Provo a risponderti. Quanto hai scritto è tutto corretto.
Nella realtà la tensione ai capi del condensatore scende con andamento esponenziale, approssimabile nel tratto iniziale a una retta, e la tensione di carica non sale a gradino, ma seguendo l'andamento finale in salita del picco della sinusoide.
Poi per risolvere in modo approssimato per quanto serve a dimensionare i compèonenti:
Supponi di volere una tensione continua di 100 V su cui tolleri una triangolare (dente di sega) di 10 Vdi picco, la tensinoe è caricata da un resistore di 1 kohm.
Frequenza 50 Hz >> periodo 20 ms.
Quindi corrente massima 100V/1000 = 0,1 A, quella minima è 90/1000 = 0,09 A supponiamola costante = 0,1 A
DeltaV = ( 1/C)x Imedia x periodo
C = Imedia x periodo / DeltaV = 0,1 x 20 m /10 = 0,2 mF = 200 uF
Ora questo non so calcolarlo in modo semplice:
Dopo quanto tempo la tensione che cala a 90 V incontra la sinusoide che in salita supera i 90 V
per poi raggiungere i 100 V, si può risolvere in modo grafico.
Si può supporre che il tempo di carica del condensatore sia 1/10 del tempo di scarica.
Quindi la corrente nel diodo sarà 10 volte tanto la corrente media erogata.
E si dimensiona il diodo in funzione della corrente
abbiamo trascurato la caduta di tensione logaritmica nel diodo, e la resistenza del trasformatore.
Tanto l'Elettronica degli alimentatori è una tecnica approssimata al 10 - 20 %
Il problema lo avevo risolto molti anni fa calcolandolo con inutile precisione per tentativi con un programmino scritto per la Olivetti P101 !!,
Il tutto ha solo un interesse didattico, se le correnti sono elevate è meglio adoperare un raddrizzatore a doppia semionda e un filtro LC, o meglio un alimentatore switching.
