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Re: Terminazione linea per disturbi ad alta frequenza

MessaggioInviato: 1 feb 2019, 17:12
da MarcoD
Ho letto il messaggio di Ianero prima di inviare il mio

Osservazione:
Del singolo potenziale rispetto a un riferimento chissà dove non mene frega niente, o sbaglio?
Teoricamente hai ragione, in pratica entro i limiti dell'isolamento, una connessione di protezione
è utile.
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messaggio precedente:

Come possiamo discutere di disturbi di modo comune e differenziale se, in questo momento, stiamo parlando di una trasmissione dati su un singolo cavo coassiale?
OK. Il cavo coassiale è un mezzo sbilanciato, non ci sono disturbi di modo comune.

ma il segnale che spari dentro al coassiale non è sempre detto che sia pulito già dalla sorgente.

Ci occupuamo della linea, non della generazione. Si suppone che il segnale trasmesso sia privo di disturbi...In ogni modo se i disturbi hanno la stessa banda di frequenza del segnale, non è possibile attenuarli senza attenuare il segnale. Se hanno una banda diversa, si possono filtrare.

Per evitare eventuali incomprensioni, dovremmo dibattere di un caso reale, per esempio:

la connessione di una antenna u/VHF a dipolo a un televisore lungo una linea di 30 m
o
la trasmissione dati su linea bilanciata standard RS422 a 10kbit/s lunga 100 metri

oppure connessione Ethernet su doppino 100FT CAT5 con connessione RJ45

o qualche altra applicazione di interesse...

Anche se sono casi affrontati da centinaia di specialisti da decenni, e io ne sono poco competente.

Re: Terminazione linea per disturbi ad alta frequenza

MessaggioInviato: 6 feb 2019, 10:35
da Ianero
A proposito, credo che la trattazione di @DrCox faccia uso del teorema di Bartlett. Se la risposta è sì, siccome non ho mai avuto il piacere di vederlo su un libro, qualcuno ha qualche riferimento?

Re: Terminazione linea per disturbi ad alta frequenza

MessaggioInviato: 6 feb 2019, 15:36
da DrCox
Ianero ha scritto: teorema di Bartlett


Se esiste un teorema, non lo sapevo. La trattazione è semplicemente a ragionamento. Ogni ammettenza puoi sempre vederla come il parallelo di due ammettenze di metà valore, ed il valore della tensione ai nodi è di immediata derivazione qualora ci sia una certa simmetria nello stimolo e nella rete.
Buono a sapersi che esiste questo teorema.

Re: Terminazione linea per disturbi ad alta frequenza

MessaggioInviato: 8 feb 2019, 14:09
da claudiocedrone
Ianero ha scritto: ...siccome non ho mai avuto il piacere di vederlo su un libro, qualcuno ha qualche riferimento?...

Ecco Wikipedia (versione in inglese) che parla del teorema di bisezione di Bartlett fornendo alcuni riferimenti. O_/

Re: Terminazione linea per disturbi ad alta frequenza

MessaggioInviato: 8 feb 2019, 14:18
da MarkyMark
Ianero ha scritto:... qualcuno ha qualche riferimento?


Mi pare di averlo visto sul Beccari ma non riesco a controllare prima di lunedì :(

Re: Terminazione linea per disturbi ad alta frequenza

MessaggioInviato: 8 feb 2019, 15:41
da BrunoValente
Ianero ha scritto:Ho visto terminare delle linee di trasmissione aventi impedenza caratteristica Z_0 in questo modo, ai fini dell'eliminazione di disturbi a frequenze alte:




Ma dove hai letto questa cosa? per me quel circuito serve solo ad assicurare che in uscita la tensione sia bilanciata verso il riferimento e funziona solo se il generatore è isolato dal riferimento, cioè se è collegato solo all'ingresso della linea.

Se non ci fosse quel condensatore in uscita il bilanciamento non sarebbe assicurato, basti pensare alla presenza di due capacità parassite di diverso valore tra i due conduttori della linea e il riferimento, quindi si capisce al volo che con quel condensatore di valore molto maggiore di quello delle capacità parassite il bilanciamento è ripristinato.

Al limite può avere senso anche questo



che dovrebbe servire a convertire una linea da sbilanciata a bilanciata ma che funziona solo se la linea presenta un'impedenza induttiva al modo comune.

Nella pratica, se la frequenza è alta, la linea viene avvolta a spirale su un supporto proprio per fare in modo che presenti un comportamento induttivo al modo comune, oppure, se la frequenza non è alta, viene avvolta su un nucleo.

All'inizio degli anni '60 era in voga utilizzare una piattina da 300 ohm per i segnali TV dell'antenna, quindi i primi televisori erano provvisti di un ingresso bilanciato da 300 ohm dove veniva direttamente connessa con due banane la piattina proveniente dall'antenna ma dopo qualche anno, quando si passò all'uso del cavo coassiale da 75ohm, vi fu il problema di adattare il cavo da 75ohm sbilanciato con l'ingresso del vecchio televisore a 300ohm bilanciato e allo scopo in UHF venivano venduti degli adattatori per passare da sbilanciato a bilanciato basati su quel principio che inoltre quadruplicavano il valore dell'impedenza.

I radioamatori conoscono bene queste tecniche.

Insomma, forse sbaglio, ma quel circuito non mi pare proprio possa attenuare i disturbi.

Re: Terminazione linea per disturbi ad alta frequenza

MessaggioInviato: 8 feb 2019, 20:08
da Ianero
Grazie ragazzi.
@Bruno, rifletteró a fondo su quello che hai scritto appena sarò un po’ più libero, questo weekend è già bruciato dietro il lavoro.

Grazie ancora.

Re: Terminazione linea per disturbi ad alta frequenza

MessaggioInviato: 15 feb 2019, 13:38
da Ianero
BrunoValente ha scritto:Se non ci fosse quel condensatore in uscita il bilanciamento non sarebbe assicurato, basti pensare alla presenza di due capacità parassite di diverso valore tra i due conduttori della linea e il riferimento


Intendi questa situazione qui?



Non riesco a capire come C renda le altre due trascurabili :(
Non sono in parallelo perché c'è \frac{Z_0}{2} di mezzo :?

Non ho neanche ancora capito se il circuito continua dopo il riferimento o no.

Scusami se sono duro a capire.

Re: Terminazione linea per disturbi ad alta frequenza

MessaggioInviato: 15 feb 2019, 13:42
da IsidoroKZ
Ianero ha scritto:Ho visto...


Dove? Riporta la fonte!

Re: Terminazione linea per disturbi ad alta frequenza

MessaggioInviato: 15 feb 2019, 13:44
da Ianero
Novità: sono riuscito ad avere un minimo di schema elettrico anche a monte della linea, i due morsetti della linea vengono collegati a sinistra a due pin di un microcontrollore, quindi direi che siamo in questa situazione qui:



ovvero finalmente si è almeno scoperto l'arcano su quel riferimento: