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Dal peso virtuale a quello reale

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[51] Re: Dal peso virtuale a quello reale

Messaggioda Foto Utentedimaios » 15 lug 2020, 18:09

BrunoValente ha scritto:Ovviamente in tutto questo le parti in rotazione dovrebbero avere un momento di inerzia trascurabile, altrimenti durante le accelerazioni la forza con cui la fune tirerebbe gli oggetti ad essa collegati varierebbe.


E' proprio questo il problema. Bisogna come minimo realizzare un controllo di coppia con limitatore di velocità e range di posizione. Se poi si vuole essere precisi nel rilievo sarebbe meglio utilizzare una cella di carico per la retorazione anzichè l'assorbimento di corrente ma prima di fare questo proverei a ricavare la relazione forza-corrente per vedere se la precisione è sufficiente. Il rocchetto su cui avvolge il cavo potrebbe essere multistrato se il cavo stesso è troppo lungo.
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[52] Re: Dal peso virtuale a quello reale

Messaggioda Foto UtenteGirogiro » 16 lug 2020, 12:45

..delle accelerazioni non importa! dovendo fare (nel modo più semplice) la misura ad albero
in "equilibrio" oppure con velocità di srotolamento costante (mantenuta ad esempio con un controllo di giri preciso a dinamo tachimetrica) a quel punto leggendo la corrente da cui in scala proporzionale la
forza di trazione...

..per semplice teoria ..messa la coppia come funzione di: Coppia=kBlNIr (dalle formule note)
...verrebbe che per un motore ad es. ad eccitazione separata e indipendente, la Farza di tiro,
sarebbe funzione soltanto della corrente assorbita, essendo tutte le altre caratteristiche costanti dai
dati di targa della macchina..

..secondo me l' imprecisione maggiore starebbero negli attriti... (in parte forse da compensare nella tara)
..sempre messo un adatto motore!
(il cavo troppo lungo non potrebbe essere o ci sarebbe da considerare
anche quel peso rispetto all' angolo di traino)
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[53] Re: Dal peso virtuale a quello reale

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 18 lug 2020, 20:51

dimaios ha scritto:
BrunoValente ha scritto:Ovviamente in tutto questo le parti in rotazione dovrebbero avere un momento di inerzia trascurabile, altrimenti durante le accelerazioni la forza con cui la fune tirerebbe gli oggetti ad essa collegati varierebbe.


E' proprio questo il problema. Bisogna come minimo realizzare un controllo di coppia con limitatore di velocità e range di posizione...


In effetti se si vuole proprio simulare un peso attaccato alla fune occorre fare in modo che, quando la fune viene lasciata, questa si avvolga al rocchetto non con velocità infinita ma con velocità crescente, cioè con una accelerazione pari a quella di un peso in caduta libera che è quella di gravità, quindi occorre che il momento di inerzia delle parti in rotazione non sia nullo ma che abbia il giusto valore per simulare questo effetto.
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[54] Re: Dal peso virtuale a quello reale

Messaggioda Foto UtenteGirogiro » 19 lug 2020, 12:02

..siccome abbiamo risposto per un caso in generale facciamo il caso di una gru che solleva un peso con velocità costante invece di un tiro alla fune comunque inclinato a strappi.. :-)

Ne caso della gru es. avendoci un motore a CC ad eccitazione separata, basterà leggere sulla scala di un amperometro la corrente assorbita dal motore, riportando in una seconda scala parallela alla prima,
circa il peso a cui ciò corrisponda..
..non importando nemmeno che il motore venga alimentato a corrente costante..

..col risultato di conoscere sempre circa il valore in kg del carico spostato, potendo far intervenire anche un relè per la sicurezza, nel caso in cui il carico fosse fuori dalla portata massima... cosa che penso ci sia già
ma non lo so... ai miei tempi non c' era.. :D
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