le basi di entrambi i transistori, quindi quanto valgono le correnti di base. Come dovresti sapere, la corrente di una giunzione p-n (sostanzialmente trattabile come un diodo da un punto di vista circuitale) presenta una relazione esponenziale rispetto alla differenza di potenziale tra base ed emettitore

e che circuitalmente parlando il modello del diodo viene semplificato con una funzione a tratti, ottenendo la seguente descrizione della sua corrente

Si può praticamente trattare il diodo come una resistenza variabile in funzione della tensione: se sopra il valore "di ginocchio"

assume valore finito (sul mio libro di elettrotecnica addirittura valore nullo

), se sotto si comporta approssimativamente da circuito aperto.
Il vecchio saggio insegna che nelle tecnologie tipicamente adoperate per realizzare transistor bipolari (non fa molta differenza tra npn e pnp, pertanto supponiamo che siano identiche in questo caso) e diodi al silicio, la tensione "di ginocchio"

è mezzo volt abbondante (0.6 V ci può stare come valore numerico). A questo punto puoi capire come la tensione

operi. Quando la tensione di ingresso è tra le tensioni di ginocchio di entrambi i transistor (

) nessuno dei due diodi conduce, quindi con entrambe le basi nulle non circola corrente nel carico resistivo

e
la tensione di uscita - che coincide con quella del catodo della giunzione del npn e con l'anodo della giunzione del pnp - è nulla e resta tale finché la tensione d'ingresso resta all'interno di questo intervallo . Se

la giunzione base-emettitore del pnp conduce (a differenza del npn) quindi arriverà una corrente al carico (

), lo stesso si può dire se

(il contributo non nullo sarà

). Alla luce di quanto appena scritto, nessuno dei due transistor riuscirà a condurre simultaneamente, ma solo uno alla volta. Si può scrivere la seguente funzione lineare a tratti rispetto alle correnti di base.

In entrambi i casi di conduzione esiste un percorso elettrico a impedenza finita tra ingresso e uscita descrivibile in termini di tensione in uscita come

Anche in questo caso si osserva una linearità a tratti, stavolta rispetto alla tensione in ingresso.