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Stub in serie

MessaggioInviato: 18 apr 2018, 17:10
da desk7
Dopo aver studiato le linee di trasmissione e le reti di adattamento, in particolare facendo uso di stub in serie e in parallelo, mi sono chiesto come venissero realizzati in pratica, facendo in particolare riferimento al cavo coassiale e alla microstriscia.
Mi è perfettamente chiaro come è realizzato uno stub in parallelo, sia chiuso su un aperto che su un corto.
Non riesco però proprio a capire come si realizzino gli stub in serie né sono riuscito a trovare materiale in merito.
Potreste chiarirmi le idee?
Grazie

Re: Stub in serie

MessaggioInviato: 18 apr 2018, 17:40
da nandotp
Ciao, ho letto il tuo post. Io ho fatto una materia in Erasmus chiamata Diseño de Subsistemas de Comunicaciones dove si parlava anche della progettazione degli stub, filtri, amplificatori, miscellatori e varie implementazioni. Ti allego due file che parlano della trasformazione di Richards e le identità di Kuroda. In realtà è piu' semplice a livello implementativo costruire stub in parallelo in microstriscia che in serie. Se mi dai in pvt il tuo indirizzo mail (più tardi) ti mando le slide chiamte Apuntes de la asignatura - 2014-2015 (è troppo grande il file).

Ps: scusami ma sn di fretta.

Re: Stub in serie

MessaggioInviato: 18 apr 2018, 20:46
da desk7
Grazie per la risposta.
Ero a conoscenza di queste trasformazioni che servono per rendere fisicamente realizzabili i progetti teorici. Tuttavia la mia curiosità riguardava la realizzazione fisica degli stub in serie in cavo coassiale e in microstriscia (senza ricorrere a trasformazioni equivalenti).

PS: ha pm.

Re: Stub in serie

MessaggioInviato: 18 apr 2018, 21:40
da nandotp
Che progetto stai facendo?.

Re: Stub in serie

MessaggioInviato: 18 apr 2018, 22:19
da nandotp
desk7 ha scritto:Grazie per la risposta.
Ero a conoscenza di queste trasformazioni che servono per rendere fisicamente realizzabili i progetti teorici. Tuttavia la mia curiosità riguardava la realizzazione fisica degli stub in serie in cavo coassiale e in microstriscia (senza ricorrere a trasformazioni equivalenti).

PS: ha pm.

Ho un idea: Per realizzare lo stub in cavo coassiale potresti rimuovere il dielettrico per un tratto lungo \frac{\lambda }{4} (se vuoi realizzare un semplice stub) e inserire un manicotto metallico.
Per le microstriscie potresti progettare se hai particolari esigenze un adattatore a banda larga (anche perché qualsiasi stub è selettivo in frequenza) attraverso una variazione lenta dell'impedenza in modo che ottieni un coefficiente di riflessione quasi nullo (condizione di massima piattezza).

Re: Stub in serie

MessaggioInviato: 19 apr 2018, 20:45
da desk7
Ti ringrazio per la risposta.
In effetti non ho particolari esigenze perché non devo realizzare alcun progetto. La mia era solo una curiosità legata al fatto che forse non ho capito bene come sono fatti questi stub in serie. Infatti nelle linee di trasmissione agli stub serie è associato un conduttore di massa di lunghezza nulla e forse questo non riesco a capire come si possa fare.

Re: Stub in serie

MessaggioInviato: 19 apr 2018, 21:54
da cicciob90
ho studiato questo argomento molti anni fa per cui potrei sbagliarmi... ma collegare uno stub in serie non significa semplicemente allungare la linea di trasmissione?
Mi spiego meglio: se tu hai uno stub che collega un carico al generatore non puoi collegare niente in serie (non riesco ad immaginare uno stub collegato in serie tra il carico e il generatore, se non un allungamento della linea). stessa cosa se è un circuito aperto. O_/

Re: Stub in serie

MessaggioInviato: 20 apr 2018, 0:51
da nandotp
Di solito lo stub è formato da un tratto di linea lungo l d'impedenza Zc connesso in parallelo, di solito il tratto di linea effettua solamente una rotazione in senso orario nella carta di smith del coefficiente di riflessione da un punto generico A fino a un punto B della circonferenza a g=1. Sappiano tutti che è un invertitore d'impedenza quindi ogni quarto d'onda vi è un inversione d'impedenza. Si può collegare un tratto di linea d tra lo stub e il carico. Questa configurazione si usa se si ha un carico con parte immaginaria non nulla, infatti è sufficiente
interporre il tratto di linea λ/4 non direttamente sul carico, ma ad una distanza d dove esso risulta reale.
Spero di non essermi confuso.