Reostato di potenza elettronico
Buon giorno Forum.
Recentemente ho terminato le prove sul prototipo di un alimentatore lineare dotato di duplicatore di tensione con la gestione automatica della tensione e della corrente. Lo sviluppo dell’automatismo sul duplicatore è stato possibile grazie alla collaborazione iniziale di
IsidoroKZ e a quella determinante e caparbia di
BrunoValente che, entrambi, ringrazio vivamente.
Personalmente ho avuto il mero ruolo di esecutore anche se l’impegno profuso non è stato da poco, sia pur in un ruolo meno pregiato.
Abbiamo incontrato anche delle difficoltà e siamo stati tentati di accontentarci della soluzione a commutazione manuale, poi però ha prevalso lo stoico determinismo di Bruno e ce l'abbiamo fatta.
Adesso, in attesa che
Etemenanki trovi un po’ di tempo per sgarbugliare il circuito su delle PCB, ho separato in blocchi l’alimentatore per recuperare spazio e per proteggerlo da eventuali incidenti ma ho riutilizzato lo stadio finale per il progetto che mi accingo a presentare. L’idea di questa realizzazione non è casuale o per impegnare il tempo ma è complementare all’alimentatore oltre a che ad altre utilizzazioni che per brevità non sto a descrivere. Infatti, il problema principale che ho personalmente incontrato durante le prove è stato misurare la corrente e le complicazioni derivanti dalla gestione dei carichi. Pur non essendo mal messo con la disponibilità di carichi di potenza (fortunatamente ereditati) non nascondo che la necessità di combinarli in serie o in parallelo o in serie + parallelo, è stato un vero stress e anche una preoccupazione per possibili disattenzioni o danni che puntualmente si sono verificati. Ho quindi pensato alla possibilità di sostituire i resistori di potenza costruendo un circuito elettronico facente funzione di carico fittizio. Per la realizzazione ho recuperato lo schema di un vecchio progetto di NE degli anni ’70 e l’ho modificato per poterlo utilizzare anche con alimentatori ad alta tensione e ad alta potenza e per provarlo ho utilizzato lo stadio di potenza dell’alimentatore. Il circuito base di NE non poteva funzionare ad 80V 10A ma neanche a 40V 20A e per raggiungere l’obbiettivo ho dovuto introdurre alcune modifiche utili a dargli la flessibilità voluta.
Oltre allo stadio di potenza, ho dovuto aggiungere delle resistenze ed un selettore che le commutasse per determinare la corrente massima erogabile a definiti valori di tensione. I valori preimpostati sono oggetto di una scelta personale ma nulla osta alla loro modifica. Come si può rilevare dallo schema, il circuito è molto semplice ma funziona bene. Consiste sostanzialmente in uno stadio di regolazione, uno stadio di potenza e un amperometro. NE aveva previsto un’alimentazione da rete con relativo trasformatore ma dopo aver verificato che il consumo massimo del circuito, alimentato a 9V, era di soli 4 mA nello stato di standby e poco più di 2 mA durante le misurazioni, ho optato per l’alimentazione a batteria. Il deviatore DEV1 (standby), è utile per evitare sfiammate in occasione dell’applicazione o rimozione del carico. Non sono convinto dell’utilità del diodo Schottky, messo più che altro come protezione per l’inversione di polarità, forse avrei potuto includere un raddrizzatore onde collaudare anche i trasformatori ma non essendomi mai capitato di averne bisogno non ho incluso il ponte e il filtro nel circuito.
Per il resto non avrei altro da aggiungere oltre a quanto rilevabile dal semplice schema. Se qualche amico avesse qualche suggerimento da dare, sarebbe molto gradito, dato che il dispositivo è ancora in modalità “volante”. Hai visto mai che si possa inserire qualche automatismo?
Grazie per l’attenzione.
Recentemente ho terminato le prove sul prototipo di un alimentatore lineare dotato di duplicatore di tensione con la gestione automatica della tensione e della corrente. Lo sviluppo dell’automatismo sul duplicatore è stato possibile grazie alla collaborazione iniziale di
Personalmente ho avuto il mero ruolo di esecutore anche se l’impegno profuso non è stato da poco, sia pur in un ruolo meno pregiato.
Abbiamo incontrato anche delle difficoltà e siamo stati tentati di accontentarci della soluzione a commutazione manuale, poi però ha prevalso lo stoico determinismo di Bruno e ce l'abbiamo fatta.
Adesso, in attesa che
Oltre allo stadio di potenza, ho dovuto aggiungere delle resistenze ed un selettore che le commutasse per determinare la corrente massima erogabile a definiti valori di tensione. I valori preimpostati sono oggetto di una scelta personale ma nulla osta alla loro modifica. Come si può rilevare dallo schema, il circuito è molto semplice ma funziona bene. Consiste sostanzialmente in uno stadio di regolazione, uno stadio di potenza e un amperometro. NE aveva previsto un’alimentazione da rete con relativo trasformatore ma dopo aver verificato che il consumo massimo del circuito, alimentato a 9V, era di soli 4 mA nello stato di standby e poco più di 2 mA durante le misurazioni, ho optato per l’alimentazione a batteria. Il deviatore DEV1 (standby), è utile per evitare sfiammate in occasione dell’applicazione o rimozione del carico. Non sono convinto dell’utilità del diodo Schottky, messo più che altro come protezione per l’inversione di polarità, forse avrei potuto includere un raddrizzatore onde collaudare anche i trasformatori ma non essendomi mai capitato di averne bisogno non ho incluso il ponte e il filtro nel circuito.
Per il resto non avrei altro da aggiungere oltre a quanto rilevabile dal semplice schema. Se qualche amico avesse qualche suggerimento da dare, sarebbe molto gradito, dato che il dispositivo è ancora in modalità “volante”. Hai visto mai che si possa inserire qualche automatismo?
Grazie per l’attenzione.

