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L'oscilloscopio nelle misure di riflettometria

MessaggioInviato: 1 feb 2019, 0:09
da nordest
Buonasera. Vi chiedo per favore di dare un'occhiata al mio dubbio: per una corretta misura nella riflettometria per un cavo ad esempio coassiale - l'oscilloscopio deve rispettare alcune condizioni (credo siano comunque oscilloscopi speciali credo e non soliti, che rilevano fronti di salita rapidi come anche il generatore che non credo sia uno qualsiasi)
Se ad esempio l'impedenza dall'altra parte del cavo (quella che riflette) è un circuito aperto, l'impedenza di ingresso dell'oscilloscopio deve essere massima (più vicina a quella dell'aperto in modo che l'ingresso dell'oscilloscopi sia adattato). E' giusto secondo voi? Credo che in questo modo appunto l'oscilloscopio non crei ulteriori riflessioni a sua volta.
Se invece dall'altra parte ho un'impedenza generica Z_L, vale di nuovo che l'impedenza d'ingresso ottimale per l'oscilloscopio deve essere uguale? (quindi il coniugato Z^*_L)

In figura vi mostro di che tipo di misure sto parlando.
Simple_Time_Domain_Reflectometer_Diagram.png

Re: L'oscilloscopio nelle misure di riflettometria

MessaggioInviato: 1 feb 2019, 1:04
da banjoman
No, l'oscilloscopio dovrebbe avere una impedenza di ingresso la piu' alta possibile per evitare interferenze al sistema da misurare (compatibilmente con la sua banda passante).
Meglio ancora sarebbe usare una sonda 10:1 o 100:1 che abbia sufficiente banda passante.
In questo modo con l'oscilloscopio "vedi" cosa accade sul "T" BNC che sarebbe l'inizio del cavo coassiale (o linea di trasmissione).
Importante e' che sia perfetto l'adattamento di impedenza tra il generatore e il cavo coassiale, altrimenti rischieresti di vedere anche le riflessioni sul generatore e la traccia visualizzata dall'oscillocopio sarebbe diversa da quella attesa.

La connessione tra il pulse generator e il "T" dovrebbe essere la piu' corta possibile. In genere si collega il pulse generatore direttamente al bocchettone a T.
Altrimenti l'oscilloscopio potrebbe "vedere" anche la sia pur minima interferenza originata dallo spezzone di coassiale che collega il generatore al T.
Parliamo ovviamente di oscilloscopi con una banda di almeno 1 GHz, coi quali poi vedere anche i piccoli disadattamenti originati dai collegamente dei BNC.

Con oscilloscopi di banda inferiore e' comunque possibile divertirsi ad osservare le riflessioni su un cavo coassiale aperto, in corto o variamente terminato. Basta che la lunghezza del cavo sia di 10-20 metri (il ritardo di un cavo coassiale e' circa 5 ns per metro).
Se hai un cavo di soli due metri dovresti usare un oscilloscopio in grado di visualizzare una base tempi di almeno 1-2 ns/div.

Il generatore di impulsi, va da se', deve avere rise-time e fall-time molto piccoli rispetto alla lunghezza del cavo da testare. Diciamo da 1 ns fino a 350 ps e via calando.

Re: L'oscilloscopio nelle misure di riflettometria

MessaggioInviato: 1 feb 2019, 9:19
da nordest
Grazie per la risposta. Ma l'oscilloscopio con un'impedenza grande in ingresso non potrebbe riflettere a sua volta?

Re: L'oscilloscopio nelle misure di riflettometria

MessaggioInviato: 1 feb 2019, 10:28
da MarcoD
Ma l'oscilloscopio con un'impedenza grande in ingresso non potrebbe riflettere a sua volta?

No perché risulta in parallelo a quella del generatore.
I requisiti di fronti ripidi e banda passante dell'oscilloscopio dipendono dalla lunghezza della linea (cavo):
se è lunga 1500 m il ritardo sarà almeno 10 us (con dielettrico aria).
tempo = (1500 * 2 )/(300*10^6) = 10 us

O_/

Re: L'oscilloscopio nelle misure di riflettometria

MessaggioInviato: 1 feb 2019, 16:50
da nordest
Grazie per le vostre risposte