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Strumenti laboratorio. Secondo step

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[11] Re: Strumenti laboratorio. Secondo step

Messaggioda Foto Utentemaxiteris » 11 giu 2018, 10:51

dadduni ha scritto: venexian ha scritto:
Oscilloscopio.
Senza di quello è come volare ciechi

Concordo


Ariconcordo .. infatti avevo gia indicato l'oscilloscopio nel mio primo post e paradossalemnte lo ritengo piu importante dell'alimentatore nel senso che ti puoi arraggiare con l'alimentazione ... per esempio io senza troppe pretese sto andando avanti con alimentatori a spina regolabili da qualche ampere ..
Quindi di segutio come intendo procedere:

- Oscilloscopio Hantek 6022BE USB da 57 euro
- Eventek KPS305D Alimentatore da Laboratorio DC Regolabile Stabilizzato, Alimentatore da Banco 0 - 30V / 0 -5A da 60 euro
e con 120 euri dovrei avere dell'attrezzatura sufficiente per supportarmi nei prossimi progetti.
Che ne dite?

Ultima cosa da non trascurare, come tenete i componenti? Ci sono cassette con cassettini fatto apposta per riporre i componenti? Io personalmente ho riscontrato un grande passo avanti da quando ho ordinato i componenti.
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[12] Re: Strumenti laboratorio. Secondo step

Messaggioda Foto Utentestefanob70 » 11 giu 2018, 11:08

Io mi sono organizzato cosi:
Con Autocad ho realizzato dei blocchi per etichette.
Partendo dalle resistenze dalla serie E24(5%) fino alla E96(1%)PTH a seguire quelle SMD per ogni valore... Condensatori, induttanza, BJT, mosfet.. Ecc..

In particolare con i SOT-23-3 ho diviso il cassetto per 3 etichettando all'esterno il code SMD.

Mi ci è voluto tempo e un minimo di investimento, ma quando mi serve qualcosa non perdo tempo, e sopratutto quando manca qualcosa(o sotto scorta minima) riacquisto subito.
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[13] Re: Strumenti laboratorio. Secondo step

Messaggioda Foto Utentemaxiteris » 11 giu 2018, 11:17

stefanob70 ha scritto: e quando manca qualcosa(o sotto scorta minima) riacquisto subito.

:ok:
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[14] Re: Strumenti laboratorio. Secondo step

Messaggioda Foto Utentevenexian » 11 giu 2018, 11:27

Per i componenti SMD, le cassettiere non sono la soluzione migliore. Esistono in commercio dei raccoglitori ad anelli con le pagine in plastica fatte apposta per tenere spezzoni di componenti 'taped', sia da 8 mm, sia da 16 mm. In questo modo si possono avere dei 'libri' separati per resistori, condensatori, componenti attivi, ecc. Separandoli poi per tolleranza e/o dimensione si può avere una piccola libreria a portata di mano, con tutto il necessario. Io ho dato dei colori codificati al dorso della copertina per le varie tipologie e il risultato in termini di ordine e di velocità è stato sorprendente.

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[15] Re: Strumenti laboratorio. Secondo step

Messaggioda Foto Utentestefanob70 » 11 giu 2018, 11:54

venexian ha scritto:Per i componenti SMD, le cassettiere non sono la soluzione migliore.

Perché?
Per me è molto più veloce averle di fronte al banco da lavoro sempre in vista...
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[16] Re: Strumenti laboratorio. Secondo step

Messaggioda Foto Utentevenexian » 11 giu 2018, 12:21

stefanob70 ha scritto:Perché?

I motivi sono molti.

Prima di tutto, i componenti devono restare all'interno dei loro 'tape' fino al momento del loro utilizzo. Estrarli e tenerli sciolti, specie se si lavora con gli 0603 o peggio con i 0402 significa praticamente perderli. Per gli attivi, tenerli in cassettiere non antistatiche unisce il problema dell'ESD. Le cassettiere antistatiche costano un botto, mentre i 'tape' dei componenti attivi sono antistatici già in partenza.

Tenere i componenti all'interno dei tape, dentro le cassettiere, costringe ad arrotolare i tape con un raggio troppo piccolo: i tape di carta si piegano ad angolo, facendo distaccare il film di protezione e liberando i componenti. I tape plastici restano arrotolati e al momento di estrarre i componenti dal tape si comportano come molle, rischiando di spararli ovunque.

Nei 'book', i tape restano in posizione distesa, lasciano vedere a colpo d'occhio quanti componenti sono rimasti, permettono di estrarre un singolo componente senza neppure estrarre completamente il tape dalla sua posizione. Tutti i componenti restano sempre protetti fino al momento del loro utilizzo.

La differenza maggiore la fa comunque l'organizzazione: Un unico 'book' può avere 10-20 pagine con dodici valori per pagina. Nello spazio di un libro A5 si hanno perfettamente ordinati 240 valori. 240 posti separati in cassettiera, anche se suddivisi in tre quattro per cassetto, portano via uno spazio enorme. Se si tiene conto che si devono ordinare resistori di un paio o tre dimensioni, da 5% e 1% con centinaia di valori per tipo, neppure un'intera parete basta per le cassettiere. Se poi si aggiungono anche condensatori e attivi... Una decina di questi book sta invece su un semplice scaffale a lato del tavolo di lavoro, a portata di mano, con tutti i componenti raggiungibili in tempo praticamente zero.
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[17] Re: Strumenti laboratorio. Secondo step

Messaggioda Foto Utentestefanob70 » 11 giu 2018, 12:35

venexian ha scritto:
stefanob70 ha scritto:Perché?

I motivi sono molti.
Prima di tutto, i componenti devono restare all'interno dei loro 'tape' fino al momento del loro utilizzo.
Tenere i componenti all'interno dei tape, dentro le cassettiere, costringe ad arrotolare.

Caro venexian... Non sono così sprovveduto.. :mrgreen:
Ho tagliato dei spezzoni dalle Reel con l'involucro intatto.
Questo per evitare ossidazione sulla parte saldante.
Quando prelevo un componente, taglio di netto con la tronchesina e la striscia rimane intatta.

comunque non è male anche la tua organizzazione.
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[18] Re: Strumenti laboratorio. Secondo step

Messaggioda Foto Utentevenexian » 11 giu 2018, 12:54

stefanob70 ha scritto:Non sono così sprovveduto...

Non era mia intenzione supporlo.

Tagliare le strisce in piccoli segmenti è una soluzione ovvia che porta però altri inconvenienti, come quello di dover marcare ogni singolo segmento, altrimenti mischiarli è un attimo. L'avevo fatto anchio e non mi sono trovato bene.

Quanti posti separati hai nelle cassettiere avanti a te?
Io ho due blocchi di cassettiere: una in fronte all'area di lavoro con 32 cassetti grandi per i componenti PTH usati e le minuterie che si adoperano comunemente, poi un blocco di cassettiere piccole da 576 posti alle spalle, per i componenti PTH nuovi (che praticamente non adopero più).
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[19] Re: Strumenti laboratorio. Secondo step

Messaggioda Foto Utentestefanob70 » 11 giu 2018, 13:00

Sullo spazio non c'è storia che tenga rispetto alle cassettiere.
Ho in totale mezza parete impegnata.
Però ripeto con il mio lavoro, mi trovo comodo ad avere dei cassetti aperti, quando lavoro di fretta e trovo subito ciò che mi occorre.
Ma non è detto che possa trovarmi meglio anche con il tuo metodo.
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[20] Re: Strumenti laboratorio. Secondo step

Messaggioda Foto Utentespeedyant » 12 giu 2018, 22:40

Cassettiere a vita. Il giorno che spariranno i componenti pth, smetterò di occuparmi di elettronica.

Io suggerisco un "sacrificio economico" acquistando un oscilloscopio "vero" e non un "accrocchio" USB.

Rigol a caso, tanto per non fare nomi!
Son quello delle domande strane!
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