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Re: Dal peso virtuale a quello reale

MessaggioInviato: 9 lug 2020, 15:56
da Dosdo
richiurci ha scritto:no, niente affatto.
Non sai niente di elettronica, e probabilmente neanche di meccanica, e vuoi iniziare con un progetto del genere?
Capisci che se si parla di cavi di acciaio e coppie considerevoli è un oggetto potenzialmente molto pericoloso?

Mi dispiace che non scherzi e sinceramente non voglio creare disagio.
Appunto perché non conosco "nulla" di elettronica tu pensi che io voglia creare un "progetto" del genere per poi rivenderlo a mio nome? :lol: boh, mi fa molto ridere la cosa.
Ma appunto perché è pericoloso e non si scherza sulla salute, non ho mai pensato di "venderlo", non so più come scriverlo.
richiurci ha scritto:E chiarisco una cosa, io sono uno degli smanettoni del forum, soprattutto a livello meccanico e molto pratico.
Con le carrucole ci ho giocato, ho appeso plastici ferroviari 3mx5m, e un carrello portamoto. Ma pur avendo forse qualche base in più di te non ci ho pensato minimamente a motorizzarle, proprio per evitare rischi.
Quindi, e chiudo, se è per hobby e visto che non hai le basi inizia con pesi molto limitati (es max 1kg) e escursioni ridotte o quasi nulle, in modo da poter usare carrucole piccole e non dover considrare anche le variazioni di raggio col l'avanzare del filo.

Potresti aiutarmi nel capire la questione, come realizzarlo e perché ma non vederlo come una discussione per "vendere a mio nome" ma semplicemente per farmi riavvicinare a questo mondo che ormai ho perso, dato che per 3 anni ho smanetto a scuola con Arduino, condensatori, resistenze e cose di vario tipo ma che purtroppo all'epoca non essendo ancora maturo non mi applicavo più di tanto, poi avendo cambiato legge e quindi da un perito elettronico si è passato ad un perito di informatica telecomunicazioni non ho potuto proseguire verso quel mondo.

Re: Dal peso virtuale a quello reale

MessaggioInviato: 9 lug 2020, 16:16
da PietroBaima
Non voglio risultare insistente, ma se vuoi realizzare qualcosa di questo tipo, secondo me dovresti lasciare perdere il controllo diretto motorizzato e realizzare la cosa seguente:

corda attaccata a rocchetto flangiato su di una frizione.
Lo spingidisco lo caletti ad un sistema vite/madrevite, col quale impostare la resistenza desiderata.
Se proprio vuoi sto display puoi far ruotare la vite con un motore. Impostando il numero di giri imposti la resistenza che simula un peso.
Puoi anche calettare un potenziometro alla vite per conoscerne la posizione.
Con un altro motore puoi riavvolgere la corda a fine esercizio.

Ti assicuro che un sistema del genere è IMMENSAMENTE più semplice da realizzare, ma ti darà comunque MOLTISSIMO lavoro da fare.

Questo è solo il mio consiglio, naturalmente.

Re: Dal peso virtuale a quello reale

MessaggioInviato: 9 lug 2020, 16:49
da Dosdo
PietroBaima ha scritto:Questo è solo il mio consiglio, naturalmente.

Ogni consiglio è ben accetto soprattutto se si vuole imparare e farsi le "ossa" diciamo.
Mi sembra una soluzione molto meccanica

Re: Dal peso virtuale a quello reale

MessaggioInviato: 9 lug 2020, 16:57
da richiurci
Dosdo ha scritto:Potresti aiutarmi nel capire la questione, come realizzarlo e perché ma non vederlo come una discussione per "vendere a mio nome" ma semplicemente per farmi riavvicinare a questo mondo che ormai ho perso, dato che per 3 anni ho smanetto a scuola con Arduino, condensatori, resistenze e cose di vario tipo ma che purtroppo all'epoca non essendo ancora maturo non mi applicavo più di tanto, poi avendo cambiato legge e quindi da un perito elettronico si è passato ad un perito di informatica telecomunicazioni non ho potuto proseguire verso quel mondo.


Non vorrei risultare insistente neanche io,se vuoi rientrare in quel mondo potresti (o dovresti?) partire con qualcosa di più semplice, per esempio cominciare a pilotare motori CC con Arduino.

Poi magari complichi gradualmente l ecose, fino ad arrivare ad un modello in scala di quello che vuoi fare, in modo da affinare hardware e software usando motori, cavi e pesi molto minori e meno pericolosi.

Se e quando tutto funzionerà a dovere ritornerai all'argano da impresa edile :mrgreen:

Re: Dal peso virtuale a quello reale

MessaggioInviato: 9 lug 2020, 17:18
da Dosdo
richiurci ha scritto:partire con qualcosa di più semplice, per esempio cominciare a pilotare motori CC con Arduino.
Poi magari complichi gradualmente l ecose, fino ad arrivare ad un modello in scala di quello che vuoi fare, in modo da affinare hardware e software usando motori, cavi e pesi molto minori e meno pericolosi.

Certamente ma volevo solamente capire i componenti e la logica in modo tale da iniziare con quei componenti per poi allargarmi sul resto.
Perché penso che ci sia differenza tra un componente e l'altro.
richiurci ha scritto:Se e quando tutto funzionerà a dovere ritornerai all'argano da impresa edile :mrgreen:

:lol: :lol:

Re: Dal peso virtuale a quello reale

MessaggioInviato: 9 lug 2020, 18:01
da PietroBaima
Dosdo ha scritto:Mi sembra una soluzione molto meccanica

Lo è. Non c’è nulla che non va in una soluzione meccanica, se è quello che vuoi dire :D

Re: Dal peso virtuale a quello reale

MessaggioInviato: 10 lug 2020, 22:17
da SandroCalligaro
Posto che sono anch'io scettico sul fatto di iniziare da una cosa difficile (e potenzialmente pericolosa, cosa importante anche se non vuoi venderla), aggiungo qualche informazione che penso possa esserti utile.

Replicare il comportamento di un peso, su una corsa non troppo lunga, sarebbe possibile, ad esempio con un motore DC alimentato a corrente costante (quindi coppia costante). Controllare una corrente perché sia costante potrebbe già essere difficile. Vale in ogni caso il consiglio di partire con dei modelli parziali e in scala.
Uno dei problemi è la possibilità che la velocità aumenti in modo non controllato, cosa che sarebbe pericolosa.
Da un altro punto di vista, la difficoltà sta nell'ottenere (se e quanto necessario) precisione e velocità di risposta.

Se invece volessi replicare il comportamento di un freno a forza fissata, forse un freno magnetico potrebbe essere un'opzione. I freni ad isteresi, ad esempio, opportunamente strumentati, si usano per le prove a carico su motori.
I vantaggi sono la semplicità nel mantenere quasi costante la coppia e l'impossibilità che il freno acceleri da sé.

Re: Dal peso virtuale a quello reale

MessaggioInviato: 11 lug 2020, 6:57
da EcoTan
Bah, dico anch'io la mia, monterei l'argano su una slitta orizzontale e misurerei la forza per tenere ferma la slitta, per reazionare il motore. La fune passa per la gola di due pulegge opposte per garantire che sia parallela alla slitta, poi può piegare come vuole.

Re: Dal peso virtuale a quello reale

MessaggioInviato: 11 lug 2020, 8:01
da Girogiro
SandroCalligaro ha scritto:.....
Uno dei problemi è la possibilità che la velocità aumenti in modo non controllato, cosa che sarebbe pericolosa.
Da un altro punto di vista, la difficoltà sta nell'ottenere (se e quanto necessario) precisione e velocità di risposta...


..ci metti un nottolino tipo rocchetto di bicicletta che all' indietro il motore non
possa girare (se non sbloccando per riavvolgere la fune).. per il resto lo attacchi al generatore di corrente impostata..

..e la fune la passi tra due carrucole contrapposte montate a loro volta su di un cuscinetto
libero di ruotare sull' altro asse..

..per la velocità nel senso della fune potresti mettere un blocco tipo cinture di sicurezza auto
come il paracadute tipo per salire sui tralicci ENEL.. (che ci feci un concorso con tanto di vertigini :D )

Re: Dal peso virtuale a quello reale

MessaggioInviato: 14 lug 2020, 23:04
da BrunoValente
Per rimanere sul semplice non scarterei l'idea del motore cc alimentato a corrente costante che tira una fune avvolta su un rocchetto, senza grosse pretese basterebbe un alimentatore da banco controllato in tensione e in corrente, quelli cinesi a basso prezzo andrebbero bene.

Al valore impostato della corrente corrisponderebbe un certo valore della coppia che il motore applicherebbe al rocchetto, quindi della forza con cui la fune tirerebbe gli oggetti ad essa collegati indipendentemente dalla velocità ma solo fino ad una certa velocità massima che dipenderebbe dal valore di tensione impostato.

Ovviamente in tutto questo le parti in rotazione dovrebbero avere un momento di inerzia trascurabile, altrimenti durante le accelerazioni la forza con cui la fune tirerebbe gli oggetti ad essa collegati varierebbe.