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Raddrizzatore al selenio - Si può "proteggerlo"?

MessaggioInviato: 5 giu 2024, 0:03
da Kagliostro
Un amico vuol costruire un piccolo 5C1 (fender) usando pezzi di recupero d'epoca (ovviamente gli elettrolitici saranno d'epoca solo esternamente e gli altri componenti verranno controllati prima di metterli in uso)

champ_5c1_schem.jpg


Gli sarebbe venuto in mente di riutilizzare un raddrizzatore al selenio, due diodi non quattro, al posto della raddrizzatrice a vuoto
(il TA ha la presa intermedia da collegare a massa)

selenium.jpg
selenium.jpg (28.23 KiB) Osservato 4740 volte


Ora l'idea, per quanto carina, mi ha subito fatto ricordare che quel tipo di raddrizzatori che utilizzavano il selenio non è che sia proprio il massimo come affidabilità

Per cercare di dare un aiutino alla sopravvivenza del raddrizzatore e del circuito ho pensato di mettere due diodi 1N4007 tra il TA e i due ingressi del raddrizzatore ed uno anche tra l'uscita del raddrizzatore ed il primo condensatore di filtro (nascosti con termorestringente o, meglio, come dice il mio amico con del tubetto sterling)

Mi pare che aggiungere un diodo per ogni ingresso del raddrizzatore abbia sicuramente senso (quantomeno si aumenta la tensione sopportabile), per quanto riguarda il posizionare un terzo diodo tra l'uscita del raddrizzatore ed il primo condensatore di filtro sono un po' incerto

Secondo voi il tutto potrebbe effettivamente beneficiare di questo terzo diodo ?

Grazie

K

Re: Raddrizzatore al selenio - Si può "proteggerlo"?

MessaggioInviato: 5 giu 2024, 8:18
da stefanodelfiore
Ma che senso ha usare un raddrizzatore al selenio per poi aggiungere in serie ad esso due diodi al silicio, tanto vale usare i due diodi al silicio e basta.

Re: Raddrizzatore al selenio - Si può "proteggerlo"?

MessaggioInviato: 5 giu 2024, 11:44
da claudiocedrone
Ovviamente concordo, a meno che i componenti non siano per qualche strano motivo a vista tanto vale usare semplicemente due comunissimi 1N4007 (1000 V 1 A max) e fine della storia.

Re: Raddrizzatore al selenio - Si può "proteggerlo"?

MessaggioInviato: 5 giu 2024, 12:29
da stefanodelfiore
mi sembra anche di ricordare che i raddrizzatori al selenio tendono col tempo a degradare aumentando la loro resistenza interna. Questo può portare ad un surriscaldamento del componente con ovvie spiacevoli conseguenze.

Re: Raddrizzatore al selenio - Si può "proteggerlo"?

MessaggioInviato: 5 giu 2024, 12:32
da alev
In caso il tuo amico voglia conservare l'aspetto vintage dell'apparecchio, qualche rimpiazzo nuovo si trova ancora:
https://www.electronicsurplus.com/fmc-s ... fier-stack

sebbene il prezzo non sia invitante considerata la fragilità del componente

Re: Raddrizzatore al selenio - Si può "proteggerlo"?

MessaggioInviato: 5 giu 2024, 14:34
da Kagliostro
Grazie a tutti per le risposte

In realtà l' uso del raddrizzatore al selenio al posto della valvola nasce sostanzialmente dal fatto che ha una resistenza più alta rispetto ai diodi al silicio e quindi somiglia di più all' avere una raddrizzatrice a vuoto oltre al fatto che ne ha già uno e che vuol mantenere un look assolutamente vecchio, pardon, vintage, tant'è che non vuol neanche usare il termorestringente, per coprire i diodi userà del tubetto sterling

Si tratta comunque di un progetto in economia, riciclando tutto materiale di recupero (che comunque verrà controllato)

Sarà a vista ? Non credo, ma è comunque una cosa che parte come base da come operano i restauratori di radio d'epoca

Nessuno sa dirmi niente sull'effetto del diodo in uscita al raddrizzatore ?

Grazie

Franco

Re: Raddrizzatore al selenio - Si può "proteggerlo"?

MessaggioInviato: 5 giu 2024, 16:05
da MarcoD
Le mie considerazioni:
Ogni elemento del raddrizzatore al selenio dovrebbe sopportare al massimo un tensione inversa di una cinquantina di volt.
La corrente diretta sopportabile dovrebbe essere delle decine di milliampere per un elemento di 4 cm quadrati.
Quindi non è detto che tutti i raddrizzatori al selenio possano sostituire una valvola raddrizzatrice tipo 5Y3.
Consiglio di fare delle misure sulla corrente assorbita dalla 6V6 e delle misure sulla caduta di tensione del ponte al selenio che si intende utilizzare. O_/

Re: Raddrizzatore al selenio - Si può "proteggerlo"?

MessaggioInviato: 5 giu 2024, 17:17
da graic
Restaurare significa usare componenti compatibili col progetto originale, quindi tubo a vuoto.

Re: Raddrizzatore al selenio - Si può "proteggerlo"?

MessaggioInviato: 5 giu 2024, 21:01
da Kagliostro
Per quanto riguarda la tensione non so quale possa essere il limite per quel raddrizzatore, certo è che mettendoci in ingresso degli 1N4007 la si aumenta di 1000V

Discorso corrente ... beh qui hai proprio ragione, bisogna assolutamente verificare

Restauro .... beh, non proprio, e neanche clone, diciamo una copia sui generis usando componenti recuperati

La 5y3 in questo caso non è obbligatoria

E gli elettrolitici verranno farciti con componenti nuovi

Franco

Re: Raddrizzatore al selenio - Si può "proteggerlo"?

MessaggioInviato: 6 giu 2024, 12:38
da setteali
Una parola in più per il raddrizzatore al Selenio e non utilizzarlo !
Quando va in corto circuito crea una puzza fastidiosissima :D :D