Amp. di potenza in classe A con carico non percorso da c.c.
Un saluto alla comunità.
Ho un dubbio sull'amplificatore di potenza in classe A con carico non percorso da corrente continua.
Si tratta di un amplificatore il cui scopo è quello di migliorare il rendimento dell'amplificatore in classe A. Per far ciò si accoppia il carico al collettore del BJT per mezzo di un trasformatore.
A riposo il carico del BJT è costituito dal primario del trasformatore. Trascurando la resistenza dell'avvolgimento si avrà una retta di carico statico verticale e passante per Vcc (tensione di alimentazione). In sostanza l'equazione della retta di carico statico è:

In pratica tale retta non è verticale ma forma un angolo con l'asse delle VCE leggermente superiore a 90°.
Il punto di lavoro Q ha come ordinata la corrente:

Aggiungo un grafico tratto dal libro di testo che usiamo a scuola.
Tutto questo staticamente, ovvero in corrente continua.
Dinamicamente, invece, il collettore vede un carico che è pari a:

dove n indica il rapporto spire (a numeratore il numero di spire del primario ed a denominatore quello delle spire del secondario).
Il testo prosegue dicendo che conviene scegliere n in modo tale che l'intersezione della retta di carico dinamica con l'asse orizzontale avvenga in corrispondenza di 2Vcc. E questo lo si ottiene imponendo che la pendenza della retta di carico dinamica sia pari a:

Ora vi chiedo: ma come è possibile che la tensione VCE possa raggiungere un valore pari al doppio della batteria? Ma il valore di batteria, non è forse il limite massimo imposto all'escursione della tensione d'uscita?
Non so se la domanda è banale, ma non ci arrivo!
Ho un dubbio sull'amplificatore di potenza in classe A con carico non percorso da corrente continua.
Si tratta di un amplificatore il cui scopo è quello di migliorare il rendimento dell'amplificatore in classe A. Per far ciò si accoppia il carico al collettore del BJT per mezzo di un trasformatore.
A riposo il carico del BJT è costituito dal primario del trasformatore. Trascurando la resistenza dell'avvolgimento si avrà una retta di carico statico verticale e passante per Vcc (tensione di alimentazione). In sostanza l'equazione della retta di carico statico è:

In pratica tale retta non è verticale ma forma un angolo con l'asse delle VCE leggermente superiore a 90°.
Il punto di lavoro Q ha come ordinata la corrente:

Aggiungo un grafico tratto dal libro di testo che usiamo a scuola.
Tutto questo staticamente, ovvero in corrente continua.
Dinamicamente, invece, il collettore vede un carico che è pari a:

dove n indica il rapporto spire (a numeratore il numero di spire del primario ed a denominatore quello delle spire del secondario).
Il testo prosegue dicendo che conviene scegliere n in modo tale che l'intersezione della retta di carico dinamica con l'asse orizzontale avvenga in corrispondenza di 2Vcc. E questo lo si ottiene imponendo che la pendenza della retta di carico dinamica sia pari a:

Ora vi chiedo: ma come è possibile che la tensione VCE possa raggiungere un valore pari al doppio della batteria? Ma il valore di batteria, non è forse il limite massimo imposto all'escursione della tensione d'uscita?
Non so se la domanda è banale, ma non ci arrivo!
e guai a togliere quel foglietto!


